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Bioarchitettura: rapporto equilibrato tra l'ambiente e il costruito

La bioarchitettura è un insieme di discipline che mira ad ottenere un atteggiamento sostenibile mediante la limitazione dell'impatto ambientale, scopriamone i principi generali e le "fondamenta" storiche.

La bioarchitettura è l'insieme delle discipline dell'architettura che presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell'ecosistema. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarità e da un utilizzo parsimonioso delle risorse, la bioarchitettura tende a integrare le attività dell'uomo alle preesistenze ambientali ed ai fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura.
Bioarchitettura: il “bosco verticale” dell’arch. Stefano Boeri a Milano
(Fonte: treeaveller.it)
La bioarchitettura, pratica architettonica rispettosa dei principi della sostenibilità, ha l'obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l'ambiente e il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future.
La bioarchitettura o architettura bioecologica, meglio detta anche architettura sostenibile progetta e costruisce edifici in grado di limitare gli impatti nell'ambiente. Piuttosto che un ambito disciplinare, la bioarchitettura è un approccio culturale al progetto che fa riferimento alla bioedilizia nata negli anni settanta in Germania, e che si è poi sviluppata includendo i principi ecologici e il concetto di sviluppo sostenibile.

Principi generali della Bioarchitettura

La Bioarchitettura si basa sul concetto principe della sostenibilità ambientale che si basa sui seguenti principi:
- l'esistenza di vincoli in un pianeta finito, ovvero il riconoscimento che le risorse del pianeta sono esauribili;
- la consapevolezza che il secondo principio della termodinamica pone dei limiti agli usi e alle trasformazioni energetiche;
- l'utilizzo delle risorse rinnovabili non deve superare il loro tasso di rigenerazione;
- l'immissione di sostanze inquinanti (solide, aeree o liquide) nell'ambiente non deve superare la capacità dell'ambiente stesso di metabolizzarle;
- l'uso di risorse non rinnovabili (es. i combustibili fossili) deve ridursi progressivamente fino ad arrestarsi per essere sostituto da risorse di tipo rinnovabili
Bioedilizia e Bioarchitettura, utilizzo dei pannelli fotovoltaici su un edificio esistente
(Fonte: costruzioniboccaletti.it/)
L'architettura sostenibile fa proprio il principio della decrescita e di limite, inteso come risparmio di risorse e minima produzione di inquinamento in tutte le fasi del ciclo di vita. Il termine “sostenibile” applicato all'architettura si riferisce alla ricerca delle soluzioni costruttive che massimizzano il benessere dei fruitori attuali garantendo contemporaneamente alle generazioni future la possibilità di conseguire lo stesso risultato, nella consapevolezza che le risorse sono limitate e che lo sperpero e l'inquinamento possono diventare insostenibili per le popolazioni future. Altro concetto fondamentale della sostenibilità applicata all'architettura sono il riciclo e il riuso delle materie prime utilizzate nel cantiere tenendo conto anche del ciclo produttivo di tali materie e anche al trasposto. Cioè se devo progettare un edificio cercherò di utilizzare materiali e materie prime locali in modo da avere il minore impatto ambientale possibile.
Infine la bioarchitettura utilizza le energie rinnovabili quindi il sole, l’aria, la geotermia, etc. e si utilizzano materiali moderni, con tecnologie moderne, impianti fotovoltaici e altre fonti di energia rinnovabile per avere un basso consumo di energia.

Cenni storici della bioarchitettura

Fin dall'era della preistoria l’uomo si è sempre ben integrato con l’ambiente e la natura costruendo edifici pubblici e privati prestando attenzione al territorio, all'orientamento rispetto al sole e all'aria per sfruttare al meglio i benefici sia d’estate che d’inverno con tecnologie costruttive semplici ma efficaci e soprattutto utilizzando i materiali locali che offriva il territorio. Col tempo però, soprattutto dalla metà del ‘900 con l’avvento del calcestruzzo armato si è cominciato a costruire in modo smisurato sprecando un sacco di risorse e senza tenere conto del fattore ambientale perché tanto poi c’erano gli impianti tecnologici (climatizzazione e riscaldamento) a sopperire a tutto questo. Senza contare poi che col tempo si è cominciato a “costruire male” producendo edifici che consumano un sacco di energie. 
Oggi, con i cambiamenti climatici in atto, non possiamo più permetterci di sprecare troppe energie perché le risorse che offre il pianeta Terra sono esauribili e bisogna darsi da fare in tal senso visto che gli edifici residenziali e pubblici, in termini di produzione di Co2 sono al primo posto rispetto ad automobili e industrie. A partire dagli anni 70 si sono cominciati a fare i primi studi a riguardo della Bioarchitettura cercando di costruire edifici che tenessero conto del risparmio energetico fino ad arrivare ai giorni nostri con l’architettura sostenibile (fatta di edifici ma anche, come avviene nei paesi del Nord Europa, già da anni si pensano ad interi quartieri o città sostenibili) fatta di materiali, tecnologie e tecniche costruttive moderne.

Frank Lloyd Wright e ”l’architettura organica”

Falling water (nota anche col nome di Casa sulla cascata o Casa Kaufmann dal nome dei committenti), la villa progettata da Frank Lloyd Wright in Pennsylvania, è uno dei capolavori dell’architettura moderna e punto di riferimento per tutti gli architetti e lo sviluppo della disciplina. La casa venne progettata da Wright nel 1936 per i weekend della famiglia Kaufmann. 
L’edificio è immerso nel verde di una foresta e sovrasta una cascata: nonostante i volumi importanti e le forme innegabilmente moderne della struttura, la grande forza estetica di Fallingwater sta nell’integrazione con l’ambiente circostante, che deriva in parte dall’uso di materiali del luogo ma soprattutto dall’eleganza delle proporzioni e dal gioco di contrappunti fra linee orizzontali dell’edificio e verticali della natura intorno. Wright stesso la definì “architettura organica” per l’accordo perfetto tra elementi naturali e artificiali. Il modernismo voleva integrare qualità estetiche maturate del passato con le nuove soluzioni industriali e una novità nelle forme, ma la caratteristica fondamentale di Fallingwater riguarda, come già accennato, l’integrazione tra l’ambiente artificiale (la casa) e quello naturale (la foresta e la cascata che la circondano).
La casa sulla cascata – Frank Loyd Wright
(Fonte: corriere.it/)

Architettura e tecnologia: la Bioarchitettura secondo Renzo Piano

“La sostenibilità consiste nel costruire pensando al futuro, non solo tenendo conto della resistenza fisica di un edificio, ma pensando anche alla sua resistenza stilistica, negli usi del futuro e nella resistenza del pianeta stesso e delle sue risorse energetiche. Credo che l’accento sulla sostenibilità, piuttosto che diminuire il potenziale poetico di un edificio, debba aumentarlo attraverso il rinforzo di aspetti come la trasparenza, la luce e la relazione col paesaggio”. (cit. Renzo Piano Fonte: reboc2.wordpress.com)
Le Albere di Trento. L'eco quartiere progettato da Renzo Piano
(Fonte: architetturaecosostenibile.it)
Inoltre aggunge:  “La sostenibilità – credo – sia la scoperta recente che la terra è fragile e che le città sono vulnerabili”. Questo dice, in un’intervista del 2008, l’architetto Renzo Piano riguardo la sostenibilità in cui non vede solamente una scoperta scientifico-tecnica, ma soprattutto un’opportunità per l’architettura di esplorare nuovi linguaggi e la possibilità di dialogare con il clima e con il contesto.
Uno dei progetti recenti di Renzo Piano a Bologna per l’ospedale pediatrico sostenibile - Hospice di Emergency
(Fonte: greenme.it/)
La fragilità della terra è oggi l’elemento ispiratore dell’architettura e il tema della sostenibilità è inevitabilmente una priorità. Secondo Piano, l’arte del costruire deve tornare alle sue origini perché l’architettura nasce sostenibile. Basta scavare nel passato e scoprire quando le case venivano costruite usando leggerezza o pesantezza, in rapporto alle esigenze degli uomini che dovevano utilizzarle e al luogo in cui andavano inserite. Il futuro degli architetti, quindi, sarà reinventare il modo di costruire, attingendo dal passato e applicando la tecnologia più avanzata.
Per “ben costruire”, afferma Piano, si dovrebbe intendere non solo il corretto uso delle risorse e del risparmio energetico, ma anche la riscoperta del rapporto con il contesto storico e anche ambientale. Spesso gli architetti moderni creano grandi edifici-scultura, senza porre la giusta attenzione alla sostenibilità. Invece, specie in un paese come l’Italia, si dovrebbe prestare più attenzione alla fragilità del territorio e ai rischi idrogeologici e sismici.

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