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Liberland: il nuovo Stato tra Serbia e Croazia

Scopriamo Liberland: Il più giovane e piccolo stato al mondo che mira a diventare anche il più ecologico.

Liberland è uno stato autoproclamato, non riconosciuto da nessun altro stato sovrano al mondo in un fazzoletto di territorio al confine tra Serbia e Croazia, sulla riva occidentale del fiume Danubio.  Liberland è nata il 13 aprile per iniziativa di un politico di 31 anni della Repubblica Ceca. Sulla bandiera tre simboli: uno scudo, un'aquila, e un albero con il sole, simboli di libertà, prosperità ed energia.  Infatti i due motti che definiscono lo Stato di Liberland sono "Vivi e lascia vivere" e "Qui non si paga alcuna tassa".
La bandiera di Liberland con i quattro simboli: uno scudo, un'aquila, un albero, il sole
(Fonte: ilpost.it/)
Liberland è uno staterello neonato creato al confine tra la Croazia e la Serbia, in un'area di sette chilometri quadrati che entrambi gli Stati in passato hanno rivendicato per sé, ma senza troppa convinzione. 

Liberland: il più piccolo stato al mondo e il più giovane sembra voglia diventare anche il più ecologico

È lo Stato più giovane d'Europa, ma pure del mondo intero. Lo sarebbe, non fosse che nessuno finora lo ha riconosciuto e che sulla sua durata nel tempo le scommesse sono aperte. Lo ha creato Vit Jedlicka, un euroscettico ceco convinto che si potesse creare una nuova entità statale, fondata sui principi dei diritti individuali, della proprietà privata e del rispetto delle opinioni altrui, senza tasse ma con qualche progetto di sviluppo finanziato dalla "collettività".
Il nome non è forse molto fantasioso, ma di certo lo è il progetto. Jedlicka, che è uscito vincitore da elezioni democratiche e pensa in grande. Duecentomila persone hanno fatto richiesta per ottenere la cittadinanza in pochi giorni. Per diventare cittadini del Liberland non serve molto: una fedina penale pulita, il rispetto per gli altri e per le loro cose, nessuna militanza passata in partiti comunisti o nazisti. E il modello di riferimento di Jedlicka è Jefferson e la sua ricerca della libertà.
Localizzazione geografica di Liberland
(Fonte: ilpost.it)
"Ogni Stato è stato fondato in terra di nessuno - dice Jedlicka, fiducioso - e come la mente umana non ha limiti, non ce ne sono neppure al numero di persone che potrebbero vivere qui: tutto dipende da quanto riusciremo a costruire in altezza".

Liberland: sarà ecosostenibile e si svilupperà in altezza?

I progetti per Liberland, presentano piani realistici su come poter creare un'urbanizzazione sostenibile per più di 340 mila cittadini, nel rispetto dell'ambiente e nell'ottica di un paese totalmente carbon free. La giuria ha assegnato cinque premi e due menzioni speciali su un totale di 32 progetti presentati. I progetti architettonici selezionati mostrano "che Liberland può essere un eco-stato che vive con la natura, capace di accogliere centinaia di migliaia di persone in un'infrastruttura espandibile alimentata dalle alghe e del riutilizzo intelligente dell'energia . Gli architetti che si sono cimentati hanno creato soluzioni che hanno sfruttato "l'elevazione verticale, la bioenergia, il riciclo, trasporti interni ed esterni, l'agricoltura urbana".
Il primo premio è andato al collettivo Usa-Emirati Arabi Raw-Nyc, per il progetto che adatta l'uso delle alghe come risorsa alimentare, energetica e anti-inquinamento. Il progetto inoltre dà una risposta alla necessità di sfruttare gli spazi, con interconnessioni verticali che non impediscono il passaggio della luce. Lo studio italiano Sergio Bianchi architettura si è piazzato quinto con le strutture geometriche alimentare da energia bio che si innalzano sui sette chilometri quadrati di Liberland. Gli appartamenti sono inseriti in costruzioni cilindriche a livelli connesse da un sistema di trasporto interno.
Un’immagine vista dall’alto realizzata a computer di Liberland
(Fonte: ilpost.it/)
Il Presidente VítJedlickaad ha assegnato il primo premio al collettivo Usa-Emirati Arabi Raw-Nyc per il progetto che adatta l’uso delle alghe come risorsa alimentare, energetica e anti-inquinamento. Il progetto inoltre dà una risposta alla necessità di sfruttare gli spazi, con interconnessioni verticali che non impediscono il passaggio della luce.

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