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Casette in legno quali permessi servono?



Molto spesso sentiamo parlare di case in legno per il giardino (solitamente utilizzate per ricovero attrezzi, spazio gioco per bambini, posto auto…), ma pochissimi sono ben informati in merito ad autorizzazioni e permessi necessari per questo tipo di costruzione. Vediamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

SERVONO PERMESSI PER LE CASETTE IN LEGNO?

La risposta è SI, in ogni caso servono delle autorizzazioni specifiche.

Non è assolutamente vero che la casetta in legno è considerata bene “mobile” e quindi può essere installata ovunque e senza necessità di alcun permesso (anche se priva di fondazioni o provvista di ruote).

QUALI SONO I PERMESSI NECESSARI?

Per sapere con precisione quali permessi occorrono, bisogna prima di tutto controllare se ci siano specifiche al riguardo nel regolamento edilizio comunale.
Generalmente, se tale regolamento non prevede diversamente, è sufficiente fare una S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività), in quanto trattasi di pertinenze che non superano il 20% del volume dell’edificio principale.
Affinché un manufatto presenti la caratteristica di pertinenza, si richiede che esso:

  • non si ponga in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti o adottati; 
  • presenti modeste dimensioni (non deve superare il 20% del volume dell’edificio principale); 
  • svolga un ruolo accessorio e strumentale rispetto ad una costruzione principale preesistente; 
  • possegga una autonoma individualità fisica; 
  • presenti un ridotto valore rispetto all’immobile principale.

E’ importante prestare particolare attenzione ai regolamenti edilizi comunali, poiché alcuni potrebbero prevedere delle limitazioni circa i casi in cui per la costruzione sia sufficiente  una S.C.I.A o una C.I.L.A (comunicazione di inizio lavori asseverata)
Il Comune di Verona, per esempio, all’art. 20 del regolamento edilizio comunale (approvato il 16 Marzo 2012),  stabilisce che, per le costruzioni di modesta entità, entro i limiti specificati (superficie coperta massima 8,00 mq e altezza di gronda massima 2,20 m), è sufficiente effettuare una C.I.L.A. , mentre per le costruzioni che superano tali limiti è necessario richiedere un Permesso di Costruire. Leggi anche: Pop-Up house: 4 giorni e 4 persone per realizzare una casa passiva low cost.

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ’  (S.C.I.A.)

E’ stata introdotta dall’articolo 49, comma 4 bis del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, conv. in l. 30 luglio 2010 n. 122, che ha modificato la l. 241/1990.
Così come vale per la C.I.L.A. e la C.I.L. (comunicazione di inizio lavori), anche con la S.C.I.A. si possono iniziare i lavori immediatamente dopo la presentazione della documentazione.

Il proprietario dell’immobile o l’avente diritto dovrà presentare al Comune i seguenti documenti:


  • Modulo del proprio comune di appartenenza o regione, debitamente compilato e firmato dal proprietario e dal progettista abilitato;
  • Elaborati progettuali, previsti dal regolamento edilizio in relazione al tipo di intervento e zona del P.R.G.;
  • Dichiarazione dei dati dell’impresa esecutrice dei lavori, copia della notifica preliminare (se dovuta);
  • Dichiarazione di aver verificato la documentazione prevista dalle lettere a) e b) dell’art. 90 del D. Lgs 9/4/2008 n 81;
  • Autocertificazioni redatte con le modalità previste dagli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000 , che attestano la presenza dei requisiti di legge necessari per la realizzazione dell’intervento edilizio;
  • Pareri delle Amministrazioni preposte alla tutela dei vincoli ambientali, paesaggistici o culturali (qualora l’immobile fosse sottoposto a vincoli).

Per la S.C.I.A. non sono previsti oneri da pagare, tuttavia alcuni Comuni applicano dei diritti di segreteria per la presentazione dei documenti, il cui ammontare può variare.


COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA (C.I.L.A.)

Alcuni Comuni,al fine di autorizzare la  costruzione delle casette in legno, potrebbero richiedere, in base al proprio regolamento edilizio, l’effettuazione di una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (denominata comunemente C.I.L.A.).
La C.I.L.A. e la semplice C.I.L. (comunicazione di inizio lavori), introdotte con la legge 73 del 2010 che ha modificato l’art. 6 del Testo Unico dell’edilizia, sonostrumenti normativi finalizzati a realizzare alcuni interventi per cui prima era necessario effettuare la D.I.A. (dichiarazione di inizio attività).

La differenza è che con la C.I.L.A. e la C.I.L.  si possono iniziare i lavori immediatamente dopo la presentazione della documentazione, mentre per la D.I.A. era necessario aspettare i 30 giorni di silenzio assenso.  

La C.I.L.A. deve essere presentata in Comune dal proprietario dell’immobile o dall’avente diritto ed è composta dai seguenti documenti:

  • Modulo del proprio Comune di appartenenza o regione, debitamente compilato e firmato dal proprietario e dal progettista abilitato;
  • Relazione asseverata dal progettista abilitato;
  • Elaborati di progetto con stato di fatto, stato di progetto e stato intra-operam (chiamato talvolta stato comparativo); 
  • Dati dell’impresa che svolgerà i lavori e DURC (documento unico di regolarità contributiva) in corso di validità (se eseguiti da un’impresa).

Anche per la C.I.L.A. non sono previsti oneri da pagare, tuttavia alcuni Comuni applicano dei diritti di segreteria per la presentazione dei documenti, il cui ammontare può variare.

PERMESSO DI COSTRUIRE (P.C.)

Se nel regolamento edilizio comunale non è specificato nulla riguardo le casette in legno di modesta entità, allora è necessario richiedere questo tipo di autorizzazione.

Il permesso di costruire viene rilasciato dal Comune al proprietario dell’immobile o a chi ne abbia il diritto di richiederlo.

La richiesta per l’ottenimento del permesso di costruire è formata da:

  • Apposito modello predisposto dal proprio Comune, debitamente compilato e firmato; 
  • Attestazione concernente il titolo di legittimazione (es. atto di proprietà); 
  • Progetto, redatto da un tecnico abilitato al rispettivo albo professionale; 
  • Pagamento degli oneri per il contributo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione (secondo le casistiche e limitazioni previste dal proprio Comune).

Il processo per il rilascio del permesso di costruire è abbastanza complesso e può richiedere diversi mesi. Le tempistiche di rilascio variano a seconda della grandezza del Comune (per Comuni con più di 100.000 abitanti i tempi sono allungati)e in dipendenza del fatto che l’immobile sia sottoposto a vincolo, o meno, o ancora, qualora vengano proposte modifiche al progetto, da parte del responsabile del procedimento.

Solitamente i tempi di attesa sono di circa 90 giorni dal momento della richiesta.

Dopo l’ottenimento del permesso di costruire, bisogna iniziare i lavori entro  un anno e terminarli entro massimo tre anni, a partire dalla data di rilascio.

IMMOBILI SOTTOPOSTI A VINCOLO


Nel caso di intervento su zone o beni sottoposti a vincolo (ambientale, architettonico, artistico…), bisognerà allegare alla documentazione anche il nulla osta dell’ente preposto alla tutela del vincolo. In ogni caso, non si potranno iniziare i lavori prima dell’ottenimento del nulla osta (questo vale anche per S.C.I.A., C.I.L. e C.I.L.A.).


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