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Adeguamento sismico dell’esistente: cosa fare e da dove partire

La maggior parte del patrimonio edilizio italiano è datato e quindi non è stato progettato per resistere ad azioni sismiche. Scopriamo come procedere all'adeguamento sismico dell'esistente e come si accede al sismabonus.

Il terremoto produce onde di vibrazione del terreno che possono dar luogo a fenomeni di tipo sussultorio e/o ondulatorio. I moti sussultori imprimono alla costruzione azioni prevalentemente verticali mentre quelli ondulatori sono più pericolosi perché si traducono in forze orizzontali applicate a ciascuno dei solai dei vari piani degli edifici, con conseguenti azioni flettenti degli elementi portanti verticali. Per valutare l’intensità del terremoto vengono impiegate due diverse scale: la scala Richter e la scala Mercalli.
Il terribile bilancio di vite umane e di distruzioni provocato dagli eventi sismici ha reso necessario l’adozione di tutte le misure atte a salvaguardare la sicurezza delle persone e a limitare i danni alle cose. Gli studi condotti sull’argomento e le esperienze maturate consentono di realizzare strutture nuove dotate di elevata capacità di sopportare e dissipare l’azione sismica, senza che siano compromesse le funzioni fondamentali della costruzione, ma anche a procedere con l’adeguamento sismico dell’esistente.
Miglioramento sismico di un edificio industriale
(Fonte: miglioramento-sismico.it/)
Il problema che la tecnica e la normativa si trovano di fronte non è tanto quello di concepire strutture capaci di offrire la massima resistenza, ma piuttosto quello di commisurare le scelte progettuali al rischio sismico, tenendo anche conto delle probabilità che esso si verifichi.

L’analisi di strutture esistenti è un argomento di grande attualità, sia per la comunità scientifica che per il mondo professionale, chiamati, ciascuno per la propria parte, a fornire un contributo significativo all’innalzamento delle soglie di sicurezza possedute dal patrimonio immobiliare esistente.
Il tema dell’adeguamento sismico dell’esistente rappresenta, attualmente, un argomento di sviluppo e applicazione diffusa. Esso comporta la modifica di strutture esistenti, per renderle più resistenti alle sollecitazioni di natura sismica, ma produce anche effetti positivi, per esempio, sui cedimenti fondali.
La necessità di adeguamento sismico si fa ogni giorno più pressante in conseguenza di una migliore comprensione della “domanda” sismica sulle strutture, comprensione che deriva, purtroppo, dalle esperienze di terremoti di forte, quando non violenta, intensità, che hanno colpito diversi Paesi.
Interventi di adeguamento sismico
(Fonte: guidaxcasa.it/

Adeguamento sismico edifici in muratura esistenti

Il problema della sicurezza delle costruzioni esistenti è di fondamentale importanza in Italia, da un lato per l’elevata vulnerabilità, soprattutto rispetto alle azioni sismiche, dall’altro per il valore storico-architettonico-artistico-ambientale di gran parte del patrimonio edilizio esistente. 

A ciò si aggiunge la notevole varietà di tipologie strutturali da cui deriva una particolare complessità delle problematiche coinvolte e una difficile standardizzazione dei metodi di verifica. La normativa individua tre categorie di intervento:
- interventi di adeguamento atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle norme
- interventi di miglioramento atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle norme
- riparazioni o interventi locali che interessano elementi isolati, e che comunque comportano un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.

Cosa dice la normativa vigente a riguardo

La normativa stabilisce altresì le condizioni per le quali si rende necessario l’intervento di adeguamento sismico edifici esistenti e l’obbligatorietà del collaudo statico, sia per gli interventi di adeguamento che per quelli di miglioramento. Per esempio, nel caso di opere come una sopraelevazione, oppure ampliamento con opere connesse a quelle esistenti, oppure aumento di carichi, oppure trasformazione della costruzione in diverso organismo edilizio, si dovrà stabilire se la struttura, a seguito dell’intervento, è in grado di resistere alle combinazioni delle azioni di progetto contenute nelle NTC, con il grado di sicurezza richiesto dalle stesse. In caso negativo si dovrà procedere all’adeguamento delle parti strutturali esistenti non idonee.
Per tutte le tipologie costruttive, il progetto dell’intervento di adeguamento o miglioramento sismico deve comprendere:
- verifica della struttura prima dell’intervento con identificazione delle carenze e del livello di azione sismica;
- scelta motivata del tipo di intervento;
- scelta delle tecniche e/o dei materiali;
- dimensionamento preliminare dei rinforzi e degli eventuali elementi strutturali aggiuntivi;
- analisi strutturale considerando le caratteristiche della struttura post-intervento;
- verifica della struttura post-intervento con determinazione del livello di azione sismica.
Adeguamento sismico dell’esistente
(Fonte: proedilcoperture.it/)

Le fasi di procedura di valutazione sismica

La procedura di valutazione sismica è caratterizzata da diverse fasi, dalla conoscenza strutturale, comprendente anche lo studio dei dettagli strutturali, dei materiali e delle relative metodologie di indagine, sino alla verifica con il ricorso ai diversi metodi di analisi a disposizione dell’ingegnere, da quelle lineare a quelle non lineari, con i relativi criteri di verifica. 
Tra tutte le novità introdotte dalle NTC, fondamentale appare l’introduzione dei Livelli di Conoscenza, attraverso i quali è possibile definire le procedure per il rilievo geometrico-strutturale degli edifici, per la definizione dei loro dettagli strutturali, per la caratterizzazione meccanica dei materiali e per il metodo di analisi da utilizzare.
Il rilievo con verifiche in sito si può attuare secondo tre gradi: limitate, estese, esaustive. Dette indagini sono caratterizzate dal crescente livello di conoscenza degli elementi costruttivi che a esse si associa. Esistono diverse strategie di intervento previste dalle NTC, suddivise in adeguamento, miglioramento e riparazione.
(Fonte: proedilcoperture.it/)

Quali sono gli interventi più moderni per l’adeguamento sismico dell’esistente?

Vediamo ora di analizzare le tecniche più moderne per intervenire. Infatti, accanto alle tecniche tradizionali di intervento, le più moderne tecniche di adeguamento sismico degli edifici esistenti sono basate sul controllo della risposta strutturale, mediante isolamento sismico e dissipazione di energia.
Tra le filosofie più moderne di adeguamento sismico dell’esistente, si possono individuare:
1. interventi per la variazione ad hoc della rigidezza globale della struttura;
2. tecniche di aumento artificiale dello smorzamento strutturale;
3. accorgimenti per l’attenuazione dell’energia in ingresso;
4. mix dei metodi precedenti.

Interventi sulle costruzioni esistenti, interventi di adeguamento sismico

L’adeguamento sismico dell’esistente, è obbligatorio per chiunque intenda:
- sopraelevare la costruzione
- ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione
- apportare variazioni di classe e/o di destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi globali in fondazione superiori al 10%. Resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano porzioni limitate della costruzione
- effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente
In ogni caso, il progetto dovrà essere riferito all’intera costruzione e dovrà riportare le verifiche dell’intera struttura post-intervento.
Ad oggi, infatti, non è obbligatorio l’adeguamento sismico degli edifici esistenti. È invece obbligatorio farlo in caso di interventi di ristrutturazione rilevante. Ed è obbligatorio applicare le norme sulle nuove costruzioni. Le case in muratura che si sono sbriciolate ad Amatrice e Accumoli ripropongono un copione noto, all’Aquila come in Umbria, come pure in Irpinia e in Friuli. Purtroppo il rischio di assistere allo stesso spettacolo è alto. E’ invece obbligatorio verificare edifici e infrastrutture definiti strategici, cioè quelli che in caso di calamità naturale devono restare in piedi per consentire di gestire le emergenze e assicurare il ricovero delle persone, come stadi, prefetture, ospedali, scuole. 
Per i beni storici, e gli edifici strategici, tra i quali sono inclusi anche i beni culturali, come biblioteche o musei, le norme consentono, un intervento di “miglioramento” antisismico, più soft rispetto all’“adeguamento”. Possibilità che viene incontro ai numerosi casi in cui intervenire su un immobile storico significherebbe snaturarlo. Ma anche questa possibilità è obbligatoria solo in caso di manutenzione straordinaria.

Adeguamento sismico dell’esistente e l’Ecobonus

Chi intende intraprendere lavori di adeguamento antisismico sugli edifici (anche istituti di edilizia popolare) può usufruire del Sismabonus che, da quest’anno, potrà essere agganciato anche ai lavori di efficientamento energetico, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018.
Il Sismabonus prevede una detrazione delle spese sostenute per l'adozione di misure antisismiche che migliorino la classe di rischio degli immobili che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3).
Tale agevolazione, valida fino al 31 dicembre 2021, può essere fruita sia dai soggetti passivi Irpef sia dai soggetti passivi Ires e per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive.

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