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La capriata: elementi costitutivi e tipologie

La capriata è una struttura utilizzata per la realizzazione di coperture a falde inclinate, scopriamone glie elementi costitutivi e le tipologie.

La capriata è una struttura architettonica basata sulla forma triangolare, tradizionalmente realizzata in legno, appoggiata su due piedritti ed utilizzata come base per le copertura a falde inclinate. La capriata ha il vantaggio di annullare le spinte orizzontali grazie alla sua forma triangolare nella quale l’elemento orizzontale, la catena, annulla le spinte di quelli inclinati, i puntoni.
La capriata in legno
(Fonte: giesselegno.it/)

Quali sono gli elementi costitutivi di una capriata

La particolare struttura a triangolo della capriata fa si che il peso della copertura si scarichi verticalmente sulle strutture murarie e non lateralmente; è questo il grande vantaggio statico di questo tipo di elemento architettonico adatto per le coperture a falde. La capriata è formata dai seguenti elementi:
- puntoni – gli elementi inclinati del triangolo strutturale;
- catena – rappresenta l’elemento tirante orizzontale del triangolo strutturale; la sua funzione è quella di annullare, tirando verso l’interno i punti di appoggio dei puntoni, le forze divaricanti che agiscono su tali punti; è l’elemento più lungo della struttura, rappresentando l’ipotenusa del triangolo strutturale. Normalmente è formata da un’unica trave che presenta, però, l’inconveniente di inflettersi al centro per effetto del suo stesso peso. Per ovviare a questo limite, la capriata all’italiana è stata dotata di un altro elemento posto in verticale che spezza in due la catena;
- monaco – questo elemento ha appunto la funzione di annullare l’imbarcamento che subisce con il tempo la catena e di irrigidire la struttura. A volte il monaco è unito alla catena con una staffa metallica;
- saette o saettoni – anche i puntoni, con l’aumentare della distanza sono soggetti ad imbarcamento, quindi per evitare di aumentare la loro sezione, vengono inseriti questi due elementi che hanno inclinazione opposta a quella dei puntoni. In questo modo i saettoni, scaricano il peso sul monaco impedendo di fatto la flessione dei puntoni.
Elementi costituenti la capriata
(Fonte: educazionetecnica.dantect.it)

Comportamento statico e funzionale della capriata

In un tetto a falde inclinate le capriate assolvono la fondamentale funzione di assorbire la componente orizzontale delle forze diagonali trasmesse dall'orditura secondaria, trasmettendo alle sottostanti murature portanti solo i carichi verticali: è noto infatti che una copertura spingente, cioè costituita da capriate malfunzionanti dal punto di vista statico o addirittura da semplici travi inclinate (i cosiddetti falsi puntoni) provoca notevoli danni alla parte sommitale delle murature portanti, costituiti generalmente da vistose lesioni e fessurazioni molto ben localizzate. Dal punto di vista statico, qualsiasi capriata si comporta quindi come una trave reticolare.

Tipologie di capriata

Poiché fino alla diffusione su larga scala di ghisa, acciaio e cemento armato (avvenuta a partire dalla seconda metà del XIX secolo), il legno é stato l'unico materiale da costruzione dotato di un'ottima resistenza a trazione disponibile a buon mercato, oltre che per la costruzione di solai, é stato utilizzato su larga scala anche per le strutture portanti delle coperture, e in particolare proprio per la creazione delle capriate, di cui esistono numerose tipologie, completamente in legno oppure miste, cioé costituite da più materiali (come ad esempio legno e metallo).
Ecco di seguito alcune tipologie di capriata utilizzate negli edifici a falda:
- capriata zoppa con controcatena, per luci inferiori a 4 m;
- capriata semplice in legno, conveniente per luci che vanno dai 5 ai 7 m;
- capriata di tipo palladiano, conveniente per luci dai 7 ai 12 m;
- capriata composta o a doppia catena, utilizzata per luci che vanno dai 12 ai 15m;
- capriate asimmetriche;
- capriate miste.
Analizziamo queste tipologie di capriata più nel dettaglio:
Capriate semplici
Formate solamente dai puntoni e dalla catena, a cui molto spesso si aggiunge anche il monaco, costituiscono la tipologia di capriata più semplice in assoluto: sono adatte per luci non superiori a 7-8 metri e sono molto frequenti negli edifici rurali, come ad esempio case coloniche, stalle e fienili.
Capriata semplice
(Fonte: rilievo.poliba.it/)
Capriata di tipo palladiano
Formate dai due puntoni, dalla catena, dal monaco e dai saettoni sono la tipologia di capriata più ricorrente e diffusa sia nelle chiese che negli edifici residenziali di un certo pregio, tra cui ad esempio ville e palazzi nobiliari. Si prestano soprattutto per luci comprese tra i 7 e il 12 metri circa.
(Fonte: travilamellarisicilia.it) 
Capriata composta o a doppia catena
Questa tipologia di capriata, detta anche capriata composta, si caratterizza per la presenza di due catene sovrapposte (la più corta delle quali chiamata generalmente controcatena) e tre monaci, posti rispettivamente in corrispondenza del colmo della copertura e dell'intersezione tra la controcatena e i due puntoni. Mancano invece i saettoni.
 Essendo impiegata solitamente per luci notevoli (12-15 metri), è una tipologia difficilmente riscontrabile nell'edilizia residenziale, perchè riservata generalmente alla copertura di chiese ed edifici pubblici (il tetto del salone principale del Palazzo del Podestà di Faenza è ad esempio sorretto da queste capriate).
Capriata a doppia catena
(Fonte: lavorincasa.it/)
Capriata asimmetriche
Come dice anche il nome, si tratta di capriate, quasi sempre di tipo semplice, con i due lati con inclinazioni diverse: adatte per piccole luci (non superiori a 7-8 metri) vengono usate quando è necessario attribuire diversa inclinazione alle due falde di un tetto a capanna o padiglione. Queste capriate presentano tuttavia un notevole difetto, costituito dal fatto che, essendo asimmetriche, non solo la catena è sottoposta a forze disassate, ma soprattutto si possono verificare fenomeni di copertura spingente.

Capriate miste
Nella seconda metà del XIX secolo, grazie alla diffusione della lavorazione della ghisa e dell'acciaio, si cominciarono a studiare tipologie di capriate composte da più materiali. L'esempio più noto è sicuramente la capriata Polonceau, con i puntoni in legno e l'insieme monaco-saettoni sostituito da un sistema reticolare di tiranti metallici.
Capriata in legno lamellare con catena in acciaio
(Fonte: silvestrilegnami.it/)

Quali materiali sono usati per realizzare le capriate?

La capriata è un elemento architettonico utilizzato sin dall’antichità. All’inizio l’unico materiale con cui veniva realizzata la capriata era il legno. Ma col tempo si sono cominciate a costruire anche capriate con altri materiali. Esistono infatti:
- capriate lignee
- capriate in acciaio
- capriate in ferro e ghisa
- capriate in legno lamellare
Copertura realizzata con capriata in acciaio
(Fonte: macaudacarpenterie.it/)

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