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Il nuovo codice degli appalti 2016.


Arriva la tanto attesa riforma del governo Renzi al codice degli appalti: scopriamo insieme cosa è cambiato e come.


Il Codice 2.0, che arriva dopo la legge delega di riforma degli appalti approvata a gennaio è basato sui perni della innovazione e della snellezza, muovendosi sui binari della trasparenza e dei tempi certi ed affidando un ruolo centrale all'Autorita' Anticorruzione di Raffaele Cantone.

Quello che poteva sembrare una semplice attività propagandistica del Governo Renzi, è un testo che è basato su punti fermi quali;
  •  procedure piu' veloci, 
  • una più precisa individuazione delle responsabilità,  
  • una digitalizzazione delle procedure di gara, 
  • tutela delle piccole imprese, 
  • attenzione al contesto ambientale e sociale 
  • l'introduzione di alcune novità importanti sotto il profilo della cultura legislativa come quella del debàt public sulle grandi opere infrastrutturali.
Il ministro Graziano del Rio, nel dare il varo alla riforma, ha definito il testo come una "rivoluzione della normalità".

La novità più grande del Nuovo Codice Appalti è la centralità dell’Anacnel nuovo sistema degli appalti. Le nuove funzioni assegnate all’Authority vanno dall’obbligo di gestire tutte le banche dati sul settore (solo l’Avcpass va al Mit) alla messa a punto delle linee guida necessarie per attuare il Nuovo Codice Appalti.

La modellabili della normativa come soft law sembra essere il punto nevralgico di tutta la normativa: con il nuovo testo degli appalti viene meno il vecchio modo di legiferare tipico dei codici della prima repubblica, e i nuovi commi recano le direttive in materia dando una enunciazione di principi e lasciando i dettagli a normative posteriori e a implementazioni tecniche. 

Uno stratagemma che, se da un alto garantisce una maggiore aderenza del codice degli appalti alle realtà edili, dall'altro rischia di vanificare sotto molti aspetti la incisività e la coercibilità della normativa.

Una novità fondamentale riguarda la possibilità di subappaltare, ora limitata al 30% dei lavori e con previsione che il subappalto sia già previsto dal bando di gara; il nuovo testo prevede però anche il pagamento diretto dei subappaltatori, capace di dare una boccata d'ossigeno alle piccole imprese. Nelle gare per lavori tra 40 mila e 150 mila euro dovranno essere consultati almeno cinque operatori e procedura ristretta o aperta e la consultazione di almeno dieci operatori per gli importi tra 150 mila e 1 milione di euro.

Sul fronte della programmazione scompare la legge obiettivo e il riferimento normativo diventa il piano generale dei trasporti e della logistica che contiene le linee strategiche triennali. 

Per quanto attiene alla progettazione, tre sono i livelli di controllo richiesti: il nuovo progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo ed il progetto esecutivo, che viene posto a base di gara.

Prevista la possibilità di un dibattito pubblico per le grandi opere, capaci di alterare lo stato di conservazione dei luoghi e di minare all'impatto ambientale.

All'anas infine è affidato il controllo delle soglie per le concessioni di importo superiore a 150 mila euro: in questi casi l'80% dei lavori dovrà essere affidato con gara e il 20% potrà andare alle società in house.


Autore Marco Sarto





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