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Architettura: cosa vedere a Parigi

Avete programmato un viaggio a Parigi? Ecco 13 edifici/posti da vedere assolutamente...

Parigi è una delle destinazioni turistiche mondiali non solo per l’arte, la cultura e l’intramontabile fascino, ma anche per i viaggi di Architettura, per la sua veste architettonica sia classica che contemporanea.
Dando per scontato che si sia già visto i “classici” Museo del Louvre, la tour Eiffel, Notre Dame e la Senna, Parigi nasconde una seconda anima artistica, di matrice moderna, che spesso non rientra nei classici percorsi turistici, ma non per questo non riesce ad offrire interessanti spunti a chi la visita.
Tour Eiffel simbolo di Parigi
(Fonte: travelfar.it/)

Quali sono le architetture moderne da vedere a Parigi?

Ci sono un sacco di architetture moderne e contemporanee da vedere a Parigi, ecco solo un elenco di alcune opere e architetture conosciute in tutto il mondo dei più importanti e famosi architetti assolutamente da non perdere:
- Parc de la Villette di Bernard Tschumi, 1993
- Canal+ Headquarters di Richard Meier, 1992
- Biblioteca Nazionale di Dominique Perrault, 1995
- Parc André-Citroën di Jean-Paul Viguier, 1992
- Città della musica di Christian de Portzamparc, 1994
- Centre George Pompidou di Renzo Piano,  Richard Rogers e Ove Arup & Partners.
- Centro commerciale Bercy 2 di Renzo Piano, 1990
- Villa Savoye di Le Corbusier
- Institut du Monde Arabe di Jean Nouvel, 
- Fondazione Cartier XIV arrondissement Jean Nouvel, 
- Museo del Quai Branly, nel 7° arrondissement, ultima opera di Jean Nouvel
- Fondazione Louis Vuitton di Frank Gehry.
- Fondazione Cartier di Jean Nouvel.
Museo del Louvre
(Fonte: parigiofferte.it/)

Centre George Pompidou

Il centro nazionale d'arte e di cultura Georges Pompidou, conosciuto anche come Beaubourg, realizzato dagli architetti Renzo Piano e Richard Rogers, è una delle architetture moderne più famose di Parigi e si può dire che questo edificio in ogni caso ha rivoluzionato l’architettura moderna.
Gli elementi funzionali come le tubature e le scale mobili sono spostati all’esterno per dare maggiore spazio agli spazi espositivi all’interno. I colori delle tubature più celebri del mondo aiutano a codificarle: gialle per l’impianto elettrico, rosse per gli ascensori e scale mobili, verdi per l’acqua e blu per i canali dell’areazione.
Il Centro nacque dalla volontà di Georges Pompidou, presidente della Repubblica francese dal 1969 al 1974, che volle creare nel cuore di Parigi un'istituzione culturale all'insegna della multidisciplinarità, interamente dedicata all'arte moderna, a cui si affiancassero anche una vasta biblioteca pubblica, un museo del design, attività musicali, cinematografiche e audio-visive. Oggi è uno dei musei più visitati al mondo[2] e custodisce una collezione di circa 70 mila opere, in cui accanto alle arti visive trovano posto il design, l'architettura, la fotografia e le opere multimediali.
Centre George Pompidou – arch. Renzo Piano
(Fonte: sortiraparis.com/)

Centro commerciale Bercy 2

La forma di questo centro commerciale è stata determinata dalla sua topografia: una serie di raccordi autostradali immediatamente adiacenti ritaglia uno spazio in cui è stata montata una forma curva d'argento. Il tetto estremamente visibile di 2.000 mq dell'edificio è coperto da 27.000 pannelli modulari in acciaio lucido con una geometria sofisticata che consente la massima standardizzazione dei componenti. Oltre al suo impatto estetico, il metallo gioca un ruolo importante nell'isolare la struttura deviando la luce del sole e creando un tetto ombreggiato e ventilato, al di sotto del quale una camera d'aria rallenta lo scambio di calore con l'esterno.
Centro commerciale Bercy 2 – arch. Renzo Piano
(Fonte: mimoa.eu)

Museo del Quai Branly

Poco distante dalla Tour Eiffel sorge questa piccola oasi di verde, progettata dall’architetto Jean Nouvel. Il Museo del Quai Branly è dedicato alle arti e alle civiltà primitive di Africa, Asia, Americhe e Oceania. È circondato da alberi, collinette e laghetti artificiali che, attraverso percorsi studiati, portano all’interno. Il museo che prende il nome dalla strada Quai Branly di fronte alla Senna, è famoso per la sua facciata verde, realizzata dall’artista botanico Blanc: è un muro vegetale di 800 mq con 150 diverse specie di piante.
Museo Quai Branly – arch. Jean Nouvel
(Fonte: travelblog.it/)

Istituto del mondo arabo

Anche l’Institut du Monde Arabe è stato progettato dall’architetto Jean Nouvel. È un centro per la cultura araba, che cerca una sintesi tra quest’ultima e la cultura occidentale francese. L’istituto nasce nel 1987 e la sua architettura incarna la filosofia del centro. La facciata principale è in alluminio e vetro, due simboli dell’architettura occidentale. La texture invece è ispirata ai motivi ornamentali dei mashrabiya, un elemento decorativo tradizionale arabo di intagliatura del legno, usato sin dal medioevo per decorare le facciate delle case private.
Institute du Monde Arabe – arch. Jean Nouvel
(Fonte: viviparigi.it/)

Fondazione Cartier

La Fondazione Cartier per l’arte contemporanea è un edificio inaugurato nel 1994 e realizzato dall’architetto Jean Nouvel. È caratterizzata da trasparenza e grande contatto con il verde. Infatti il lotto dove sorge la Fondazione conserva al suo interno un albero storico piantato da Chateaubriand, un noto scrittore e mecenate dell’arte orientale che ha influenzato tantissimo il movimento dell’Art Noveau. L’edificio è una scatola vetrata, con un lunghezza doppia rispetto alla sua profondità, su 9 piani. Il volume incornicia gli alberi e il giardino in una sorta di stratificazione in vetro, giocando moltissimo sui riflessi e sulle dissolvenze.
Fondazione Cartier per l’arte contemporanea – arch. Jean Nouvel 
(Fonte: en.parisinfo.com/)

Fondazione Louis Vuitton

La Fondazione Louis Vuitton si tratta di uno spazio culturale e museale, inaugurato nel 2014 e realizzato dall’architetto Frank Gehry per il gruppo LVMH. Si trova nei pressi del Bois de Boulogne, uno dei più grandi parchi di Parigi realizzati da Hausmann nel 1800, nella zona Ovest del centro città. Questa evanescente nuvola vetrata è composta da 11 gallerie espositive, un auditorium, spazi per allestimenti temporanei e per la collezione permanente, incastrati tra loro in un circolo di spazi all’aperto e al chiuso. L’edificio è soprannominato anche “The Iceberg” per il suo colore e la forma che ricordano un blocco di ghiaccio sospeso sull’acqua. Il vetro funge da copertura esterna, sebbene non tocchi mai direttamente i blocchi in cemento che costituiscono il cuore della struttura. Si tratta di pannelli cilindrici in vetro temperato curvati a caldo, che permettono grande permeabilità tra gli spazi. 
Nel 2016 l’artista Daniel Buren ha colorato i 3600 pezzi di vetro che costituiscono le 12 vele dell’edificio, con l’installazione “L’Observatoire de la lumière“, realizzando ombreggiature uniche.
Fondazione Louis Vuitton – arch. Frank Ghery
(Fonte: icondesign.it/)

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