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Le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie valide per il 2016

Come ogni anno, l'Agenzia delle Entrate tira le somme ed emana un documento informativo, un sorta di vademecum, nel quale chi vuole ristrutturare casa può trovare tutte le informazioni necessarie in materia fiscale: 

DI QUANTO SI POSSONO DETRARRE I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA? QUALI SONO I COSTI DETRAIBILI?

Per rispondere alla domanda, in questo articolo vi spiegheremo passo per passo il documento dell'Agenzia delle Entrate, così da darvi un rapido scorcio alle principali voci di detrazione edilizia per l'anno 2016.

La detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.

La legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) ha prorogato al 31 dicembre 2016 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Dal 1° gennaio 2017 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.

Per il 2016 è prevista la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.

A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione più elevata per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive.

La detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016.

L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro. 

Rientrano nel bonus ristrutturazione le spese sostenute per ristrutturare abitazioni e parti comuni di edifici residenziali nel territorio dello Stato. Per calcolare la detrazione occorre far riferimento al totale delle spese sostenute con il criterio di cassa. Tale importo va ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione.

Il bonus è ammesso fino a quando si trova capienza nell’imposta Irpef annuale. La parte eccedente non potrà essere recuperata neanche in esercizi successivi.

La detrazione è ripartita in 10 quote annuali a partire dall’anno in cui la spesa è sostenuta.

Possono fruire della detrazione i seguenti contribuenti assoggettati a Irpef:
  1. proprietari e nudi proprietari;
  2. titolari di un diritto reale di godimento;
  3. locatari e comodatari;
  4. soci di cooperative;
  5. imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.
Per fruire dell’agevolazione è necessario l’invio della comunicazione all’asl competente. Una volta effettuato il pagamento, tramite bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento e di cui le banche e poste tratterranno una ritenuta d’acconto dell’8% sulle imposte sul reddito dovuta dall’impresa che effettua il lavori, servirà la sola comunicazione del codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del destinatario del pagamento per poter avviare i lavori.

Per le giovani coppie è previsto un bonus di detrazione maggiore pari al 50% delle spese sostenute nell’anno 2016 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica superiore alla A+.
Il limite di spesa entro cui poter usufruire della detrazione è fissato in euro 16.000, e la detrazione è fruibile nella dichiarazione dei redditi in 10 rate annue.
Possono usufruire di questa nuova detrazione le coppie (sposate o conviventi more uxorio) che costituiscono nucleo familiare da almeno 3 anni e in cui almeno uno dei due soggetti abbia un’età inferiore ai 35 anni. Inoltre, i mobili e gli elettrodomestici devono servire per l’arredamento dell’abitazione principale.
Non è ammessa la detrazione per l’arredo di case secondarie.
Questa detrazione non è cumulabile con le altre detrazioni fiscali, cioè con quella prevista per le opere di ristrutturazione e per il collegato bonus mobili ordinario.

Articolo di Marco Sarto




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