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4 Architetti di fama mondiale progettano la casa del futuro

In un futuro sempre più minacciato dall’inquinamento come dovrà essere costruita la casa del futuro per essere ecosostenibile, efficiente ed esteticamente all’avanguardia? 

La domanda o meglio la sfida è stata lanciata dal Wall Street Journal a 4 famosi architetti, vediamo assieme cosa hanno combinato.

La richiesta del Wall Street Journal

Quello che la famosa testata giornalistica ha chiesto agli architetti è stato di pensare all’edificio “perfetto” realizzabile con i materiali che la tecnologia potrebbe mettere a disposizione entro i prossimi 10 anni. 
I punti focali da considerare per questa sfida erano:

- Efficienza energetica
- Sostenibilità
- Costi
- Tecnologia sostenibile
- Estetica

La risposta degli architetti sono stati dei progetti “provocanti” pensati e studiati per incitare un cambiamento di rotta, quasi a voler affermare che la sopravvivenza nel futuro prossimo sarà possibile solo ripensando il nostro modo di vivere.
L’architetto Rick Cook, uno dei partecipanti all’iniziativa ha affermato:
“Questo è un momento importante per riesaminare i nostri valori e la nostra quotidianità, questo riesame è ciò di cui abbiamo realmente bisogno ora”

I 4 progetti partecipanti

1)  La casa albero di Mc Donough + Partners:

L’edificio è stato studiato per produrre ossigeno come un albero, inoltre grazie alle cellule fotosintetiche installate in copertura è una fonte di energia elettrica e calore



I moduli che compongono l’impianto fotovoltaico in copertura sono realizzati con un film solare sottilissimo, che offre un vantaggio soprattutto estetico. Dal progetto emergono poi delle “radici” profonde con innestata una pompa di calore per un sistema di scambio termico.
I materiali utilizzati saranno tutti biodegradabili e riutilizzabili, così potranno in un futuro essere facilmente smontati e riutilizzati oppure ritornare alla terra come un albero caduto.


2) La casa giardino di Rios Clementi Hale Studios:

Ultimamente sempre più spesso sentiamo dai media come l’approvvigionamento di cibo sarà il principale problema nel prossimo futuro, l’architetto infatti, per il suo progetto, ha studiato una soluzione che coniugasse la produzione intensiva di cibo con il risparmio energetico.



Lo studio con sede a Los Angeles, famoso per le concezioni di architettura innovativa, definite dagli esperti come “simpatiche”, ha proposto un edificio disposto su 3 livelli, formato da moduli prefabbricati, in parte ricoperti da orti e giardini verticali che forniscono cibo agli abitanti, ma anche ombra e raffreddamento agli ambienti interni. L’energia per il fabbisogno dell’edificio sarà prodotta da delle turbine a vento posizionate sul tetto dell’edificio, unitamente a una buffa tettoia sopra al terrazzo composta da innovativi moduli fotovoltaici posizionati in modo irregolare. Per il ricambio d’aria, l’architetto ha utilizzato un metodo che troviamo in edifici antichi, si tratta di un grande camino centrale in grado di fornire aria purificata proveniente dall’esterno. Dal progetto emerge l’intenzione dell’architetto di dare lo spazio essenziale ad ogni abitante che vive nell’edificio. Egli infatti afferma che più un edificio è piccolo minore è il suo impatto sull’ambiente.


3) La casa biomorfa di Cook e Fox:

La casa assorbe energia dal sole, acqua dalla pioggia e umidità agli ambienti esterni.


  
L’edificio è un progetto biomorfo, infatti esso si basa sulle reazioni dei suoi componenti in base al clima e alle condizioni esterne. Nei giorni nuovolosi e di scarsa luminosità la superficie esterna dell’edificio si scurisce in maniera da aumentare l’assorbimento di energia solare, mentre durante la pioggia assorbe l’acqua e l’umidità proprio come una spugna, la depura e infine la rilascia per il fabbisogno degli abitanti dell’edificio. La casa pensata per le periferie ha un design moderno e una flessibilità interna fantastica, infatti, le pareti che compongono le stanze scorrono su dei rulli e possono essere modificate per sfruttare al massimo la luce del sole nei vari momenti della giornata.


4) La torre del vento e dell’acqua di Steve Mouzon:

La casa ha uno stile architettonico tipico delle ville nelle Bahamas, ed è basata sulla resistenza negli anni e l’efficienza energetica.


Al contrario dell’edificio di Rios Clementi, lo studio di Miami, ha progettato un edificio decisamente più grande con una superficie di 250 metri quadrati disposti su due livelli. L’architetto non ha badato a spese per gli “accessori” che forniscono energia all’edificio come i moduli fotovoltaici sul tetto fatti con materiali capaci di resistere a tutte le possibili intemperie e senza bisogno di manutenzioni periodiche. L’architetto ha sottolineato come sia importante nel futuro migliorare le cose e gli accessori che già funzionano nel presente e che hanno funzionato in passato. Sono dunque queste modifiche al centro del progetto, troviamo infatti, finestre che si chiudono da sole, vele in grado di produrre energia dal vento, condotte d’aria refrigerante che corrono all’interno delle stanze.

Cosa è emerso dai 4 progetti

Anche gli architetti quindi prevedono un futuro abbastanza duro, caratterizzato dall’aggravarsi di alcuni problemi che già esistono come la qualità dell’aria, la reperibilità di cibo e il consumo delle risorse naturali. La casa, dunque, dovrà saperci proteggere dalle avversità esterne, contribuendo attivamente alla risoluzione delle problematiche del pianeta, adattandosi ai vari cambiamenti delle condizioni climatiche e ambientali. Dovrà inoltre essere una fonte di produzione di energia e cibo in modo da aiutare sia le persone che l’ambiente.

Ma basterà tutto questo per salvare l’ecosistema mondiale? 

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