Header Ads

Cosa vedere a Padova: 10 luoghi da visitare assolutamente.

Padova, la città del Santo, la città universitaria: dal Medioevo a oggi Padova ha attratto viaggiatori e pellegrini, studenti e intellettuali, tutti affascinati dai monumenti, dalla storia, dal fermento culturale che vi si respira. Padova è una meta perfetta per un weekend o una breve vacanza, o come base per esplorare il Veneto, da Venezia a Verona: ecco cosa vedere a Padova!

Scorcio di Prato della Valle
(Fonte: thesenseofwonder.it/)

Padova, una città accogliente fin dall’inizio

Padova è oggettivamente una piccola città, che non può vantare miti all’altezza di altre più famose come Atene o Roma. Padova ha un suo mito molto più soft, ma anche di straordinaria attualità ai giorni nostri: a darle vita è stato un profugo, Antenore, fuggito da una delle più sanguinose guerre della storia in Medio Oriente, e approdato sulle nostre sponde dopo un lungo viaggio nel Mediterraneo. Da questo mito si ricava subito un’indicazione fondamentale dell’anima di Padova: è una città accogliente. L’ha dimostrata abbondantemente nei secoli, aprendo le proprie porte a tante figure eccellenti di loro, ma che proprio a Padova hanno dato il meglio di sé nel proprio ambito: pensiamo a Giotto, Petrarca, Galileo solo per dirne alcuni. Geni che qui hanno trovato un ambiente favorevole in cui esprimersi al meglio.
Tomba di Antenore
(Fonte: trattoriaalfungo.it/)

10 cose da vedere assolutamente a Padova

Il paragone con Venezia è opportuno perché ci sono molte cose da vedere a Padova. Fra le cose da vedere a Padova c’è sicuramente la Cappella degli Scrovegni di Giotto, il più importante ciclo pittorico del mondo, basterebbe già da sola a giustificare una visita a Padova. Sempre in tema di arte, i Musei Civici raccolgono una bella collezioni di pittori soprattutto veneti (Tiepolo, Tintoretto, Veronese) e nel Battistero del Duomo è perfettamente conservato un altro straordinario ciclo di affreschi, quello di Giusto de’ Menabuoi. Non si può dimenticare la presenza del “Santo” come lo chiamano i padovani: Sant’Antonio la cui presenza secolare in città si ritrova non solo nelle reliquie conservate nella Basilica. Inoltre fra le cose da vedere a Padova ci sono molte piazze cittadine, in particolare Piazza delle Erbe, della Frutta e dei Signori, tradiscono il piacere dei padovani (o patavini) per la socialità, di cui lo Spritz è l’emblema contemporaneo. Poi c’è una straordinaria gastronomia, la presenza dotta ma giovane dell’Università e molti altri motivi di interesse. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere assolutamente durante una vacanza o un week end a Padova.
Ora proviamo a fare un elenco delle 10 cose che assolutamente vale la pena vedere per chi visita Padova.
1) Cappella degli Scrovegni
Fra le cose da vedere a Padova c’è sicuramente la Cappella degli Scrovegni, una “semplice costruzione” come la definì lo stesso Giotto, che ospita il più importante ciclo di affreschi del mondo raffiguranti gli episodi della vita di Gioacchino e Anna (riquadri 1-6), quelli della vita di Maria (riquadri 7-13) e gli episodi della vita e morte di Cristo. Giotto ci mise solo due anni a completare il tutto. Nel 1303 riceve l’incarico da Enrico Scrovegni e nel 1305 ha già terminato. Enrico volle costruire la Cappella in suffragio dell’anima del padre, Reginaldo Scrovegni, che di cose da farsi perdonare ne aveva molte. Banchiere e usuraio, talmente famoso e temuto, da essere collocato da Dante nell’inferno della Divina Commedia. Con la Cappella degli Scrovegni, Giotto cominciò la rivoluzione della pittura moderna.
Interno della Cappella degli Scrovegni
(Fonte: trevisotoday.it/)
2) Basilica di Sant’Antonio
I padovani chiamano Sant’Antonio “Il Santo“, senza aggiungere il nome. Questo fa comprendere non solo l’affetto ma anche l’importanza per Padova della Basilica che ospita le reliquie di Sant’Antonio.
Meta di un pellegrinaggio senza sosta che raggiunge il culmine con la processione del 13 giugno, la Basilica di Sant’Antonio merita una visita anche per la presenza di molti capolavori dell’arte italiana. La prima cosa che si nota è la compresenza di stili diversi dovuti agli interventi che si sono susseguiti: la facciata romanica, il deambulatorio gotico con le sette cappelle, le cupole bizantine i campanili moreschi. All’interno, partendo da destra, si susseguono la Cappella del Gattamelata e quella di San Giacomo affrescata nel 1300 da Andriolo de Santi, uno dei maggiori architetti e scultori veneziani d’allora. Subito dopo c’è la Cappella della Crocifissione e poi la Sala del Capitolo, con un frammento di Crocifissione attribuito a Giotto. Il “Tesoro della Basilica” con le reliquie del Santo si trova al centro del Deambulatorio. In diverse teche sono visibili la lingua e il mento intatti di Sant’Antonio, segno, secondo la Chiesa, del riconoscimento che Dio ha voluto dare all’instancabile opera di evangelizzazione del Santo. Nella Piazza antistante la basilica da non perdere Il monumento equestre al Gattamelata, statua in bronzo di Donatello, autentica rivoluzione nella storia dell’arte: è stata la prima statua equestre di grandi dimensioni svincolata da altri elementi architettonici.
Basilica del Santo con la statua equestre di Gattamelata
(Fonte: pellegrinaggisanti.com/)
3) Piazza delle Erbe e della Frutta e Piazza dei Signori con la Torre dell’Orologio a Padova
Da secoli, Piazza delle Erbe, è il luogo di Padova deputato al mercato. I nomi che si sono susseguiti per definire questo ampio spazio ne hanno sempre indicato l’origine e la funzione commerciale: “Piazza della Biada“, “Piazza Del Vino“, così come le scale dell’imponente Palazzo Ragione venivano chiamate “Scala delle Erbe” perché ci si mettevano i venditori di lattughe, cipolle, porri, verze o “Scala del vino” o la “Scala dei ferri lavorati“.
In realtà anche i nomi delle vie circostanti la piazza tradiscono la loro funzione commerciale: osti, macellai, fruttivendoli, ogni angolo aveva una specializzazione. Alle spalle di Piazza delle Erbe, divisa dal Palazzo della Ragione, c’è l’altra piazza commerciale di Padova: è Piazza della Frutta. Anche in questo caso il nome tradisce origine e funzione originaria, anche se adesso ospita un mercato in cui si vendono quasi esclusivamente abiti. Da notare il Peronio, una colonna medievale il cui nome deriva dal latino perones, le calzature in cuoio che qui venivano vendute.
Le due piazze sono unite dal “Volto della Corda” o “Canton delle busie“, passaggio coperto chiamato così perché qui i bugiardi, i falliti, gli imbroglioni e i debitori venivano colpiti sulla schiena con una corda. Le corde rimanevano sempre appese a cinque anelli di pietra infissi nel muro come monito. L’angolo sotto al “Volto della Corda” prende il nome di “Canton delle busie” (angolo delle bugie) perché qui i commercianti tenevano le loro trattative. Sono ancora oggi visibili le pietre bianche con le antiche misure padovane, riferimento per impedire che i venditori imbrogliassero i clienti.
Passeggiando per la centralissima Piazza dei Signori, fra le eleganti quinte di case storiche padovane e palazzi, se si alzano gli occhi si può leggere l’ora sulla Torre dell’Orologio. E non solo l’ora: l’orologio segna anche mese, giorno e fase della luna... e persino il luogo astrologico!
Piazza delle Erbe
(Fonte: touringclub.it)
Piazza dei Signori con Torre dell’Orologio
(Fonte: italiavai.com/)
4) Palazzo della Ragione
Su Piazza delle Erbe affaccia il più imponente palazzo nonché simbolo di Padova: è Palazzo della Ragione (1208 circa) nei secoli sede del Tribunale, da cui prende il nome. I padovani lo chiamano anche “Il salone” perché il primo piano è in realtà un unico ambiente a forma di salone, per molti secoli il più grande del mondo, a cui si accede dalla “Scala delle Erbe” in Piazza delle Erbe.
L’interno del palazzo è stupefacente: un unico ambiente lungo 80 metri e largo 27, completamente affrescato. Doveva essere ancora più bello quando c’erano gli affreschi di Giotto, distrutti durante l’incendio del 1420. Il ciclo pittorico all’interno del palazzo è uno dei più grandi al mondo: si susseguono motivi zodiacali, astrologici, religiosi, animali, che simboleggiano le attività della città, nei diversi periodi dell’anno e l’intervento dei giudici del palazzo per derimere le questioni. Nel Salone è conservata la “Pietra del Vituperio“, un blocco di porfido nero di su cui i debitori insolventi erano obbligati a spogliarsi e battere per tre volte le natiche prima di essere costretti a lasciare la città. Questa pratica ha dato origine all’espressione restar in braghe de tea. Davanti al Salone (accanto al Palazzo Comunale) c’è il “Palazzo delle Debite“, adibito a prigione a cui si accedeva direttamente dal Palazzo della Ragione con un passaggio ormai distrutto.
Palazzo della Ragione
(Fonte: ilsole24ore.com/)
5) Prato della Valle
I padovani sono fieri della grandezza di Prato della Valle (88620 mq), una piazza che per estensione totale è seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. Per comprendere quanto effettivamente sia grande, basta pensare che è formata da un’isola centrale, completamente verde, chiamata Isola Memmia in onore del podestà che commissionò i lavori.
Intorno all’isola c’è una canale di circa 1,5 km di circonferenza, circondato da una doppia fila di statue numerate (78) di personaggi famosi del passato. Per raggiungere l’isola centrale ci sono 4 viali incrociati con relativi ponti sul canale. Prato della Valle sorge in un luogo da sempre fulcro della vita di Padova: qui c’era un grande teatro romano e un circo per le corse dei cavalli. Qui furono martirizzati due dei quattro patroni della città, Santa Giustina e San Daniele. Nel Medioevo si svolgevano fiere, giostre e feste pubbliche. Oggi in Prato della Valle turisti e padovani passeggiano, vanno in bici, prendono il sole d’estate o fanno tardi la sera. Dopo anni di abbandono, la Piazza ha finalmente ripreso la sua centralità nella vita di Padova.
Prato della Valle, la piazza più grande d’Europa
(Fonte: viaggi.fidelityhouse.eu/)
6) Duomo e Battistero
La Basilica di Sant’Antonio prende gran parte dell’attenzione dei turisti che si recano a Padova, mettendo in secondo piano il Duomo e il Battistero. Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, fu costruito a partire dal 1522 su progetto di Michelangelo Buonarroti.
La facciata su cui si aprono i tre portali è incompleta mentre l’interno è ampio e armonioso anche se di non particolare originalità. Molto più bello è il Battistero adiacente al Duomo con un ciclo di affreschi considerato il capolavoro di Giusto de’ Menabuoi. Appena si alza lo sguardo verso la cupola ci si sente osservati da centinaia di occhi di angeli e santi e lo sguardo severo del Cristo Pantocratore al centro della scena. Sulle altre pareti e sui pennacchi sono rappresentate “Storie della Genesi“, “Profeti ed evangelisti” e le “Storie di Cristo e del Battista“.
Duomo e Battistero di Padova
(Fonte: it.wikipedia.org/)
7) Palazzo del Bo e la Specola
Celebre è l'Università di Padova, una delle più antiche d'Italia e d'Europa. E celebre è il suo teatro anatomico, inaugurato nel 1595, il primo spazio permanente di pubblica esposizione della scienza in Europa. La forma ellittica a cono rovesciato consentiva una perfetta visione da parte di oltre 200 studenti. Oggi è possibile visitare il teatro insieme a Palazzo del Bo, dove recentemente è stata aperta anche la parte novecentesca, realizzata da Gio Ponti. 
Altro fiore all'occhiello di Padova è l'osservatorio astronomico, detto anche Specola, che dal 1777 è collocato sull'antica Torlonga del castello, dove studiò e insegnò il famoso e celebre Galileo Galilei. Oggi la struttura è un museo, accessibile mediante visite guidate: numerosi gli oggetti esposti (dai cannocchiali agli strumenti per lo studio della meteorologia) e belissima la vista sui canali.
La Specola di Padova
(Fonte: padovaoggi.it)
8) Orto botanico: il più antico orto universitario del mondo
Padova vanta un altro record: è quello dell’Orto Botanico più antico al mondo. Fondato nel 1545 e annesso all’Università di Padova, inizialmente lo scopo dell’Orto era la coltivazione delle erbe medicinali necessarie per la pratica medica (era detto infatti horto medicinale). È divenuto Patrimonio dell’UNESCO nel 1997, in quanto è “all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura". L’orto botanico come cantiere per la conservazione della Biodiversità. 
Oggi raccoglie circa 7000 specie vegetali, e nel 2014 è stata inaugurata una nuova sezione, firmato dall'arch. Giorgio Strappazzon di VS associati, per rappresentare la grande biodiversità delle specie vegetali, all'insegna di tecnologia e innovazione.
Il nuovo Orto Botanico
(Fonte: ortobotanicopd.it/)
9) Chiesa degli Eremitani e Musei Civici agli Eremitani
La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, più nota come Chiesa degli Eremitani, è a Padova dal 1264. A una sola navata (della tipologia detta “a granaio”), la chiesa merita una visita per l’atmosfera di grande serenità che trasmette e per le sue opere d’arte, fra cui la magnifica Cappella Ovetari, con affreschi di Andrea Mantegna. Nell’antico convento degli Eremitani hanno oggi sede i Musei Civici: in particolare il Museo archeologico e il Museo d'arte medioevale e moderna.
Chiesa degli Eremitani
(Fonte: arte.it/)
10) MUSME  - Museo della Storia della Medicina di Padova
Ecco un museo che merita visitare, modernissimo e all’avanguardia. Il MUSME di Padova è dedicato alla Storia della Medicina, e racconta la storia della pratica di cui la città veneta fu una delle capitali mondiali, dall’antichità a oggi. Pannelli multimediali, oggetti storici, video e laboratori interattivi per i bambini rendono il MUSME qualcosa di molto lontano dai classici musei "noiosi". Perfetto per gli adulti curiosi, e per quei bambini che... “da grande voglio fare il dottore”!

Cosa vedere con una gita fuori porta a Padova

Non lontano da Padova, il Parco Regionale dei Colli Euganei è perfetto per perdersi fra colline verdeggianti (il punto più alto, il Monte Venda, si trova a 601 metri sopra il livello del mare) e affascinanti siti storici, da scoprire in automobile, in bicicletta o a piedi. Fra le attrattive, il Museo dell'aria di San Pelagio (tutto dedicato al volo!), l’imponente Castello del Catajo, l'Abbazia Benedettina di Praglia, l’Eremo Camaldolese sul Monte Rua oltre che il borgo di Arquà Petrarca (uno dei borghi medievali più belli d’Italia) dove ospita la casa del celebre e famoso poeta.
Scorcio di Arquà Petrarca
(Fonte: paesionline.it/)
Casa del Petrarca
(Fonte: padovaoggi.it/)

Nessun commento

Starbuild.it. Powered by Blogger.