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Pittura vascolare: cos'è e caratteristiche

Della pittura greca ci è rimasto pochissimo, per la tecnica usata, probabilmente la pittura a secco, ma la pittura sui vasi (vascolare), invece, ha lasciato numerosissime testimonianze, perché la produzione dei vasi nei territori di cultura greca era veramente abbondante, tant'è che questi venivano anche esportati.

(Fonte: engramma.it)

Cos’è la pittura vascolare

La terracotta era modellata dai ceramisti greci con grande abilità, spesso in collaborazione con i pittori che ne decoravano la superficie, come testimonia la doppia firma del ceramista e del decoratore spesso apposta su questi manufatti. La pittura vascolare greca si suddivide in due categorie sulla base della tecnica pittorica utilizzata: la tecnica a figure nere su fondo rosso, più antica, che si sviluppa in Attica a partire dal VII sec. a.C., e quella a figure rosse su fondo nero, che nasce nel 530 a.C. ad Atene.
Il decoratore si serviva di una punta adatta per segnare il contorno delle figure da realizzare sull'impasto in argilla, quindi le figure venivano riempite utilizzando una vernice nera. Per realizzare i dettagli incideva le figure con una punta sottile, in modo da lasciare scoperta l'argilla del fondo. Come prima cosa l'artista realizzava anche qui il contorno delle figure servendosi di una punta di osso o di legno; lasciava al naturale l'interno dei personaggi, mentre lo sfondo veniva dipinto con larghe pennellate di colore nero, che serviva anche per rifinire alcuni particolari sulle figure stesse.
Queste testimonianze artistiche sono per noi molto importanti poiché costituiscono gli unici esempi pervenutici di pittura greca: purtroppo della pittura vera e propria, descritta dalle fonti storiche come ricca di prospettiva e chiaroscuri, non ci è pervenuto nulla se non qualche copia in mosaico di epoca ellenistica.
(Fonte: frammentiarte.it)

Pittura vascolare: caratteristiche

Quando si parla di arte greca, solitamente si è portati a pensare immediatamente alla scultura, raramente alla pittura. In effetti diverse antiche fonti riportano nomi di artisti greci che si dedicarono alla pittura, ma, non essendo a noi quasi pervenuta altra testimonianza pittorica che quella dei vasi, non possiamo che riferirci ad essa per giudicare l'arte pittorica greca. Le principali caratteristiche dei vasi proto-geometrici sono: solidità e corpo espanso; largo piede e orlo spesso. Si può notare che inizialmente la decorazione del vaso si limita al punto di massima espansione del ventre a al collo.
Attraverso la testimonianza della pittura vascolare si è tentato di integrare le poche conoscenze disponibili sulla pittura parietale, per la gran parte perduta e dunque ignota. Nella pittura vascolare si era raggiunto un insuperato livello estetico nella tecnica a figure nere e a figure rosse, con una ricca serie di forme e di tipi di perfetto rigore geometrico, di organica armonia funzionale, di grande gusto decorativo.
(Fonte: talepiano.it)

Pittura vascolare: tecniche di pittura 

Nella pittura vascolare l'argilla, forgiata dal ceramista per diventare vaso, veniva cotta nel forno ed assumeva il caratteristico colore rossastro. I vasi venivano decorati dal ceramografo, cioè dal pittore. Le tecniche di decorazione più note della pittura vascolare sono:
• dal VII secolo al 530 a.C. figure nere su sfondo rosso: sullo sfondo naturale della ceramica cotta si dipingevano le figure con una vernice che, dopo un'ulteriore cottura diventava nera, mentre le linee all'interno delle figure risultavano dall'incisione della ceramica;
• dal 530 a.C. al IV sec a.C. figure rosse su sfondo nero: si colorava con la vernice lo sfondo, lasciando vuote le figure, sicché apparivano rosse, ma con una maggiore verosimiglianza rispetto alla tecnica precedente.
• dal III al II sec. a.C. figure policrome: si usavano vari colori.

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