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Arricciatura intonaco

Arricciatura intonaco, cos'è e come funziona

L’arriccio, detto anche intonaco grezzo di sottofondo, è usato per la finitura di mura grezze. L’arriccio è una malta, piuttosto irregolare e granulosa, fatta di calce e sabbia non ben setacciata, ed ha due scopi: far sì che l'intonaco si aggrappi grazie alla sua consistenza granulosa, ed essere una buona riserva di umidità per lo strato sovrastante. Presenta una granulometria media (compresa tra 8 e 2 mm) e viene applicato in spessori che variano da 1,5 a 2 centimetri, rivestendo così il ruolo di vero e proprio scheletro di tutto il sistema intonaco. Il principale compito dell’arriccio è di uniformare la superficie delle murature, andando ad eliminare tutti gli eventuali difetti di planarità e verticalità, e, dato lo spessore, di barriera protettiva nonché di struttura portante per gli strati successivi.

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Stesura arriccio intonaco (Fonte: http://www.edilinpre.it)

Cos’è l’intonaco?

Il processo dell’intonacatura riguarda sia i muri interni che esterni della costruzione. L’intonaco generalmente assolve a diverse funzioni, come quella di proteggere le strutture murarie, svolgendo un’azione protettiva contro gli agenti atmosferici, ma anche semplicemente estetica in quanto è la finitura su cui poi si procede alla tinteggiatura. Le caratteristiche tecniche di un buon intonaco sono quindi la traspirabilità (deve assorbire acqua e restituirla velocemente all’aria) nonché una buona permeabilità al vapore.

Tipologie di intonaco e fasi: rinzaffo, arriccio e velo

Esistono, oltre ai premiscelati, diversi tipi di intonaco, a seconda dell'uso previsto:

  1. intonaco a base di calce, dove il legante è rappresentato da calce idraulica;
  2. intonaco cemento-calce, dove il legante è rappresentato da una miscela di calce e cemento, con prevalenza di cemento;
  3. intonaco calce-cemento, dove il legante è rappresentato da una miscela di calce e cemento, con prevalenza di calce;
  4. intonaco a base di gesso, dove il legante è esclusivamente gesso, da usare prevalentemente per interni.

Generalmente un buon intonaco è composto da tre strati diversi: il rinfazzo, l’arriccio ed il velo. Il rinfazzo, dello spessore di 1 o 2, si ottiene gettando con forza della malta sul muro con la cazzuola (la malta è fatta con sabbia piuttosto grande e la superficie ottenuta è grossolana). L’arriccio è il secondo strato dell’intonaco, spesso pochi millimetri, è applicato direttamente sul rinfazzo. Il velo è la parte finale, costituito da malta fine, di finitura esterna della parete.

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Stratigrafia intonaco (Fonte: http://www.edilinpre.it)

Come intonacare una parete: il rinzaffo e l’arricciatura

Il rinzaffo è una particolare procedura dell'intonacatura, atta a preparare le pareti per la posa dell'intonaco finale, che consiste nella stesura di uno strato di malta dall'elevato grado di ruvidità. Il rinzaffo, ha lo scopo di assicurare al supporto una buona aderenza per gli strati successivi. Tale strato garantirà una presa migliore e più duratura al secondo strato di rasante, detto arriccio, che verrà successivamente posato ed al velo di malta fine che costituirà la finitura della parete . Prima di procedere al rinzaffo però, occorre preparare la parete su cui avverrà la lavorazione: intanto, è necessario che tale parete sia priva di umidità e ben pulita da polvere, efflorescenze e dalle parti inconsistenti affinchè la malta faccia presa, altrimenti si corre il rischio che essa, una volta asciugatasi, si sgretoli o venga via a pezzi.
Una volta fatto il rinzaffo si procede all’arricciatura dell’intonaco. Quando si è asciugato il rinzaffo, si stenderà lo strato di arriccio così che la muratura risulti perfettamente piana ed omogenea, priva di imperfezioni. Esso ha lo scopo di garantire funzioni di tenuta ed impermeabilità ed il suo spessore non deve essere inferiore al mezzo centimetro per evitare fastidiose crepe superficiali all'intonaco che potranno provocare la caduta di parti della finitura.
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