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La normativa sullo smaltimento delle terre e rocce da scavo

Smaltimento delle terre e rocce da scavo, la normativa

Operative le semplificazioni sulla gestione e sull’utilizzo delle terre da scavo: eliminate le autorizzazioni preventive e predisposto un modello di controllo ‘ex post’, con l’autocertificazione e il rafforzamento del sistema dei controlli.

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Terre e rocce da scavo
(Fonte https://www.ordinearchitettiudine.it)

Cosa sono le terre e rocce da scavo secondo la normativa?

Le terre e rocce da scavo sono costituite da materiale che si origina dallo scavo di terreni vergini, dove sono assenti rifiuti (ad es. rifiuti da costruzione e demolizione, scorie ecc. ) o materiali di origine antropica.

Per il riutilizzo di terre e rocce da scavo ottenute quali sottoprodotti, si applica l’art. 186 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal Decreto Legislativo 16 gennaio 2008 n. 4 e da eventuali ulteriori successive modificazioni e con l’avvenuta integrazione dell’art. 185 con l’entrata in vigore della Legge 28 gennaio 2009 n. 2, con le precisazioni ed i chiarimenti riportati nei successivi articoli. Possono essere gestite come:

- Rifiuto (art. 183 comma 1 lett. a))                                   
- Sottoprodotto (art. 186)

Normativa sullo smaltimento delle terre rocce da scavo

Il DPR 120/2017, pubblicato sulla GU del 7 agosto 2017 ed entrato in vigore lo scorso 22 agosto, regolamenta l’utilizzo di terre e rocce qualificate come sottoprodotti in tutti i cantieri, attraverso disposizioni comuni e norme specifiche che si differenziano a seconda della dimensione del cantiere.

Il nuovo regolamento prevede procedure più spedite per attestare che le terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni soddisfino i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate sottoprodotti. Tale procedura non sarà più subordinata alla preventiva approvazione del piano di utilizzo da parte dell’autorità competente.

Il proponente, decorsi 90 giorni dalla presentazione del piano di utilizzo all’Autorità competente, potrà avviare la gestione delle terre e rocce da scavo nel rispetto del piano di utilizzo.

Fin dalla fase di predisposizione del piano di utilizzo, si prevede che i soggetti pubblici e privati possano confrontarsi con le Agenzie ambientali regionali e provinciali per le preliminari verifiche istruttorie e tecniche, anticipando lo svolgimento dei controlli di legge.

 E’ prevista, inoltre, l’eliminazione dell’obbligo di comunicazione preventiva all’autorità competente di ogni trasporto avente ad oggetto terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti, generate nei cantieri di grandi dimensioni.

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Prelievo di terra di scavo da smaltire
(Fonte https://www.insic.it/)

Possibili utilizzi delle terre e rocce da scavo secondo la normativa

Le terre e rocce da scavo, ottenute quali sottoprodotti, possono essere svincolate dalle disposizioni in materia di rifiuti ed utilizzate come sottoprodotti con due possibili destinazioni:

- per reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati purchè siano soddisfatte le seguenti condizioni:
- impiego diretto;
- utilizzo certo e integrale;
- assenza di trattamento o trasformazioni;
- tutela ambientale;
- provenienza;
- caratteristiche chimiche  e chimico-fisiche;
- dimostrazione dell’utilizzo.

- nei cicli industriali in sostituzione dei materiali di cava, purchè rispettino le condizioni elencate nell’art. 183, comma 1,  lett. p), e cioè:
- siano originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione;
- il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione, integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione o di utilizzazione preventivamente individuato e definito;
- soddisfino requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati per l’impianto dove sono destinati ad essere utilizzati;
- non debbano essere sottoposti a trattamenti preventivi o a trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di qualità ambientale di cui al punto 3), ma posseggano tali requisiti sin dalla fase della produzione;
- abbiano un valore economico di mercato.

Tipologie di interventi da cui si originano le terre e rocce da scavo

1) Interventi soggetti a VIA o Autorizzazione Integrata Ambientale

La sussistenza dei requisiti di cui al comma 1 dell’art. 186, nonché i tempi per l’eventuale deposito dei materiali di scavo in attesa di utilizzo, devono risultare da apposito progetto che è approvato dalla autorità titolare del relativo procedimento di VIA o AIA.
Quindi:
  a) Presentazione di domanda di autorizzazione di VIA o AIA
  b) Presentazione di apposito progetto di utilizzo delle terre e rocce da scavo
  c) Approvazione del progetto di utilizzo da parte della Autorità che rilascia l’autorizzazione di VIA o AIA

Il deposito dei materiali di scavo in attesa di utilizzo di norma non può essere superiore a 1 anno. Il deposito può essere fino a 3 anni, nel caso sia previsto il riutilizzo nello stesso intervento oggetto della autorizzazione.

2) Interventi soggetti al Permesso di costruire o alla Dichiarazione Inizio attività

La sussistenza dei requisiti relativi al comma 1 dell’art. 186 , nonché i tempi per l’eventuale deposito dei materiali di scavo in attesa di utilizzo, devono essere dimostrati e verificati nell’ambito della stessa procedura del Permesso di Costruire , se dovuto, o secondo le modalità della dichiarazione di inizio attività (DIA).
Quindi:
  a) Presentazione del Permesso di costruire o DIA con allegato il progetto di utilizzo
  b) Verifica della sussistenza dei requisiti nell’ambito della procedura
  c) Deposito non superiore a 1 anno

3) Interventi relativi a lavori pubblici non soggetti a VIA, AIA, PdC, DIA

Nel caso di produzione di terre e rocce da scavo nel corso di lavori pubblici non sottoposti a VIA, AIA, permesso di costruire e DIA, la sussistenza dei requisiti di cui al comma 1 dell’art. 186, nonché i tempi per l’eventuale deposito dei materiali di scavo in attesa di utilizzo, devono risultare da idoneo allegato al progetto dell’opera, sottoscritto dal progettista.
Quindi:
a) Presentazione del progetto dell’opera con allegato il progetto di utilizzo sotto forma di idoneo allegato tecnico dimostrativo della sussistenza dei requisiti e tempi di deposito.
b) Deposito non superiore a 1 anno

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Scavo di terreno roccioso
(Fonte https://www.edilportale.com)

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