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AMIANTO: "BRASILE: TERRA DI SOLE, MARE E... AMIANTO"

Sopralluogo per verifica e sostituzione del materiale Eternit.



BRASILE: TERRA DI SOLE, MARE E… AMIANTO

Il paese sud-americano è in cima alla classifica dei paesi che utilizzano i pannelli di amianto per la costruzione edilizia. 

Viaggio tra le contraddizioni di una edilizia a tutela zero.


CHE COS’É L’AMIANTO?

L'amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

Inventato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek, l’eternit, il nome più famoso di questo cemento-amianto, inizia fin dal 1911 ad accrescere la sua popolarità di impiego nel mondo dell’edilizia.

PERCHÉ L’AMIANTO É NOCIVO PER LA SALUTE DELL’UOMO?

É a partire dagli anni 60 che ci si comincia ad interrogare sulla pericolosità di questo materiale da costruzione così economico e così utilizzato.

L'amianto è nocivo per la salute dell'uomo per la capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. E l'esposizione a tali fibre è responsabile di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell'apparato respiratorio. I pezzi friabili di amianto si possono ridurre in polvere con la semplice azione manuale e, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente (soprattutto se sottoposti a vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni d’acqua) o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione.

L'esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).


L'asbestosi è una grave malattia respiratoria che per prima è stata correlata all'inalazione di fibre d’amianto, caratterizzata da fibrosi polmonare a progressivo aggravamento che conduce ad insufficienza respiratoria con complicanze cardiocircolatorie.


Quando tutti hanno capito gli effetti collaterali dell’amianto, era ormai troppo tardi.



Amianto, friabilità e volatilità sono le chiavi di un disastro sanitario durato decenni.

A partire dal 1935 con la fondazione della Fibronit a Bari, molti erano infatti i poli industriali che avevano in sede uno o più poli per la costruzione di materiale in fibra d’amianto (tra questi ricordiamo i poli industriali di Casale Monferrato, Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari. Leggi anche: Contributi per la rimozione amianto del 2016. , Contributi per rimozione amianto 2016 - tutti i bandi dei comuni in provincia di Padova .


La sua economicità, reperibilità e duttilità di utilizzo lo hanno infatti reso il materiale standard per tutta una serie di prodotti per l’edilizia (oltre ai tetti e coperchi per capannoni sopra ricordati) quali: corde, nastri e guaine per la coibentazione di tubazioni, di cavi elettrici vicini a sorgenti di calore intenso come forni, caldaie,; tessuti per il confezionamento di tute protettive antifuoco, coperte spegnifiamma,; carta e cartoni utilizzati come barriere antifiamma; pannelli di fibre grezze compresse impiegati per la coibentazione di tubazioni; filtri costruiti con carta di amianto, o semplicemente con polvere compressa, utilizzati nell'industria chimica ed alimentare.

É ANCORA POSSIBILE UTILIZZARE L’AMIANTO?

Dal 1994 sono vietate l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto.


Ai sensi dell'articolo 12 comma 5 della Legge 257/92, presso le unita' sanitarie locali e' istituito un registro nel quale e' indicata la localizzazione dell'amianto floccato o in matrice friabile presente negli edifici. I proprietari degli immobili devono comunicare alle unita' sanitarie locali i dati relativi alla presenza di tali materiali. Anche l'Ente pubblico deve provvedere all'individuazione della presenza di amianto relativamente alle strutture di propria competenza e presentare l’autonotifica.

Le vicende giudiziarie legate all’amianto sono state molteplici: tra le più famose, quella che ha raggiunto il più grande eco mediatico riguarda lo stabilimento di Casale Monferrato, che, disperdendo le polveri sottili di amianto nell’aria, porta con sé un bollettino di almeno 50 morti all’anno per asbestosi e malattie legate all’inalazione polmonare di questa fibra minerale.

La lezione Italiana ed Europea non è però servita ad alcuni paesi extra UE (in primis Brasile, Russia, Cina) che vedono nella produzione di amianto un business miliardario a cui è ben difficile rinunciare.


Lo pneumologo Ubiratan de Paula Santos ci aiuta nel dare i numeri di questo agghiacciante fenomeno, che porta ogni brasiliano a consumare in media 700 grammi di amianto l’anno. I morti stimati per l’esposizione alle fibre volatili di eternit si stimano in 150 mila unità in 10 anni di studio. Senza considerare i numeri di tutte quelle patologie che sono ancora latenti, in attesa di manifestare i loro sintomi.



La patria della samba, del sole, del famoso Maracanà è diventata così nel corso degli anni il nuovo eldorado per la produzione e la commercializzazione dell’amianto. Tutta colpa della politica corrotta che si fanno finanziare dalle 16 multinazionali dell’amianto che hanno sede in Brasile, così forti da aver formato una lobby paragonabile a quella delle armi negli States.





COSA FARE SE ANCHE NELLA NOSTRA ABITAZIONE È STATA UTILIZZATA LA FIBRA DI ETERNIT?

Le tecniche d’intervento per i materiali contenenti amianto sono tre e precisamente: rimozione, incapsulamento e confinamento.

La rimozione elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell'edificio. In genere richiede l'applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell'amianto rimosso.

L'incapsulamento è un trattamento dell'amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Con tale intervento il materiale contenente amianto permane nell'edificio e pertanto è necessario i mantenere un programma di controllo e manutenzione.


Il confinamento consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all'interno del confinamento. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio.


La scelta tra queste tipologie d'intervento è legata al tipo ed alle condizioni del materiale, alla sua ubicazione, alla volontà della proprietà di eliminare alla radice il rischio o mantenerlo in modo controllato (attività di controllo e manutenzione).

A CHI CI SI PUÓ RIVOLGERE PER LAVORI DI RIMOZIONE,SMALTIMENTO, BONIFICA DELL’AMIANTO?

La pericolosità del materiale che si va a rimuovere porta con sé l’obbligo per il proprietario dell’abitazione di far rimuovere la fibra d’amianto da una ditta specializzata nel settore


Oltre ai gravi problemi alla salute che un’esposizione continuativa all’amianto può provocare al proprietario dell’immobile e al nucleo abitativo-lavorativo che utilizza lo spazio caratterizzata dalla presenza di fibre eternit, il proprietario della costruzione o opera è responsabile civilmente per tutti i danni causati a terzi e dovuti all’esposizione di questa fibra volatile nell’aria. 



HAI DELL'AMIANTO CHE DEVE ESSERE SMALTITO?





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