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Impianto elettrico di cantiere

Impianto elettrico di cantiere: come va fatto, schemi

Un’idonea gestione della salute e sicurezza nei cantieri edili passa attraverso un’adeguata pianificazione e organizzazione del cantiere. L’impianto elettrico di cantiere può essere alimentato da fornitura diretta da impianto della Committenza e/o da fornitura temporanea direttamente richiesta all’ente gestore. Vediamo qual è la documentazione che deve essere prodotta per quanto concerne il tema dell’impianto elettrico, la messa a terra e la parte relativa alle scariche atmosferiche.

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Impianto elettrico di cantiere (Fonte: https://www.elettricoplus.it)

Impianto di cantiere: fornitura dell’energia elettrica

Per la fornitura di energia elettrica al cantiere l’impresa deve rivolgersi all’ente distributore  indicando la potenza richiesta e, la data di inizio della fornitura e la durata prevedibile della stessa , e i dati della concessione edilizia.
Per i cantieri di piccole e medie dimensioni o localizzati in zone dove sono presenti cabine dell’ente distributore, la fornitura avviene solitamente in bassa tensione a 380 V trifase. Per i cantieri di maggiori dimensioni possono essere previste apposite cabine di trasformazione MT/BT.  Tali cabine, anche se provvisorie e cioè solo per la durata del cantiere, devono sempre rispettare precisi standard di funzionalità e sicurezza. Dal punto di consegna della fornitura ha inizio l’impianto elettrico di cantiere, che solitamente è composto da:

- Quadri (generali e  di settore);
- Interruttori;
- Cavi;
- Apparecchi utilizzatori

Gli impianti elettrici dei cantieri devono essere eseguiti da ditta abilitata dalla Camera di Commercio, come previsto dalla Legge 46/90 all’art.2. I suddetti impianti non sono soggetti a progettazione obbligatoria ai sensi della Legge 46/90 art. 12 comma 2, anche se il progetto è consigliabile. L’installatore è in ogni caso tenuto al rilascio della dichiarazione di conformità, integrata dagli allegati obbligatori previsti, che va conservata in copia in cantiere. La suddetta dichiarazione di conformità deve essere rilasciata dalla Ditta esecutrice dell’impianto prima della messa i servizio dell’impianto stesso.

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Prese inserite in un quadro elettrico di cantiere (Fonte: http://pianobsicurezzalavoro.it/)

Com’è fatto un impianto elettrico di cantiere?

L'impianto elettrico di cantiere si compone, essenzialmente:

- “dei collegamenti elettrici (condutture o cavi) dal punto di consegna dell'azienda elettrica distributrice fino al quadro elettrico generale e da questo ai sottoquadri di settore, dove sono presenti gli interruttori magnetotermici e differenziali;

- delle masse metalliche infisse o inglobate nel terreno, al fine di disperdere nello stesso le eventuali correnti di guasto o le scariche atmosferiche (rete di dispersione dell'impianto di messa a terra), dei captatori e degli scaricatori dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (dove questo è presente), dei conduttori di terra, di equipotenzialità e di protezione, aventi al funzione di connettere elettricamente le carcasse metalliche degli utilizzatori elettrici con l'impianto di messa a terra".

Si sottolinea che bisogna prestare particolare attenzione all'impianto elettrico nel cantiere “in quanto tale ambiente risulta, generalmente, particolarmente polveroso ed esposto alle intemperie. Inoltre gli apparecchi elettrici sono sottoposti a forte usura.

Impianto elettrico di cantiere: dichiarazione di conformità

Come abbiamo appena detto gli impianti elettrici, di messa a terra e di protezione dalle scariche atmosferiche realizzati nei cantieri prevedono il rilascio di una Dichiarazione di Conformità a cura dell’installatore secondo quanto previsto dal D.M. 37/08 (che ha sostituito la L.46/90). L' impianto elettrico deve essere allestito da personale qualificato e abilitato”. L’impresa installatrice deve dichiarare che l’impianto realizzato è conforme alla regola d’arte, che ha utilizzato componenti idonei ed adatti all’ambiente di installazione e soprattutto che sono state effettuate le verifiche iniziali richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge.

La dichiarazione deve riportare i dati dell’impresa installatrice con numero di iscrizione CCIAA, il nominativo del committente, la descrizione dell’impianto e sua ubicazione. Devono essere allegati:

1) relazione tipologica dei materiali utilizzati,
2) schema dell’impianto realizzato,
3) Certificato CCIAA dell’impresa installatrice.

È indispensabile che prima della messa in esercizio l’impresa esecutrice dei lavori e committente dell’impianto sia in possesso della dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/08 che equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell’impianto.

Messa in esercizio dell’impianto di cantiere

Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto di cantiere, il datore di lavoro committente dell’impianto invia con apposita modulistica (tramite il competente SUAP) la dichiarazione di conformità all’ISPESL e all’ASL territorialmente competenti. La dichiarazione di conformità, redatta su moduli conformi agli allegati I e II del DM 37/08, deve essere correttamente compilata in ogni sua parte e firmata dal dichiarante / responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

La dichiarazione di conformità dell’installatore e la relativa lettera di trasmissione all’ISPESL e all’ASL, nonché il Verbali di avvenuta verifica  e gli allegati obbligatori e facoltativi, devono essere custoditi in cantiere a disposizione degli Organi di Vigilanza. A prescindere dalle verifiche anzidette è bene che durante l’esercizio dell’impianto vengano effettuati dei frequenti controlli a carattere visivo ad opera del capocantiere o da un addetto alla sicurezza.


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