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Contributi per la rimozione amianto del 2016


L'amianto è stato uno dei materiale per l'edilizia più usati in Italia nel boom del dopo guerra. A distanza di anni, l'emergere di malattie croniche come l'asbestosi ha fatto evidenziare nella comunità scientifica l'esistenza di una correlazione tra la presenza di amianto negli ambienti e l'insorgere di queste malattie polmonari.

Vediamo insieme come togliere l'amianto e quali sono gli incentivi previsti dal 2016 per aiutare il privato in questa procedura di smaltimento.


Alcuni storici definiscono la scoperta e l'utilizzo dell'amianto come uno dei nodi fondamentali dell'economia del secondo dopo guerra italiano: la sua facilità di utilizzo, i suoi bassi costi di produzione e l'allora presunta a-tossicità ne hanno facilitato un utilizzo senza confini.

Ci sono voluti anni di insabbiamenti, mezze verità, studi scientifici e tantissime morti per far emergere tutta la pericolosità che la fibra d'amianto, qualora sgretolata nell'aria, può portare all'uomo.

Queste piccole fibre, depositandosi nella membrana polmonare, portano, nel peggiore dei casi, l'uomo a sviluppare una forte forma di cancro nota come asbestosi.

A volte la rimozione dei pezzi di amianto non è di facile realizzazione: il materiale può essere contenuto nelle mura, o trovarsi in situazioni dove è difficilmente sgretolabile e dove può difficilmente creare danni per l'uomo.

Un controllo ed un monitoraggio della situazione delle parti in amianto è fondamentale e rappresenta il primo step per la rimozione dell'amianto in ambiente domestico.

Il proprietario dell'immobile (o l'amministratore di condominio per le parti in comune dell'edificio) devono eleggere una figura responsabile per il monitoraggio e la gestione degli eventuali lavori di rimozione. Leggi anche: AMIANTO: "BRASILE: TERRA DI SOLE, MARE E... AMIANTO." , Contributi per rimozione amianto 2016 - tutti i bandi dei comuni in provincia di Padova

Quali sono le tipologie di itervento possibili?

  • rimozione 
  • incapsulamento (trattamento con vernici che ne inibiscono la dispersione nell'ambiente)
  • confinamento (opere di muratura o altro che ne confinano la minaccia)

Il responsabile è tenuto ad individuare la ditta qualificata e abilitata ad eseguire i lavori: per la sua selezione e nomina si richiede che essa sia iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali, in categoria 10. La ditta si incarica di redigere un “piano di lavoro” da presentare all’ASL competente per territorio (all’infuori di specifici casi di urgenza) almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Trascorsi i 30 giorni scatta il silenzio-assenso.

Al termine dei lavori il materiale rimosso deve essere trasportato in un centro di stoccaggio o direttamente in discarica: di questo si potrà incaricare la ditta selezionata, solo se rientrante nella categoria 5 o superiore. Come certificato di svolgimento lavori, al proprietario verrà consegnata una copia del Fir (formulario di identificazione rifiuti), che attesta il conferimento del materiale d'amianto presso una discarica autorizzata.

E gli incentivi? A quanto ammontano?



Viene prevista una detrazione fiscale con importo pari al 50% delle spese sostenute fino a un ammontare massimo di 96mila euro per tutto il 2016.

A ciò va aggiunto la possibilità di maturare credito d'imposta fino al 50% per gli interventi su strutture e altri fabbricati produttivi.

Autore Marco Sarto





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