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L'architettura organica

L’architettura organica: cosa significa e chi sono stati i fondatori

Con il termine architettura organica si vuole definire quella branca dell’architettura moderna che punta tutto sull’armonia tra l’uomo e la natura e mira a creare un nuovo modo per far convivere uomo e natura, per creare equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale. 

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Robie House, Illinois, Usa, 1906-1909 arch. Frank Lloyd Wright (Fonte: https://franklloydwright.org/)

Cos’è l’architettura organica 

L'architettura organica è la tendenza architettonica moderna che ha avuto come caposcuola lo statunitense F. Lloyd Wright e i suoi diretti precedenti nell'opera di numerosi architetti, dagli inglesi Philip S. Webb (1831-1915) e Charles Voysey (1857-1941) fino allo statunitense Louis Henry Sullivan (1856-1924). L'architettura organica è quel Movimento dell'architettura che trae dalla natura e dalle leggi che la regolano i principi fondamentali della sua metodologia progettuale e mira a una concezione integrata dell'edificio, tesa a esprimere già nella pianta e nell'articolazione esterna anche le funzioni degli spazi interni e della sua abitabilità, inserendolo in un'urbanistica che risponda a funzioni non solo utilitarie, ma di svago, educative e sociali. Altri elementi che caratterizzano l'architettura organica sono l'uso di materiali naturali e un rapporto dialettico fra architettura, ingegneria e ogni altra scienza (dalla sociologia all'ecologia) che concorra alla costruzione di un ambiente umanamente. I principali esponenti dell’architettura  organica del movimento moderno sono Franck Lloyd Wright, Alvar Aalto e Mies Van der Rohe.

L’idea di architettura organica è strettamente collegata con quella di società organica. Si vuole creare infatti un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente modificando il modo di costruire ma anche il modo di vivere. Nel primo contesto, quello architettonico, ci sono dei principi guida per agire, molto chiari e concreti. E’ necessario ad esempio ridurre al minimo le partizioni e creare un’armonia dell’edificio con l’ambiente esterno rendendo l’abitazione più libera e abitabile.

Nel costruire le proporzioni devono essere logiche anche per le aperture interne ed esterne, meglio poi evitare le combinazioni di diversi materiali e invece incorporare organicamente gli impianti come elementi interragenti nella struttura dell’edificio. Anche l’arredamento, nell’architettura organica, deve assolutamente diventare parte integrante dell’edificio.

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Jacobs House (the Solar Hemicycle) Middleton, Wisconsin, Usa, 1943-1944 arch. Frank Lloyd Wright (Fonte: https://franklloydwright.org/) clima e contesto, anche in questo caso hanno giocato un ruolo fondamentale nelle scelte di progetto, la forma raccolta dell’emiciclo, il parziale interramento della parete nord, la soluzione distributiva delle camere rivolta verso l’interno della casa, gli stessi materiali impiegati come il legno e la pietra sono tutti elementi che rivelano una profonda riflessione sul tema della luce e del mantenimento del calore.

Frank Lloyd Wright e l’architettura organica

Frank Lloyd Wright è considerato tra i più importanti maestri dell’architettura contemporanea, fino ad oggi il massimo architetto statunitense, appartenente alla generazione che precede quella di Le Corbusier, Mies van der Rohe e Walter Gropius. Rimane di strema attualità l’interpretazione che Wright diede dello sviluppo del paesaggio contemporaneo e in particolare la sua visione organica del rapporto tra uomo e natura, formulata compiutamente nel libro "Architettura organica" del 1939. La tesi sostenuta da Wright si fonda sul superamento del concetto di oggetto inserito in un contesto; l’equilibrio tra la natura e l’artefatto poteva risolversi solo intendendo l’ambiente abitato dall’uomo come uno spazio unitario e interconnesso, un organismo da plasmare nella sua globalità e complessità.

Nell'architettura contemporanea il concetto di organicità ha conosciuto interessanti trattazioni teoriche e notevoli realizzazioni nell'opera di Frank Lloyd Wright; capisaldi della sua riflessione e della sua pratica architettonica furono l'inserimento dell'edificio nel contesto naturale, l'uso di materiali specifici adatti al luogo, la valorizzazione delle esigenze emotive dell'uomo. Solo in questo modo gli appariva possibile realizzare un'architettura in armonia con le leggi della natura. L'idea di costruire un'intera città "organica" portò Wright a elaborare il progetto di Broadacre City (1933), del tutto utopistico e irrealizzabile, il cui significato principale fu la negazione polemica del disordine delle innaturali metropoli americane. 

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Guggenheim Museum , New York, Usa, 1943-1954 arch. Frank Lloyd Wright (Fonte: https://www.wecanjob.it/)

Fallingwater: la casa sulla cascata

La casa sulla cascata è considerata ancora oggi uno dei massimi esempi di architettura organica e forse l’opera più celebre e conosciuta di Wright. Nel suo disegno, la casa sulla cascata è stata identificata come “l’apoteosi dell’orizzontalità”. Ala sequenza dei tre piani in cemento armato protesi nel vuoto, si contrappongono i setti verticali rivestiti in lastre di pietra che, posti a sostegno dell’intero edificio, rimangono arretrati sul versante del torrente. Le lunghe vetrate racchiudono lo spazio interno annullando il concetto tradizionalmente inteso di finestra e liberando la visuale verso la natura circostante. La continuità tra interno ed esterno è rimarcata dall’impiego dei medesimi materiali. I percorsi lavorano sul tema della luce e dello spazio, procedono tra il retro della casa  e la scarpata, tra il buio e la ristrettezza della sezione per sfociare negli ambienti, dilatati e colmi di luce, affacciati sul torrente.

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Fallingwater, Mil Run, Pennsylvania, Usa, 1935-1939 – arch. Frank Lloyd Wright  (Fonte: https://franklloydwright.org)


L’architettura organica in Europa e in Italia


La corrente organica europea ha trovato maggiore espressione nelle opere dell’architetto finlandese  Alvar Aalto. La biblioteca municipale di Viipuri (1927-1935) e i dormitori del MIT a Cambridge nel Massachusetts (1947) testimoniano la sua adesione a questo movimento e la sua dissociazione rispetto alle ricerche del razionalismo europeo. In Italia Bruno Zevi, dopo la seconda guerra mondiale, ha cercato di diffondere e sostenere l'architettura organica attraverso la fondazione dell'APAO (Associazione per l'architettura organica).

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MIT Baker House Senior Dormitory a Boston Cambridge, MA / USA (1947-49), arch. Alvar Aalto (Fonte: http://alvaraaltosarchitecture.blogspot.com)


L’architettura organica ai giorni nostri: l’architettura sostenibile


L’architettura organica è quel modo di fare architettura amica dell’ambiente e in grado di inserirsi nel contesto naturale senza turbare troppo gli equilibri preesistenti. Non è una questione di estetica solamente, si parla di materiali e di energie. L’architettura organica si oppone anzi all’idea di ricerca estetica fine a sé stessa, recrimina una propria indipendenza da ogni classicismo e si sente libera di interpretare ogni tema e ogni tipo di edificio o intervento che di volta in volta viene richiesto cercando di farlo in piena armonia con la natura.  Possiamo dire che Frank Lloyd Wright è stato il pioniere dell’architettura sostenibile che conosciamo ai giorni nostri. I suoi progetti, realizzati e non, prendevano spunto dalle materie prime impiegate ed era sensibilmente integrato con l'ambiente circostante.

La parola “sostenibilità” e l’etichetta “architettura sostenibile” dilagano tra architetti e designer fondamentalmente per due ragioni: funzionali e formali. L’architettura sostenibile progetta e costruisce edifici per limitare l’impatto ambientale, ponendosi come finalità progettuali l’efficienza energetica, il miglioramento della salute, del comfort e della qualità della fruizione degli abitanti, raggiungibili mediante l’integrazione nell’edificio di strutture e tecnologie appropriate.

Fare architettura sostenibile oggi significa saper costruire e gestire un’edilizia in grado di soddisfare al meglio i bisogni e le richieste dei committenti, tenendo conto già dalla fase embrionale del progetto i ritmi e le risorse naturali, senza arrecare danno o disagio agli altri e all’ambiente, cercando di inserirsi armoniosamente nel contesto, pensando quindi anche ad un riuso totale dello spazio e dei materiali. Oggi tutti gli architetti, famosi e non, progettano secondo i dettami dell’architettura sostenibile e tra i maggiori esponenti italiani riconosciuti in tutto il mondo sono sicuramente Renzo Piano e Mario Cucinella.

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SIEEB – Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building, Tsinghua University, Pechino, Cina, 2003-2006, arch. Mario Cucinella (Fonte: https://www.mcarchitects.it/)


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