Header Ads

Il fregio architettonico: cos'è e dove lo troviamo

Il fregio architettonico è l’elemento decorativo di una struttura architettonica, allungato e orizzontale, scolpito o dipinto, di solito recante motivi stilizzati o geometrici.

Il tempio dorico con il fregio architettonico
(Fonte: selinunte.net)

Cos’è il fregio architettonico?

Il fregio architettonico è la parte intermedia tra architrave e cornice nella trabeazione degli ordini architettonici classici. Nell'ordine dorico il fregio architettonico è costituito da una successione di metope e triglifi; in quello ionico, corinzio e poi nell'arte romana e rinascimentale è una fascia continua decorata a rilievo, ma può anche essere liscia o occupata da iscrizioni. Negli edifici romani tende ad essere intagliato in un solo blocco di pietra insieme al sottostante architrave.
In architettura si intende per fregio architettonico una zona decorativa con andamento prevalentemente orizzontale. In particolar modo nella trabeazione degli ordini classici la parte fra architrave e cornice. In scultura s'intende una composizione nella quale la figurazione è disposta entro una striscia di altezza costante che abbia una estensione in lunghezza così protratta, da non consentirne la immediata percezione come immagine, sicché debba esser seguita con lo sguardo e letta in una successione di immagini.
Il fregio architettonico è un elemento comune all'arte di tutti i tempi, poiché presso tutti i popoli, fin dalle civiltà più antiche, fu di uso corrente il disporre composizioni decorative lungo le pareti degli edifici. Il principale carattere per il quale il fregio architettonico si distingue da altre composizioni decorative è, come si è detto, lo sviluppo allungato, in genere, orizzontalmente; questo fa sì che esso risulti particolarmente adatto allo svolgersi di composizioni ritmiche di elementi ripetuti (geometrici o comunque inanimati) e figurativi (scene, cicli narrativi).
(Fonte: domuspicta.blogspot.com)

Arte e architettura greca

Le prime città greche si svilupparono intorno al X secolo a.c, e vennero collocate soprattutto in zone elevate come la cima di una collina. Successivamente nacquero le Poleìs, che si autogovernavano, ognuna con una propria società, economia, moneta, e sistema legislativo. L'acropoli quasi sempre, si trovava nella parte più alta della città, era la sede dei templi religiosi, nei quali si adoravano le divinità.
Come luogo d'incontro per le assemblee popolari, era presente l'Agorá, che fungeva anche da luogo di mercato e scambio. I templi greci solitamente erano sopra un basamento di pietra a tre livelli che prendeva il nome di crepidoma. Le colonne greche sono formate da 3 parti:
1)La base: composta da tre elementi circolari (2 tori e 1 scozia)
2)Il fusto: ovvero il corpo della colonna, generalmente caratterizzato da un piccolo rigonfiamento detto Entasi.
3)Il capitello: ovvero la parte più alta della colonna, ed è composto da un echino, da un abaco è da una parte architettonica detta trabeazione, a sua volta suddivisa in architrave, fregio architettonico e cornice.
Le parti che compongono la facciata di un tempio greco
(Fonte: cjalzumit.wordpress.com/)

Materiali e tecniche costruttive

Alcuni dei templi più antichi erano costruiti in legno. Man mano che le parti lignee deperivano, venivano sostituite da altre in pietra o terracotta. Le parti sostituite conservavano, nei limiti del possibile, la forma di quelle in legno, dando luogo agli ordini architettonici, cioè a quella particolare stilizzazione degli elementi costruttivi che è caratteristica peculiare dell’architettura greca. Contrariamente a quanto può sembrare contemplando le rovine dei templi, è molto probabile che la maggior parte della costruzione fosse stuccata e colorata, comprese le statue i bassorilievi e i fregi architettonici.
 
Schema di trabeazione di stile jonico: le scene a rilievo si svolgono senza interruzioni
(Fonte: supersapiens.it)

Gli ordini architettonici

L'architettura greca si suddivide in 3 ordini:
1) Ordine dorico: viene generalmente considerato il più antico, il più solido. L’apparente robustezza è data dal maggior diametro delle colonne in rapporto alla loro altezza rispetto agli altri ordini, alla maggior lunghezza degli architravi e alla maggior sporgenza delle cornici con i fregi architettonici che contribuiscono a dare una sensazione di peso e di sforzo.
2) Ordine ionico: è più snello di quello dorico, ha gli architravi più corti ed è più ricco di elementi decorativi. Si riteneva che la colonna ionica riproducesse le porzioni femminili. Mentre il dorico richiama alcuni aspetti della struttura lignea nella trabeazione, l’ordine ionico ha una decorazione più astratta e un maggior numero di elementi;
3) Ordine corinzio: leggermente più snello dell’ordine ionico e nettamente più ricco di decorazione.si riteneva che la colonna evocasse la sottile figura di una fanciulla.
Colonna e capitello di ordine dorico, ionico e corinzio
(Fonte: supersapiens.it)

Nessun commento

Starbuild.it. Powered by Blogger.