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Pavimento in resina: vantaggi e svantaggi

La pavimentazione in resina è un rivestimento di tipo moderno molto impiegato in ambienti con diverse destinazioni d'uso. Scopriamo come è realizzato, i vantaggi e gli svantaggi.

Il pavimento in resina è una soluzione moderna elaborata negli ultimi decenni che conferisce grossi vantaggi, costi contenuti ed è adatto a molte situazioni. Esteticamente si presenta come un grosso blocco monolitico, cioè continuo, senza fughe come lo è un qualsiasi pavimento a piastrelle.
Un pavimento del genere si ottiene grazie all'uso di resine sintetiche. La resina sintetica è un materiale viscoso molto simile alla resina vegetale che si ottiene dall'unione di differenti polimeri e materie prime. La resina è, in fin dei conti, un collante sintetico che si indurisce a caldo o a freddo che si utilizza appunto per fare pavimenti, ma anche per costruire mobili di arredo, nel corpo delle strutture e così via. La resina sintetica è una soluzione chimica che si presenta in diverse combinazioni, è facilmente colorabile in qualsiasi cromatura si desideri.
Pavimento in resina in un’abitazione interna
(Fonte: dallavaconcept.it/)

Che cos’è un pavimento in resina?

Il pavimento in resina viene utilizzato nelle pavimentazioni di edifici industriali per le quali sono richieste elevate prestazioni di resistenza all’usura, o di resistenza agli agenti chimici, oppure di impermeabilità. Si tratta di pavimentazioni particolari, realizzate sovrapponendo a uno strato portante di calcestruzzo perfettamente livellato uno strato più o meno sottile di prodotti verniciate o di malte resinose in modo da formare rivestimenti superficiali, distinti con le seguenti denominazioni: 
- rivestimenti con pellicola, 
- rivestimenti autolivellanti,
- rivestimenti di malta resinosa. 
Le condizioni essenziali per la corretta posa dei pavimenti in resina sono la presenza nel supporto di un contenuto di umidità estremamente limitato e la stesura sullo strato di supporto di un primer per facilitare l’adesione degli strati successivi.

Come si realizzano i pavimenti in resina?

La posa di un pavimento in resina richiede diverse semplici fasi di lavorazione.
La prima è la fase di stuccatura del sottofondo. In pratica in questa fase i pavimentisti preparano la base su cui sarà versata la resina stuccando fori, cavillature, eventuali lesioni del suolo e altre imperfezioni macroscopiche per creare una base che sia il più liscia possibile.
Una volta che lo stucco si è solidificato, si passa all'aspirazione di polvere e depositi vari per ottenere una base perfettamente pulita. Lo stucco quasi sempre all'asciugatura presenta irregolarità, quindi – a questo punto – si utilizza una macchina per lisciare completamente il pavimento.
Solo a questo punto si stende la resina (che a volte è autolivellante per formare uno strato planare). Si susseguono poi più strati di resina, fino a uno spessore di circa 3mm.
Stesura della resina
(Fonte: tecnosar.com)

Tipologie di pavimenti in resina

Esistono diversi tipi di pavimenti in resina adatti a molti tipi di esigenza. Il pavimento a pellicola sottile (spessori da 0,03mm a 1mm) è ottimale per l'utilizzo industriale perché è molto resistente all'usura, aderisce perfettamente al supporto di calcestruzzo ed è rapido da applicare. I rivestimenti con pellicola sono ottenuti mediante l’applicazione di prodotti verniciati a base di resine epossidiche o poliuretaniche, generalmente colorati e stesi in uno o più strati, in modo da formare un film.
Gli ambienti che invece richiedono non resistenza ma estetica, possono essere arricchiti con la creazione di pavimenti interni in resina autolivellante. Lo spessore è di 2mm minimo e si realizza mischiando prodotti di diversa viscosità che permette l'autolivellamento. Questa tipologia di resina consente molte soluzioni cromatiche ed è quindi l'ideale per negozi, locali e residenze. La posa avviene con una sola stesura mediante spatole e attrezzi speciali. La fluidità del materiale ne consente il perfetto livellamento durante la fase di indurimento, fino a formare uno strato piano, regolare e continuo, di spessore secco maggiore di 1 mm. 
Per i locali in cui non si vuole utilizzare un pavimento autolivellante o con un spessore più contenuto si può optare la malta resinosa. La malta resinosa è composta mischiando più tipi di resine poliuteraniche ottenendo un composto di 1,5mm (quindi un pavimento più sottile e più riscaldante) che non è autolivellante. Quindi dovrà essere stesa come il calcestruzzo, prestando la massima attenzione per ottenere planarità nel rispetto delle pendenze progettuali. A seconda di come si mischiano le resine per creare la malta si possono ottenere diverse soluzioni cromatiche, con uno spettro ben più ampio rispetto a quello delle resine autolivellanti.
(Fonte: sagliettoceramiche.it)

Pavimenti in resina: vantaggi e svantaggi

Un pavimento in resina ha moltissimi vantaggi e pochi svantaggi. I principali vantaggi sono i seguenti:
- Il primo evidente vantaggio è la sua irripetibilità artigianale: non si può mai ricreare due volte lo stesso pavimento, ma solo ottenere effetti simili.
- Il pavimento è spesso in media 3 mm, per cui non si deve intervenire sull'altezza di porte e finestre.
- Visto che è così sottile è un buon conduttore termico, quindi se vi sono sistemi radianti a pavimento il suolo si scalderà piacevolmente e non si creeranno fessurazioni per gli sbalzi termici.
- Inoltre lo spessore contenuto permette di sovrapporlo a pavimenti già esistenti, magari di cemento o di piastrelle con un notevole risparmio di denaro. Se poi si volesse rifare nuovamente il pavimento, basterà stendere un nuovo strato su quello esistente, cambiando anche facilmente il colore o la fantasia.
- la superficie si può plasmare a proprio piacimento in liscia o ruvida, a seconda delle esigenze.
- Il pavimento in resina garantisce il massimo dell'igiene: l'assenza di fughe impedisce l'accumulo di polveri e altri depositi e la composizione chimica della resina la rende inattaccabile da muffe, agenti batterici o chimici. 
- Questo rivestimento per pavimenti è idrorepellente. Tutto ciò significa che la pulizia è molto facile e non sono richiesti particolari prodotti per la pulizia, solo acqua e straccio. Questa soluzione pavimentale è, quindi, alla base di una delle ultime tendenze in tema di design d'interni: i bagni in resina.
(Fonte: ilportaledellimbianchino.com)
Ma i pavimenti in resina presentano anche qualche svantaggio:
- Per quanto la resina sia resistente ed elastica non è immune da graffi, abrasioni e danni da caduta come, del resto, qualsiasi altro tipo di pavimento.
- Il più grosso svantaggio però, oltre al normale invecchiamento, è la tendenza all'ingiallimento: la composizione chimica della resina tende ad assorbire più di altri pavimenti i raggi UV, determinando un rischio di ingiallimento.
- Infine, l'ultimo problema è proprio la stesura: se questa viene eseguita male su un supporto che non sia stato opportunamente preparato (cioè non liscio e levigato), la resina ne risentirà particolarmente, specialmente se non autolivellante.
Pavimento in resina autolivellante
(Fonte: colorflooringsrl.it/)

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