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Scolo acque piovane nel giardino del vicino. Perchè non si può fare e cosa si rischia

Scolo acque piovane nel giardino del vicino. Perché non si può fare e cosa si rischia

Alzi la mano chi non hai mai avuto problemi con i propri vicini di casa per lo scolo delle acque piovane nella propria abitazione dalla loro. Il Codice civile regola i rapporti di vicinato in materia di acque, sia per quanto riguarda il loro scarico e il loro scolo, sia per quanto riguarda lo loro utilizzazione, dal momento che le opere eseguite da un proprietario possono limitare i diritti degli altri. Vediamo perché lo scolo dell’acqua piovana non può avvenire nel giardino del vicino e cosa si rischia.

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Scolo acque piovane (Fonte: arredailgiardino.it/)

Scolo acque piovane nel giardino del vicino: regolamento del Codice Civile

Il Codice civile stabilisce innanzitutto il principio di base secondo il quale il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino sul suo terreno e non può farle cadere nel fondo del vicino. Le acque, quindi, devono essere convogliate sul proprio fondo o, se esistenti, nei pubblici canali di raccolta; sta al proprietario costruire gronde o canali idonei alla raccolta e alla immissione nei pubblici colatoi.
Non bisogna confondere lo stillicidio delle acque dal tetto (art. 908 del Codice Civile) con lo scolo delle acque naturali disciplinato dall’art. 913 del Codice, il quale prevede che il fondo inferiore è soggetto a ricevere le acque che dal fondo più elevato scolano naturalmente, senza che sia intervenuta l’opera dell’uomo. Quindi, il proprietario del fondo inferiore non può impedire questo scolo, né il proprietario del fondo superiore può renderlo più gravoso.
La legge, in sostanza, impone al proprietario del fondo superiore il divieto di ogni manufatto che modifichi il deflusso naturale delle acque e legittima, quindi, il proprietario del fondo inferiore ad agire per il ripristino dello stato naturale dei luoghi. Il Codice, però, non vieta al proprietario di eseguire qualsiasi costruzione in grado di modificare il deflusso delle acque, ma soltanto quelle che alterino apprezzabilmente tale deflusso, rendendo più gravosa la condizione dell’uno o dell’altro fondo.
Al proprietario del fondo inferiore, invece, è consentita l’esecuzione di opere idonee a rendere meno gravosi gli scoli di acqua che il suo fondo è soggetto a ricevere da quelli più elevati, purché dette opere non ostacolino e non alterino il normale deflusso delle acque, né determinino la deviazione di queste verso altri fondi.

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Scolo acqua piovana nel giardino del vicino (Fonte: arredailgiardino.it/)

Scolo acque piovane nel giardino del vicino: tipologie

A livello giuridico, per giungere ad un inquadramento preciso degli scoli variamente nominati è necessario operare una distinzione tra scolo delle acque naturale e scolo derivato dall'opera dell'uomo, detto anche stillicidio.
Nel primo caso la norma di riferimento è l'art. 913 c.c. La norma riguarda per lo più luoghi nei quali l'opera dell'uomo non ha interessato il deflusso delle acque; a queste condizioni lo scolo è doveroso così com'è altrettanto doveroso il divieto di aggravare lo scolo medesimo.
Per quanto riguarda lo stilicidio la norma di riferimento è l'art. 908 del codice civile. In buona sostanza, giuridicamente parlando, quando si fa riferimento allo stillicidio, altro non si fa se non vietare lo scolo delle acque piovane nel fondo del vicino. Questo divieto, come ha ricordato la giurisprudenza, non riguarda solamente i tetti ma, più generalmente, tutte le costruzioni. L’artico 908 chiarisce altresì che se esistono "pubblici colatoi", cioè fognature pubbliche, le acque del tetto di A, non solo non devono essere immessa e nel fondo B, ma diventa obbligatorio convogliarle ed allacciarle alle suddette fognature.

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