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RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE agevolazioni fiscali per l'anno 2015


RISTRUTTURAZIONI LE AGEVOLAZIONI FISCALI


Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulle agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie eseguite dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015.
Innanzitutto, le agevolazioni possono essere richieste sia per i lavori eseguiti su singole unità immobiliari residenziali, sia per i lavori eseguiti sulle parti comuni degli edifici residenziali (es. condomini). Leggi anche: Le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie valide per il 2016 .

1) In cosa consistono?

Con agevolazione fiscale, si intende una detrazione fiscale sull'Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

2) A quanto ammontano?

Per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015 la detrazione è pari al 50% delle spese fino ad un massimo di 96.000 € (importo massimo di spesa ammessa al beneficio) per ogni unità immobiliare.Se trattasi di spese sostenute per interventi di adozione delle misure antisismiche (su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità), la detrazione prevista è del 65%, fino ad un massimo di 96.000€ (per spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015).

Dal 1 gennaio 2016 la detrazione sarà modificata al 36%, con limite di 48.000 € per ogni unità immobiliare.

3) Come devono essere calcolate?

La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo a partire dall’anno in cui è stata sostenuta la spesa.

ESEMPIO

Spesa sostenuta per i lavori di ristrutturazione nell'anno: 80.000 €

detrazione :80.000 € x 50% = 40.000 €

ripartizione in 10 quote annuali di pari importo: 40.000 € / 10 = 4.000 € all'anno

Se la spesa sostenuta supera il limite massimo previsto, la ripartizione andrà calcolata sulla somma massima prevista (96.000 €).
L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione.
Se gli interventi realizzati nell’ anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili, si deve tenere conto di quelle sostenute in tutti tali anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della detrazione non ha ancora superato il limite complessivo previsto.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del pagamento (mediante bonifico) da parte dell’amministrazione del condominio.

In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante, nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

ESEMPIO

Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta, o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo. L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso, né può essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

4) Per quali lavori sono previste?

- Interventi di manutenzione ordinaria;
- Interventi di manutenzione straordinaria;
- Opere di restauro e risanamento conservativo;
- Ristrutturazione edilizia;
- Interventi per ripristini dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (anche se i lavori non sono rientranti nelle precedenti categorie, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza);
- Interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali,anche di proprietà comune;
- Lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi;
- Lavori finalizzati alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi (rientrano solamente le spese sostenute per interventi sull'edificio, non le spese per l'acquisto delle strumentazioni);
- Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio delcompimento di atti illeciti da parte di terzi. (es. furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). Vi rientrano solamente le spese sostenute per interventi sull'edificio e le spese per l'acquisto delle strumentazioni, come antifurto e centraline, ma non sono conteggiate, per esempio, le spese relative a contratti con istituti di vigilanza);
- Interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
- Interventi per il conseguimento di risparmio energetico, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili dienergia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impiantofotovoltaico per la produzione di energia elettrica, tale da coprire il fabbisogno domestico;
- Interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

5) Quali altre spese sono ammesse per l'agevolazione?

- le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
- le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
- le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge1083/71);
- le spese per l’acquisto dei materiali;
- il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
- le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
- l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per leconcessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
- gli oneri di urbanizzazione;- gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.

Non rientrano, invece, le spese per il trasloco e per la custodia durante il periodo di esecuzione dei lavori.

6) Chi può usufruire delle detrazioni?

- proprietari o nudi proprietari
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
- locatari o comodatari
- soci di cooperative, divise e indivise
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
- soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata(società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:

- è stato immesso nel possesso dell’immobile;
- esegue gli interventi a proprio carico;
- è stato registrato il compromesso.

7) Come fare?

Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazionesono stati, negli ultimi anni, semplificati e ridotti.

E’ sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
In particolare, per poter usufruire della detrazione, è indispensabile essere in possesso di:

- domanda di accatastamento (solo nel caso di immobile non ancora censito);
- estremi catastali identificativi dell'immobile (nel caso di immobile già censito);
- ricevute di pagamento delle imposte comunali (Ici-Imu) se dovuta;
- delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su
parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
- dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
- abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, etc.) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui è indicata la data di inizio dei lavori e si attesta che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili;
- copia della comunicazione inviata all'azienda sanitaria locale competente (Asl);
- ricevute di pagamento, fatture comprovanti le spese sostenute;
- ricevute dei bonifici effettuati (si può usufruire dell'agevolazione solo se i pagamenti sono stati effettuati con bonifico).

8) Detrazioni per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici

Il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto una detrazione dall’Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, di classe non inferiore alla A+ (A peri forni), finalizzati all’arredo di immobili che siano oggetto di ristrutturazione.
La legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha prorogato questa detrazione fino al 31 dicembre 2015.
Il principale presupposto per avere la detrazione è l’effettuazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (guardiole, appartamento del portiere, lavatoi, ecc.). Le spese per tali interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012.

La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto e in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici). Questo limite riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari, avrà diritto più volte al beneficio.

PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI O PER VEDERE LE CASISTICHE PARTICOLARI, SCARICA LA GUIDA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE


ATTENZIONE: le indicazioni contenute nella presente guida potrebbero subire modifiche. E’ opportuno verificarle attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate.

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9) Riferimenti normativi 

- Legge 27 dicembre 1997, n. 449 - Regolamento 18 febbraio 1998, n. 41 (come modificato dal decreto n. 153/2002) - Regolamento Ministero delle Finanze 30 luglio 1999 n. 311 - Legge 23 dicembre 1999, n. 488 - Decreto del Ministero delle Finanze 29 dicembre 1999- Legge 23 dicembre 2000, n. 388- Legge 28 dicembre 2001, n. 448- Legge 27 dicembre 2002, n. 289- Legge 1° agosto 2003, n. 200- Legge 24 dicembre 2003, n. 350- Legge 27 febbraio 2004, n. 47- Legge 23 dicembre 2005, n. 266- Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 marzo 2006 diapprovazione del modello di comunicazione inizio lavori- Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 (convertito con modificazioni nella legge 4agosto 2006, n. 248)- Legge 27 dicembre 2006, n. 296- Legge 24 dicembre 2007, n. 244- Legge 23 dicembre 2009, n. 191- Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78- Legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011)- Decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (convertito con modificazioni dalla legge12 luglio 2011, n. 106)- Decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito, con modificazioni, dalla legge 15luglio 2011, n. 111)- Legge 14 settembre 2011, n. 148- Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011- Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito, con modificazioni, dallalegge 22 dicembre 2011, n. 214)- Decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 (convertito, con modificazioni, dalla legge7 agosto 2012, n. 134)- Decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (convertito, con modificazioni, dalla legge 3agosto 2013, n. 90)- Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014)- Decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (convertito, con modificazioni, dallalegge 11 novembre 2014, n. 164)- Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015)

- Circolari del Ministero delle Finanze: n. 57/E del 24 febbraio 1998, n. 121/Edell’11 maggio 1998, n. 247/E del 29 dicembre 1999, n. 95/E del 12 maggio2000, n. 98/E del 17 maggio 2000- Circolari dell’Agenzia delle Entrate: n. 7/E del 26 gennaio 2001, n. 13/E del 6febbraio 2001, n. 55/E del 14 giugno 2001, n. 15/E del 1° febbraio 2002, n.55/E del 20 giugno 2002, n. 15/E del 5 marzo 2003, n. 12/E del 1° aprile 2005,n. 17/E del 3 maggio 2005, n. 17/E del 18 maggio 2006, n. 28/E del 4 agosto2006, n. 11/E del 16 febbraio 2007, n. 12/E del 19 febbraio 2008, n. 21/E del23 aprile 2010, n. 40/E del 28 luglio 2010, n. 20/E del 13 maggio 2011, n. 19/Edel 1° giugno 2012, n. 13/E del 9 maggio 2013, n. 29/E del 18 settembre 2013,n. 11/E del 21 maggio 2014, n. 17/E del 24 aprile 2015- Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate: n. 136/E del 6 maggio 2002, n. 184/E del12 giugno 2002, n. 350/E dell’11 novembre 2002, n. 118/E del 10 agosto 2004,n. 1/E del 9 gennaio 2007, n. 84/E del 7 maggio 2007, n. 38/E dell’8 febbraio2008, n. 73/E del 3 marzo 2008, n. 181/E del 29 aprile 2008, n. 7/E del 12febbraio 2010, n. 3/E del 4 gennaio 2011, n. 4/E del 4 gennaio 2011, n. 7/E del13 gennaio 2011, n. 55/E del 7 giugno 2012, n. 22/E del 2 aprile 2013

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