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A QUANTO AMMONTANO LE IMPOSTE PER I CONTRATTI D'AFFITTO?

Alla fine il tanto atteso momento è arrivato: Sia che sia uno studente che si appresta a lasciare la casa per studiare in una università fuori sede e sia tu ed il tuo partner avete visto un posto e volete trasformarlo nella vostra nuova casa sono moltissime le persone che si rivolgono alla disciplina contrattuale della locazione immobiliare (quella che impropriamente nel gergo comune viene chiamata" affitto") per soddisfare il proprio bisogno di casa.

Quando si stipula un contratto d’affitto è necessario provvedere alla sua registrazione, oggi resa più semplice grazie al nuovo software disponibile on line sul sito dall’Agenzia delle Entrate, il modello RLI.

Due sono le modalità con cui si procede al pagamento delle imposte per i canoni d'affitto: UNA PRIMA ORDINARIA ED UNA CON LA "CEDOLARE SECCA".

Per i contratti di affitto per cui non si sceglie l’opzione della cedolare secca occorre versare:
  • l’imposta di registro al 2% del canone annuo, moltiplicato per le annualità previste;
  • l’imposta di bollo, che ammonta a 16 euro ogni 4 facciate scritte del contratto (costo per ogni copia da depositare all'agenzia delle entrate).

Se viene stipulato un contratto pluriennale, l’imposta di registro può essere pagata:
  • annualmente (2% del canone relativo a ciascuna annualità, tenendo conto degli aumenti ISTAT) entro 30 giorni dalla scadenza della precedente annualità;
  • in un’unica soluzione per l’intera durata del contratto, ovvero il 2% del corrispettivo complessivo. In tal caso l’imposta non può essere minore di 67 euro.

Il Fisco individua 6 tipologie di detrazioni d’imposta.

1) Detrazioni per inquilini a basso reddito. 

In questo caso le detrazioni previste sono le seguenti:
  •  300 euro nel caso il reddito dell’inquilino sia inferiore a 15.493,71 euro;
  •  150 euro nel caso il reddito sia superiore a 15.493,71 ma inferiore a 30.987,41 euro (importo sopra il quale non sono previste detrazioni);
2) Detrazioni per i giovani. 

I ragazzi tra i 20 ed i 30 anni che stipulano un contratto di affitto hanno diritto ad una detrazione pari a 991,60 euro. 

La detrazione è prevista per i primi 3 anni, a patto che:
  •  l’immobile locato non sia l’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati;
  •  il reddito complessivo non superi 15.493,71 euro.
3) Detrazioni per gli affitti a canone concordato. 
  •  495,80 euro se il reddito totale è inferiore a 15.493,71 euro;
  •  247,90 euro se il reddito è superiore a 15.493,71 euro, ma non a 30.987,41 euro (soglia al di sopra della quale non sono previste detrazioni).
4) Detrazioni per trasferimento per motivi di lavoro. 

La seguente detrazione, fruibile nei primi 3 anni di trasferimento, è prevista per il lavoratore che ha stipulato un contratto di affitto in seguito al trasferimento della propria residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo. La detrazione è subordinata a due condizioni : 
a)il nuovo comune deve trovarsi a 100 km dal precedente e al di fuori della propria regione 
b) il trasferimento di residenza non deve essere avvenuto più di tre anni dalla richiesta della detrazione). L’importo della detrazione prevista è il seguente:
  •  991,60 euro se il reddito è inferiore a 15.493,71 euro;
  •  495,80 euro se il reddito è superiore a 15.493,71 euro, ma non a 30.987,41 euro.
5) Detrazioni IRPEF per il conduttore di alloggi sociali. 
  •  900 euro se il reddito è inferiore a 15.493,71 euro;
  •  450 euro se il reddito è superiore a 15.493,71, ma inferiore a 30.987,41 euro.
6) detrazioni per studenti fuori sede. 

Gli studenti iscritti ad un corso di laurea presso un’università ubicata in un Comune diverso da quello di residenza (distanza di almeno 100 km o provincia diversa da quella di residenza) o in uno Stato UE o aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo hanno diritto ad una detrazione pari al 19% su un importo non superiore a 2.633 euro.

In caso di opzione per il regime della cedolare secca sugli affitti, le imposte per il contratto di locazione sono diverse.
Tale modalità di pagamento consiste nell’applicare al canone annuo di locazione un’imposta fissa, in sostituzione dell’IPEF e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.

L’aliquota della cedolare è diversa a seconda della tipologia di contratto d’affitto che si stipula:

- Contratto a canone livero: aliquota cedolare secca al 21% del canone annuo stabilito dalle parti.
- Contratti di locazione a canone concordato e relativi alle abitazioni che si trovano nei Comuni ad alta tensione abitativa, nei Comuni con carenze di disponibilità abitative e in quelli per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti il 28 maggio 2014 lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi: aliquota cedolare secca al 15%.

La cedolare si paga con un acconto, pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente e se l’importo dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. In questo caso, il versamento dell’acconto può essere effettuato in un’unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo è inferiore a 257,52 euro oppure in due rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro di cui la prima entro il 16 giugno e la seconda entro il 30 novembre.

Il saldo si paga entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce, o entro il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40%.

Per concludere questa nostra carrellata, è doveroso un accenno alle imposte per i contratti d'affitto per fabbricati strumentali per natura e fondi rustici.

Nel primo caso l’imposta da pagare è pari all’1% del canone annuo, se la locazione è effettuata da soggetti passivi Iva ovvero al 2% del canone, negli altri casi. Nel caso invece di affitto di fondi rustici, l’imposta da pagare è pari allo 0,50% del corrispettivo annuo moltiplicato per il numero delle annualità.





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