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Struttura impianto di scarico domestico

Cos’è e com’è strutturato un impianto di scarico domestico. Vediamo le componenti principali ed il loro funzionamento.

reti scarico domestico
Schema impianto scarico domestico
(Fonte: bricoportale.it/)

Com’è composto un impianto di scarico

Lo scopo dell’impianto di scarico è quello di allontanare le acque reflue dall’abitazione, facendole confluire nella fognatura urbana. Un impianto di scarico domestico è costituito dalle seguenti parti:
- tubazioni orizzontali che raccordano i singoli apparecchi alle colonne di scarico verticali; in realtà queste tubazioni non sono perfettamente orizzontali ma hanno una leggera pendenza di circa l’1% e anche maggiore per il wc;
- tubazione verticale di scarico (colonna di scarico);
- pozzetti alla base delle colonne di raccordo alla fognatura (devono essere posizionati ad ogni cambio di direzione delle tubazioni);
- sfiato di ventilazione sul tetto.
impianti scarico domestico
Tubazioni di scarico orizzontali in PVC che si collegano alle colonne di scarico
(Fonte: artusoimpiantivicenza.it/)

Come funziona un  impianto di scarico domestico?

Dall’impianto di scarico domestico le “acque bianche” e “acque nere” raggiungono la fossa settica e l’impianto fognario cittadino attraverso il collettore fognario. Tutti gli scarichi sono collegati a una tubazione di sfiato che li mantiene a pressione ambiente, attraverso la valvola di sfiato o ritegno, che inserita all’estremità superiore della colonna impedisce all’aria di uscire, evitando fastidiosi inconvenienti, quali gorgoglii dai sifoni e ritorni di cattivi odori. Per lo stesso motivo ogni sanitario è dotato di un sifone: questo non è altro che un sistema idraulico in cui l’acqua contenuta all’interno costituisce una chiusura stagna, che isola la tubazione di scarico dall’esterno. Il diametro, il percorso e l’inclinazione dei tubi devono essere studiati per garantire un funzionamento ottimale dell’intero impianto di scarico: tubazioni troppo piccole all’uscita dai sanitari creano difficoltà.
sifone sanitario
Classico sifone di un sanitario
(Fonte: manomano.it/)

Tipologie di impianti di scarico

Esistono due tipi fondamentali di impianto di scarico domestico: quello a doppia tubazione, in cui lo smaltimento di acque bianche e nere è separato e quello a tubazione unica, in cui esse confluiscono in un’unica colonna di scarico. 
Quello a doppia tubazione è sicuramente un sistema più igienico, perché impedisce la formazione del reflusso delle acque del wc con la conseguente formazione di cattivo odore, però negli edifici più recenti, soprattutto nei condomini, in cui i servizi igienici sono incolonnati, si utilizza il sistema a tubazione unica.
impianto acque nere
Impianti di scarico acque nere di un bagno
(Fonte: ryogomasuyama.com/)
Infatti per consentire il corretto trattamento e un’efficace depurazione delle acque reflue, le tubazioni degli impianti fognari dovrebbero essere separate e convogliate negli idonei impianti di trattamento. Spesso nelle vecchie strutture si trovano impianti di tipo misto dove non vi è nessuna separazione degli scarichi. 
Sulle strutture di nuova generazione o su quelle ristrutturate si è iniziato a dividere le linee di scarico tra acque bianche, acque nere e acque grigie e grazie alla realizzazione di specifici impianti di trattamento come ad esempio le fosse biologiche, degrassatori e disoleatori. Così facendo i processi di depurazione diventano più efficienti, riducendo notevolmente l’inquinamento, migliorando la qualità delle acque depurate che poi potranno essere riutilizzate per vari usi.

Come si sviluppa una colonna di scarico?

La colonna di scarico è formata da una serie di tubazioni rettilinee collegate tramite raccordi, che raccolgono le acque dei singoli sanitari. La colonna è sostenuta da particolari bracciali lungo il suo sviluppo, il passaggio delle tubazioni attraverso le solette deve essere reso stagno con materiali termoisolanti. Per diametri fino a 120 mm esistono tubi e raccordi muniti di guarnizione in gomma: si collegano inserendoli uno nell’altro e sono sempre smontabili. I raccordi danno la possibilità di collegare i vari scarichi alla colonna. I nomi adottati convenzionalmente per indicarli rispecchiano l’aspetto del raccordo: a “T “, a “Y “ ecc. Per rendere minima la trasmissione dei rumori, tubazioni e raccordi hanno uno spessore elevato (5,6 mm per il Ø 110 mm) e pareti prive di scabrosità per impedire le incrostazioni.

Che differenza c’è tra “acque bianche” e “acque nere”

Le acque reflue domestiche o di scarico, provenienti dai sistemi di scarico delle abitazioni, sono classificate in 2 distinte categorie:
- Acque bianche
- Acque nere.
Le acque nere contengono i rifiuti riconducibili ad attività umane domestiche o industriali e vengono definite nocive per la salute e moleste per il pubblico. Le acque nere si dividono in:
- Acque fecali: provenienti da vasi igienici e orinatoi dei bagni;
- Acque bionde: provenienti da docce, vasche, lavabi e bidet dei bagni;
- Acque saponate grasse: provenienti da lavelli e lavastoviglie delle cucine,
- Acque grigie: provenienti da docce, vasche, lavabi e bidet dei bagni, lavelli e lavastoviglie delle cucine, lavabiancherie o lavatrici delle lavanderie;
- Acque di scarico industriale: provenienti da scarichi industriali.
Le acque bianche invece non sono ritenute nocive per la salute pubblica e tra queste ci sono:
- acque pluviali o meteoriche di dilavamento provenienti da tutte le aree aperte impermeabilizzate quali, strade, parcheggi, tetti, cortili, ecc.;
- acque utilizzate per il lavaggio delle strade;
- acque di raffreddamento provenienti da attività industriali.

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