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Il subappalto: cos’è e quali regole ci sono.

Il subappalto perchè viene utilizzato?

L'istituto del subappalto ha sempre presentato uno degli argomenti più interessanti all'interno della disciplina degli appalti pubblici in quanto, è una modalità per allargare la partecipazione ovvero uno degli strumenti di maggior apertura economico imprenditoriale sia per le medie imprese che per le piccole e micro imprese di cui è fortemente costituito il sistema imprenditoriale italiano.
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(Fonte: cngeologi.it)

Cos’è il subappalto e in cosa si differenzia dall’appalto

Il subappalto è un contratto derivato (o sub-contratto) in quanto con esso l’appaltatore incarica un terzo (subappaltatore) di eseguire, in tutto o in parte, l’opera o il servizio che egli stesso ha precedentemente assunto. Ne discende che al subappalto va applicata la stessa disciplina del contratto base, non diversamente da quanto avviene negli altri subcontratti (sublocazione, subcomodato), tranne quella che fa eccezione alla regola e che concede particolari benefici. 
La Corte di Cassazione ha più volte ribadito come la sorte del contratto di subappalto sia condizionata da quella del contratto principale (ad esempio, se il contratto di appalto è invalido o sottoposto a risoluzione, anche il subappalto subirà la stessa sorte).

Schema riepilogativo degli obblighi tra subappaltatore, appaltatore e committente

In sintesi:
Il subappaltatore è tenuto ad attestare all’appaltatore l’avvenuto versamento delle ritenute fiscali relative ai propri lavoratori dipendenti e dell’IVA riguardante le prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto;
L’appaltatore, prima del pagamento del corrispettivo, è tenuto a richiedere tale attestazione al subappaltatore, a pena di responsabilità solidale con quest’ultimo, e comunque ad esibirla al committente; inoltre in questi casi dovrà attestare alla committente l’avvenuto versamento delle ritenute fiscali relative ai propri lavoratori dipendenti e dell’IVA relativa alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di appalto;
Il committente prima del pagamento del corrispettivo, è tenuto a richiedere all’appaltatore la documentazione rilasciatagli dal subappaltatore, nonché quella attestante l’assolvimento dei suoi adempimenti, pena l’applicazione della sanzione amministrativa.

Il subappalto nel nuovo codice dei contratti pubblici

La disciplina del subappalto costituisce uno dei profili più discussi del nuovo codice dei contratti pubblici, di cui al D.lgs n.50/2016. La disposizione di riferimento all’interno del nuovo codice è l’art. 105.
Con questo articolo, il legislatore italiano, da un lato ha confermato alcuni aspetti della previgente disciplina (regime autorizzatorio, divieto di subappalto a cascata, etc.), dall’altro, ha previsto delle profonde innovazioni.
Guardando alla nuova disciplina, una prima importante conferma è rinvenibile all’interno del comma 1 dell’art 105, ove si riafferma il carattere di eccezionalità del ricorso al subappalto nell’esecuzione di opere e lavori da parte degli appaltatori. Pertanto, il subappalto, definito dal comma 2 dello stesso articolo come il contratto con il quale l’appaltatore affida a terzi l’esecuzione di tutto o parte delle prestazioni con lavorazioni oggetto del contratto dell’appalto principale, continuerà a costituire l’eccezione rispetto alla regola, l’esecuzione diretta, almeno nelle intenzioni del legislatore codicistico.

Novità introdotte per il subappalto

L’Ance (Associazione dei costruttori edili) ha pubblicato un vademecum sull’istituto del subappalto disciplinato dall’articolo 105 del nuovo Codice dei contratti pubblici. Il vigente Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha sensibilmente innovato la precedente disciplina del subappalto, sotto due aspetti particolarmente rilevanti. 
Riguardo al primo aspetto, se il d.lgs. n. 163/2006 prevedeva, all’art. 118, il limite del 30 per cento per le sole “categorie prevalenti”, le nuove disposizioni estendono tale limite all’importo complessivo dell’opera, riducendo così la quota di subappalto a disposizione dell’appaltatore. Un secondo elemento di novità è contenuto nella disposizione che impone, nei casi previsti, di indicare sin dalla fase di gara una terna di nominativi di (futuri) subappaltatori. 
Perché la Stazione Appaltante autorizzi il subappalto, l’aggiudicatario del contratto di appalto deve depositare il contratto di subappalto presso la stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di inizio dell'esecuzione delle prestazioni. Contestualmente al deposito del contratto, l’aggiudicatario deve trasmettere la certificazione sui requisiti del subappaltatore, la dichiarazione del subappaltatore attestante l'assenza dei motivi di esclusione di cui all'articolo 80. Nel caso in cui sia richiesta l’indicazione della terna, il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 80 deve essere dichiarato dal concorrente al momento della presentazione dell’offerta e la Stazione Appaltante compie una nuova verifica al momento dell’autorizzazione. L’affidatario deve acquisire una nuova autorizzazione integrativa qualora l'oggetto del subappalto subisca variazioni nel corso dell’esecuzione e l'importo dello stesso sia incrementato.

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