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Il legno lamellare: sezioni commerciali, processo produttivo, caratteristiche.

Il legno lamellare, ad oggi, è uno dei materiali da costruzione più richiesti, infatti, permette di creare ambienti caldi ed accoglienti, senza limitare il progettista nelle sue realizzazioni.

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Definizione del legno lamellare:

Il legno lamellare è una moderna tecnologia di utilizzo del legno, consiste essenzialmente nella divisione del tronco di legno strutturale in tavole (di spessore variabile, max 40mm) lasciate essiccare e poi incollate l’una sull'altra con le fibre parallele.
Le sezioni hanno delle dimensioni tipiche, che non dipendono dalla classe di resistenza del lamellare considerato, ma dallo spessore delle lamelle (tavole).
Questo sistema permette di creare elementi strutturali, di dimensione, geometrie e sezioni del tutto diverse dalla forma originale del tronco e con caratteristiche di resistenza meccanica superiori a quelle del legno massiccio, infatti, con la creazione di tavole è possibile andare ad eliminare le parti del tronco con difetti non compatibili con l’uso strutturale.

Brevi cenni storici:

Il legno lamellare nasce dall’esigenza di superare i limiti del legno massiccio, infatti, quest’ultimo non ha le caratteristiche e le proprietà per coprire grandi luci e/o per la creazione di travi curve.
Già a partire dal 1500, i produttori hanno iniziato a cercare soluzioni per rendere più utilizzabile il legno, creando delle travi composte. Con giunti collaboranti a dente di sega, riuscirono ad risolvere parzialmente il problema delle grandi luci, mentre per ottenere travi curve iniziarono a pensare a sistemi di travi chiodate e sagomate per dare la forma voluta.
Solo nel 1800 riuscirono a brevettare un arco, realizzato con lamelle di legno formate a freddo e tenute a pressione da staffe metalliche.
Nel 1900 con lo sviluppo dei collanti si iniziò ad applicare la tecnica che ha portato alle attuali travi in legno lamellare.
storia del legno lamellare
Evoluzione del legno lamellare

Solo nel 1960, nel nord Italia, si iniziò ad utilizzare il legno lamellare come materiale da costruzione per coprire le grandi luci dei tetti dei fienili.
La prima ditta che iniziò a produrre legno lamellare in Italia fu la Holzbrau di Bressanone, ma questo solo a partire dal 1970.
La storia del legno lamellare in Italia, quindi, ha una storicità recente.

Caratteristiche geometriche delle travi in legno lamellare:

Come detto in precedenza, le travi in legno lamellare sono formate da pacchi di tavole di legno incollate tra loro.
Ogni tavola può avere spessore massimo di 40mm e una larghezza massima di 220mm.
Per la creazione di travi larghe più di 220mm, si usa accostare più tavole tra loro.
L’unico limite è nella lunghezza delle travature, in quanto, questa dipende dagli spazi e dai macchinari disponibili nello stabilimento di produzione, dal trasporto e dal montaggio. 

Sezioni commerciali del legno lamellare:

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Esempi di dimensione di sezioni di trave in legno lamellare

Il processo tecnologico per la produzione del legno lamellare.

Il processo tecnologico ha la finalità di superare i difetti del legno massiccio, pur mantenendo i pregi del legno.
Si articola nelle seguenti fasi:
-SCELTA DEL LEGNAME:
la fase di scelta del legname è il punto chiave per ottenere un prodotto finito di ottima qualità, per questo si cerca una materia prima con caratteristiche omogenee e uniformi.
La scelta della materia prima viene fatta anche in base alla destinazione d’uso e alla disponibilità del paese di produzione.
I legni più utilizzati sono l’abete, il larice ed il pino.
La scelta della materia prima dipende dalla classe di servizio a cui è destinato il lamellare. Le NTC prevedono tre classi:
NTC, classi di servizio legno

-DIMENSIONI DEL MATERIALE:
la normativa non da indicazioni sulla lunghezza minima delle assi, che come detto sono "limitate" dal trasporto e dal processo produttivo, da invece indicazioni precise su spessori e sezioni trasversali.
-ESSICCAZIONE:
Processo finalizzato all'ottenimento di un umidità del legno compatibile con il tipo di colla da utilizzare ed è generalmente compresa tra l'8 e il 12%.
le tavole vengono essiccate in forni di essiccazione, al termine del processo, prima della messa in lavorazione le tavole vengono lasciate riposare in stabilimento per circa tre giorni, in modo da stabilizzarne l'umidità interna.
-CONTROLLO DELLA QUALITA’ DELLE TAVOLE:
in questa fase, vengono controllate l'umidità e la difettosità di ogni singola tavola.
-PIALLATURA E CALIBRATURA TAVOLE:
ogni tavola, prima di essere impilata, viene piallata per far si che la superficie sia piana e che l'aderenza tra le varie lamelle sia perfetta. 
-INCOLLAGGIO DELLE LAMELLE:
è l'operazione pià importante e delicata del processo di formazione delle travi in legno lamellare, infatti: gli incollanti devono instaurare legami intramolecolari fra la colla stessa e le sostanze che costituiscono il legno. Le resistenze fisico-meccaniche del collante devono essere uguali a quelle del legno, per far si che i piani di incollaggio non diventino piani preferenziali di rottura.
Gli incollanti sono normati dalla norma UNI EN 301 e vengono classificati come adesivi del I tipo e del II tipo.
-PRESSATURA:
perchè avvenga l'incollaggio tra le lamelle bisogna sottoporre l'elemento strutturale ad una pressione il più possibile uniforme, per questo passaggio, vengono utilizzate delle specifiche presse.
-FINITURA ED IMPREGNAZIONE:
all'elemento strutturale viene data la sagomatura di progetto e vengono realizzati fori o tagli necessari per l'assemblaggio. 
prima dell'uscita dallo stabilimento ogni elemento viene trattato con impregnanti tramite spennellatura. L'impregnante ha la funzione di preservare la bellezza del legno, proteggendolo dall'attacco di funghi, umidità ed insetti. 
grandi luci
Copertura di una palestra con grandi luci

Utilizzo di legno lamellare per la realizzazione di solai in abitazioni

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