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La potenza termica dei radiatori: criteri generali, e specifici per quelli in ghisa

I caloriferi sono il punto di incontro tra l'impianto di riscaldamento e lo spazio da riscaldare. Se la dimensione e la potenza dei caloriferi non sono adeguate per l'ambiente che devono riscaldare, si rischia di sprecare energia oppure di non riscaldare a sufficienza lo spazio. Prima di acquistare caloriferi nuovi bisognerebbe perciò accertare matematicamente l'irradiazione di calore necessaria per ogni singolo ambiente. Anche l'isolamento gioca un ruolo importante: se ad esempio le finestre fanno passare spifferi d'aria, è assai consigliabile sistemarle o sostituirle.

In questo articolo spiegheremo come si può fare la valutazione dei termosifoni con un metodo empirico ed approssimato. Questo calcolo non può ovviamente sostituire quello eseguito dai professionisti, soprattutto quando sia richiesto il rispetto di determinate disposizioni legislative e norme. Offre tuttavia una buona indicazione di massima per proprietari di casa e amanti del fai-da-te.


radiatori ghisa potenza resa termica


Valutare i singoli caloriferi in vista di una loro sostituzione

Un primo facile esempio di valutazione dei caloriferi

La valutazione della potenza termica necessaria per riscaldare edifici appena costruiti prevede l'utilizzo di una serie molto complicata di formule e richiede un'elevata competenza tecnica. Tuttavia, qui si vuole considerare un caso di mera sostituzione dei precedenti caloriferi, quindi il calcolo può essere eseguito anche dai meno esperti, tramite l'utilizzo di formule relativamente semplici.

Quello che si vuole determinare, quindi, è l'opportuno dimensionamento del nuovo calorifero, considerando la potenza nominale (cioè di ogni elemento del calorifero), che è misurata in Watt (W), e il volume dell'ambiente da riscaldare (in metri cubi).

Esempio per il calcolo della potenza termica dei caloriferi in base alle norme nazionali ed europee

Un parametro fondamentale per il calcolo della potenza termica è la norma EN 442, la quale presuppone una temperatura di ingresso di 90 °C, una temperatura di uscita di 70 °C ed una temperatura dell'ambiente di 20 °C (75/65/20). Questa norma è stata recepita anche dall'UNI- Ente italiano di normazione.
Il fabbisogno termico dipende dalla zona climatica in cui ci si trova. L'Italia è stata suddivisa in sei zone climatiche dal decreto del Presidente della Repubblica del 26 agosto 1993, n. 412 (Allegato A). I coefficienti per calcolare tale fabbisogno vanno dai 27 ai 42 W/mc. Sono previsti inoltre dei coefficienti correttivi per i casi in cui non siano rispettate le condizioni standard, considerando, ad esempio, il livello di coibentazione dell'ambiente.

Prendiamo quindi or, ad esempio una stanza di 20 mq, alta 2,80 m. Il volume sarà quindi di 56 metri cubi. Supponiamo che la casa si trovi nella zona termica "E", e il coefficiente sia quindi di 37 W/mc. Il fabbisogno termico sarà quindi di 56x37= 2072 W.

Si sottolinea nuovamente che la formula qui utilizzata è approssimativa. Un installatore esperto è in grado di calcolare con metodi e misurazioni molto più precisi l'effettivo fabbisogno termico, in vista di un concreto risparmio energetico. Tuttavia, per potersi orientare in un primo momento, questo metodo di calcolo è sufficiente. Leggi anche: Contabilizzatori di calore per i condomini saranno obbligatori da fine 2016 .

Calcolo della potenza termica di vecchi radiatori in ghisa

interasse radiatore ghisa
Fonte: Fondital

Si può procedere però anche in un altro modo: nel caso di vecchi radiatori in ghisa, la potenza termica può essere approssimativamente ricavata dalle loro dimensioni e dal modello. Presupposto per questo calcolo è che con l'impianto considerato venga raggiunta una temperatura confortevole.

Le misure fondamentali sono qui, oltre alle misure di altezza, profondità e larghezza, il cosiddetto interasse, cioè la distanza tra gli attacchi del tubo di andata dell'acqua e di quello di ritorno, oltre al numero degli elementi.

Per il calcolo della potenza (o "resa") termica dei vecchi radiatori in ghisa in base alle loro dimensioni, si può utilizzare la seguente tabella (ricavata dal confronto di diverse schede tecniche di radiatori in ghisa fornite dai più rappresentativi produttori a livello nazionale, in cui si considera di regola Δt= 50°, dove questa indica la differenza tra la temperatura media dell'acqua-cioè la media tra la temperatura di entrata e quella di uscita- e la temperatura dell'ambiente).

(n.b.: la potenza termica indicata è la potenza nominale, cioè per singolo elemento)




Interasse (cm)
Profondità (cm)
Altezza (cm)
Larghezza (cm)
Potenza termica
EN 442
20
25
30
50
59
35
11
45
50
41
50
11
60
50
55
50
16
60
50
75
50
22
60
50
98
90
16
100
50
123


Consideriamo, ad esempio, che un "elemento" del radiatore in ghisa abbia un interasse di 50 cm, una profondità di 16 cm e un'altezza di 60 cm.

In questo caso ricaviamo dalla tabella una potenza termica di 75 Watt per elemento. Supponiamo ora che il nostro calorifero sia formato da 25 elementi, si otterrà quindi una potenza di: 25x75= 1875 Watt per calorifero.

Con questo valore alla mano, e conoscendo il fabbisogno termico di ogni ambiente, si può quindi scegliere oculatamente un nuovo calorifero, sempre presupponendo che la potenza del precedente calorifero fosse sufficiente per riscaldare l'ambiente. In caso di dubbi, in ogni caso, è sempre meglio rivolgersi ad esperti: costerà sempre meno dell'installazione di caloriferi non adatti.

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