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Tempi per il disarmo del calcestruzzo. Tempi, procedure, rischi

Tempi per il disarmo del calcestruzzo: tempi, procedure, rischi

Per disarmo del calcestruzzo si intende l'atto di smontare e rimuovere le armature provvisorie costruite per sostenere le strutture definitive durante la loro messa in opera. Esempi sono il disarmo delle strutture ad arco e a volta, il disarmo delle casseforme contenenti il getto di calcestruzzo e degli elementi di sostegno. Il disarmo viene effettuato quando il calcestruzzo ha raggiunto un sufficiente indurimento, tale periodo varia a secondo del cemento usato e delle condizioni climatiche presenti, temperatura, umidità dell'aria e vento.
I tempi di disarmo del calcestruzzo sono stabiliti dalle norme tecniche vigenti al momento dell'esecuzione dell'opera (per calcestruzzo di cemento normale si va da un minimo di 3 giorni ad un massimo di 28 giorni, per quello ad alta resistenza da un minimo di 2 giorni ad un massimo di 14 giorni; sono tempi solo indicativi).

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Disarmo dei getti in calcestruzzo (Fonte: www.arbloc.com)

Cosa si intende per disarmo del calcestruzzo

Il disarmo può avvenire solo quando il calcestruzzo ha raggiunto la resistenza necessaria per accettare le sollecitazioni previste nelle fasi successive di lavoro e comunque deve essere sempre autorizzato dal Direttore dei Lavori.
E’ un’operazione che deve avvenire con la massima cautela e gradualità, in modo da evitare le azioni dinamiche ed ogni sollecitazione non prevista. Normalmente non si effettua prima del 27° giorno dal getto e si procede togliendo per primi i rompitratta intermedi, poi quelli vicino ai cordoli o travi se ci sono ed infine quelli di eventuali sbalzi tipo pensiline o terrazzi nel caso sempre vi siano.
Si ricorda che per eseguire bene il lavoro di montaggio del solaio, sulla base di quanto descritto in vari articoli precedenti si è tenuto conto,  durante la messa in opera  dei travetti, con i rompitratta sorretti dai cristi, del D.M. 16/01/1996 relativamente alla presa dei travetti nei muri.
Si ricorda inoltre che  i travetti a traliccio, in caso di case in muratura devono essere  appoggiati sui muri d’ambito almeno la metà del muro e comunque non meno di cm. 12., mentre i travetti previsti in luce di solaio, devono avere dimensione pari alla luce netta fra le strutture portanti, e quindi essere colleghati a queste, mediante i ferri sporgenti e  sorretti dai banchinaggi perimetrali.

Il disarmo di tutto questo complesso di strutture di sostegno,  realizzato a suo tempo, deve perciò avvenire prendendo tutte le precauzioni di sicurezza possibili ed indossando il casco e gli indumenti di protezione previsti per legge.
Deve essere evitato di fare cadere in basso, in una sola volta,  una grande quantità di materiale di sostegno o di banchinaggio, bensì il disarmo va affrontato gradualmente e con la massima cautela.
Le tavole inchiodate, a mano a mano che vengono smontate vanno pulite dai chiodi sporgenti, e per questo si deve usare il martello da carpentiere e dove è necessario tenaglie o altro arnese.
Tutto il materiale non va ammucchiato alla rinfusa, ma va stivato in cantiere in luoghi ove non possa creare danno ai lavoratori. Sono semplici regole che se rispettate possono evitare danni anche gravi alle persone.

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Armatura di un getto di calcestruzzo (Fonte: www.ingegneri.info)

Muri in calcestruzzo armato: come si realizzano e con quali tecnologie

Il calcestruzzo armato (c.a.) unisce e completa due importanti materiali da costruzione: il calcestruzzo (cls) e l’acciaio. Il calcestruzzo ha una buona resistenza a compressione ma non a trazione mentre l’acciaio ha un’ottima resistenza a trazione. Questa fondamentale collaborazione è possibile grazie alla proprietà di aderenza delle barre e al confrontabile coefficiente di dilatazione termica dei due materiali.
Generalmente il c.a è costituito da calcestruzzo e da barre di acciaio, opportunamente sagomate e interconnesse, che vengono annegate al suo interno, soprattutto nelle zone dove è necessario far fronte agli sforzi di trazione.

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Casseforme per il calcestruzzo (Fonte: bindavide.blogspot.com)

Disarmo del calcestruzzo: operazioni da fare

Il processo che porta alla realizzazione del calcestruzo è lungo. La reazione chimica che trasforma l’impasto di inerti, cemento e acqua in materiale solido e resistente a compressione si divide in due parti: la presa e l’indurimento. La prima fase è la presa, che dura circa 24 ore, nella quale il materiale acquisisce una consistenza solida ma non ancora caratteristiche meccaniche. Con la seconda fase, ovvero l’indurimento (che avviene in 28 giorni circa) il materiale assume le sue caratteristiche meccaniche.
Visto che il calcestruzzo ha bisogno di tempo per prendere una forma propria e le sue caratteristiche meccaniche è necessario predisporre delle casseforme, un involucro nel quale sono annegate le barre di acciaio. Quando viene effettuato il getto di calcestruzzo allo stato fluido le casseforme lo “contengono” fino alla fine del processo di presa e dopo l’avvio del processo d’indurimento.
Le casseforme devono essere costituite da due pannelli, collegati tra loro tramite appositi distanziatori, ad una distanza uguale allo spessore del muro da costruire. I pannelli devono risultare verticali (controllo del filo a piombo) e non si devono deformare sotto il peso del getto del calcestruzzo. Dopo il getto del cls la cassaforma va lasciata per circa 48/72 ore (a seconda della stagione, dell’areazione e di altri fattori), ovvero fino a quando il getto abbia conseguito una resistenza meccanica tale da garantire l'assorbimento delle sollecitazioni a cui la struttura è sottoposta subito dopo il disarmo. A questo punto la cassaforma perde la sua funzione e può essere rimossa perché la struttura è ormai in grado di autoportarsi.

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