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I sottotetti e i vincoli per la trasformazione

Vediamo cosa c’è da sapere per recuperare e trasformare un sottotetto e quali vincoli ci sono.

Sottotetti e trasformazione a uso abitativo

Il sottotetto per essere definito abitabile deve trattarsi di un locale praticabile e utilizzabile, ad esempio, come deposito o magazzino. Uno spazio che, con piccoli aggiustamenti, può raggiungere i requisiti minimi di abitabilità, cioè l’altezza media ponderale di 2,40 metri.
La trasformazione di un sottotetto ad uso abitativo, è qualificabile come intervento di ristrutturazione, quindi non deve alterare il volume dell’edificio. Diverso è il caso in cui lo spazio tra l’ultimo piano e il tetto ha un’altezza minore, che non rende possibile l’accesso. Con queste condizioni non si è in presenza di un sottotetto, ma di una intercapedine. Trasformarla in una abitazione significherebbe realizzare un intervento di sopraelevazione, quindi di nuova costruzione.
Ristrutturazione di un sottotetto
(Fonte: rifarecasa.com/)

Come rendere abitabile un sottotetto che non lo è

Quando si dispone di spazio inutilizzato al di sotto alla copertura di casa si può pensare di renderlo abitabile mediante accurata riprogettazione del sottotetto
Utilizzare vani supplementari sotto la copertura permette di limitare lo sfruttamento del suolo urbano ottimizzando l’immobile: proprio per questo esistono norme che disciplinano questa modifica con differenze in base alla regione in cui è fatta. 
È possibile realizzare un innalzamento del tetto per portare a norma le altezze sottostanti garantendo inoltre rispetto delle normative per il risparmio energetico, che permetteranno di usufruire di sgravi fiscali dal 55 al 65%.
Esempio di recupero di un sottotetto
(Fonte: fazland.com/)

Requisiti per rendere un sottotetto abitabile

I requisiti per trasformare il sottotetto in abitazione sono inerenti a precisi parametri inerenti le altezze minime, l’illuminazione naturale e l’aerazione del locale.
Il primo vincolo per la trasformazione di un sottotetto non abitabile riguarda i rapporti aeroilluminanti: la superficie finestrata deve essere almeno 1/8 della superficie calpestabile per garantire adeguata luce all’interno e corretto ricambio di aria.
Riguardo alle altezze minime per il sottotetto ogni regione sancisce una propria normativa: l’altezza media ponderale è quella che definisce la misura ed è data da una media tra le varie altezze del soffitto. Di sotto a una certa altezza si dichiara lo spazio non calpestabile e deve essere quindi chiuso: ad esempio in Lombardia quest’altezza corrisponde a 1,5 metri.
Recupero ai fini abitativi di un sottotetto
(Fonte: edilportale.com/)

Quali sono i vincoli per la trasformazione dei sottotetti?

In primo luogo è necessario verificare che il sottotetto possegga i requisiti per ottenere l’abitabilità: è necessaria infatti un’altezza minima. In seconda battuta risulta imprescindibile il rispetto delle disposizioni territoriali che ciascuna Regione possiede in materia: altezze minime degli ambienti abitabili e il rapporto aero-illuminante stabilito dalle norme igienico-sanitarie.
L’esigenza della trasformazione dei sottotetti ha, negli ultimi anni, indotto molte Regioni a delineare una disciplina in questa direzione: tuttavia le leggi regionali non possiedono la forza di esautorare dalle procedure di trasformazione le verifiche statiche, attività indispensabili quando vi è cemento armato o rischio sismico. Quando ci si trova in zona sismica o si utilizza il cemento armato, a prevalere sono le norme tecniche: tra queste alloggia il decreto del Ministero delle Infrastrutture del 14 gennaio 2008 (Norme tecniche per le costruzioni), che distingue tra interventi strutturali o non strutturali e secondo cui ogni modifica di destinazione d’uso da sottotetto a vano abitabile, deve essere classificata come ristrutturazione edilizia quando variano in modo significativo carichi e classe d’uso dell’immobile.
Un altro vincolo molto importante e molto spesso trascurato è rappresentato dalla portata dei solai. Un sottotetto può, ad esempio, sopportare 80 kg per metro quadro, mentre il pavimento di una residenza può tenere per legge fino a 250 kg per metro quadro. Si tratta di una differenza fondamentale, ci cui tenere conto sempre, indipendentemente da divieti e sanzioni penali che entrano in gioco quando l’edificio è in cemento armato o in zona sismica.
Per recuperare il sottotetto è necessario inoltre cambiare la destinazione d’uso dei locali per fare ciò è necessaria la presentazione di un progetto al Comune di residenza. Inoltre il recupero dei sottotetti non può avvenire in deroga ai piani paesaggistici (come ha affermato la Corte Costituzionale mediante la sentenza 11/2016, nella quale è stato dichiarato illegittimo l’art. 6 della legge 15/2000 della Regione Campania).

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