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Bugnato: murature di pietra squadrata

Storia, caratteristiche e tipologie di bugnato: un tipo di lavorazione che veniva eseguita sugli elementi lapidei utilizzati per realizzare le facciate degli edifici più importanti d'Italia. 

Le murature di pietra squadrata, dette anche di pietra concia, erano costituite da elementi lapidei squadrati in forma regolare, o con altre forme adatte alla realizzazione di cornici, archi, ecc che prendevano per l’appunto il nome di conci. A seconda delle lavorazioni si potevano avere diversi tipi di superficie delle murature, come i famosi bugnati ( con bugne piane, a cuscino, a punta di diamante, ecc.)dei palazzi rinascimentali . La tecnica del bugnato è stata inventata in epoca romana, uno dei momenti di massimo genio per quanto riguarda l'edilizia, l'idraulica, l'ingegneria e l'architettura.
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Palazzo Medici Riccardi a Firenze
(Fonte: architetturadipietra.it)

La storia attraverso i bugnati sulle facciate

Nei centri storici delle località italiane ci sono diversi palazzi che devono la loro maestosa bellezza ai bugnati sulle facciate. Questo stile infatti conferma che la costruzione di questi bellissimi palazzi risale al Rinascimento, periodo della storia durante il quale è stato dato molto risalto alla cultura e l'arte.
Gli architetti eruditi fiorentini riprendono a studiare la maniera classica del bugnato e gli schemi compositivi che a questo si accompagnano. Il tratto distintivo dei primi esempi rinascimentali è rappresentato dal trasferimento del bugnato rustico in composizioni architettoniche complessivamente più ordinate. La nuova fortuna dei paramenti si esprime inizialmente attraverso il trattamento rustico delle bugne, grandi come macigni, nella rinnovata tipologia residenziale del Palazzo promossa dalla più ricca borghesia mercantile urbana per dare maggiore importanza alla facciata principale su strada. La facciata, trattata nei casi più importanti a bugnato, diventa il principale elemento di qualificazione formale e, conseguentemente, di ostentazione sociale.
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La facciata di Palazzo Strozzi a Firenze
(Fonte: architetturadipietra.it)
Ricordiamo a Firenze il Palazzo Medici Riccardi, con delle lavorazioni diverse su ogni piano e palazzo Rucellai, progettato da Leon Battista Alberti; a Ferrara il palazzo dei Diamanti, esempio più compiuto e raffinato di palazzo “nobilitato” da facciate interamente rivestite di diamanti lapidei; il Palazzo Te e il Palazzo Canossa a Mantova, dell'architetto Giulio Romano, la Porta Maggiore a Roma, il palazzo Carciotti a Trieste il Palazzo della Giudecca nello stile plateresco e tantissimi altri.
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Palazzo dei Diamanti a Ferrara
(Fonte: rifaidate.it)

Cos'è un muro bugnato

Il bugnato è una delle lavorazioni murarie più antiche tra quelle conosciute, ripresa anche in epoca moderna. Il bugnato è un paramento esterno ed è costituito da blocchi di pietra sovrapposti a file sfalsate, preventivamente lavorate in modo che i giunti orizzontali e verticali risultano scanalati ed arretrati rispetto al piano di facciata della muratura, con un effetto aggettante di ogni singolo blocco.
Il bugnato prende il suo particolare nominativo dalle bugne, blocchi di forme e dimensioni variabili a seconda dei trattamenti materici (che possono essere rustico, liscio, squadrato, a cuscino, a punta di diamante).
La lavorazione a bugnato non ha soltanto una valenza estetica, ma principalmente pratica: la facciata, movimentata dalla superficie aggettante, permette lo sgocciolamento dell'acqua piovana, evitando ristagni e accumuli all'interno delle scanalature. Spesso il bugnato interessa in particolare il basamento degli edifici, rivelando la sua origine costruttiva e la robustezza di questa tecnica: infatti, anche nel Medioevo, la parte bassa degli edifici veniva costruita con robusti blocchi di pietra, mentre i livelli superiori potevano essere in una tipologia di muratura di minor impegno.

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Palazzo Rucellai a Firenze
(Fonte: architetturadipietra.it)

Tipologie di bugnato

Esistono diversi tipi di bugnato a seconda delle bozze impiegate:
- liscio o gentile quando le bugne sono a leggero rilievo;
- rustico quando l’aggetto è notevole e la superficie è sbozzata;
- a cuscinetto, quando la forma del concio è bombata;
- a punta di diamante, quando è una piramide o un tronco di piramide.
Anche le rifiniture fanno la differenza, a seconda se si vuole ottenere un effetto pietra oppure un effetto tipo lapidario.
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Esempio di bugnato rustico
(Fonte: architetturadipietra.it)

Bugnati sulle facciata: Le diverse rifiniture dei bugnati sulle facciate

Le differenze delle rifiniture del bugnato sono determinate dall'effetto gradina, che si ottiene grattando con un'apposita spazzolina in metallo creando delle graffiature verticali, e dall'effetto a bocciarda, che disegna tante piccole incisioni cilindriche.
I bugnati sulle facciate possono essere lavorati in tre modi diversi:
- rivestendoli con lastre in pietra, ne sono l'esempio i palazzi aristocratici di grande valore, come il Palazzo Pitti a Firenze;
- oppure con un modine, realizzato allo stesso modo delle modanature di intonaco intagliato
- Altrimenti i bugni si possono dipingere come se fossero degli affreschi grandi realizzati con la tecnica trombe d'oeil con disegni rappresentanti soggetti vari.
In Liguria le facciate con le bugne arricchite da pittoreschi dipinti sono diffusissime, basta citare come esempio il palazzo Ducale di Genova.
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Palazzo Ducale a Genova
(Fonte: mentelocale.it)

Perché veniva usato il Bugnato

I tipi di bugnato si distinguono dalle diverse forme in rilievo delle bugne e dal materiale con cui sono state realizzate, che determinano lo stile liscio, oppure squadrato o a punta. Venivano utilizzati per diversi motivi:
- Le facciate con la lavorazione a bugnati sono costituite da blocchi in pietra uniti insieme in modo che rimangono delle scanalature sui quattro lati, lasciando scivolare l'acqua piovana.
- dare un maggior senso di robustezza  per costituire un basamento in pietra nella parte bassa dell’edificio
- dare maggiore importanza e rilevanza architettonica alle facciate degli edifici
- Oltre ai motivi tecnici delle costruzioni a bugne, ci sono anche dei motivi estetici, che fanno risaltare il gioco di luce-ombra e di chiaro-scuro che danno all'edificio una bellezza particolarmente suggestiva.
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Dettaglio della Chiesa del Gesù nuovo a Napoli
(Fonte: architetturadipietra.it)

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