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Cosa vedere a Vicenza

Cosa vedere a Vicenza: patrimonio mondiale UNESCO

Vicenza è stata istituita dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Visitare Vicenza, significa essenzialmente andare sulle tracce della vita e delle opere di Andrea Palladio. Tutti i monumenti più rappresentativi della città sono opera dell’architetto vicentino. Si parte da Piazza dei Signori, con la Basilica Palladiana e il Palazzo del Capitaniato, si prosegue con l’eccezionale Teatro Olimpico, si scopre la complessità della produzione palladiana attraversando il Corso Palladio. Si resta meravigliati dalle linee armoniche di Villa La Rotonda. Poi Vicenza è accogliente, si gira a piedi, si mangia bene ed è ospitale. In questa pagina vi consigliamo cosa vedere a Vicenza durante una breve vacanza o un week end.

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Piazza dei Signori a Vicenza (Fonte: it.wikipedia.org)

Piazza dei Signori

Splendido e armonioso esempio di piazza italiana, Piazza dei Signori è il centro commerciale e sociale di Vicenza. La visita può iniziare dalle due colonne: quella con il leone di San Marco (1473) fu costruita in occasione della sottomissione alla Repubblica di Venezia mentre quella con il Cristo Redentore (1647) in onore della città e dei suoi cittadini. Oltre le colonne, sulla sinistra, si incontra il capolavoro del Palladio: la Basilica (vedi punto 2) con accanto la Torre Bissara alta 82 metri. Sul lato destro c’è il Palazzo del Monte di Pietà con al centro la facciata della Chiesa di San Vincenzo. Il Monte di Pietà fu istituito nel 1486 dal beato Marco da Montegallo contro il dilagare dell’usura. Le inferriate al piano superiore difendevano i depositi in cui erano conservati i beni impegnati. Oltre il Monte di Pietà c’è il Palazzo del Capitaniato, costruito da Andrea Palladio nel 1565 per dare una degna sede al capitanio, il rappresentante della Repubblica di Venezia. La facciata con le quattro colonne introduce a una loggia a volte, sormontata da un salone che oggi ospita le riunioni del consiglio comunale. Le colonne sono in mattone solo perché Andrea Palladio non ebbe tempo di ricoprirle con l’intonaco bianco, come si nota alla base dei capitelli. Il lato destro del palazzo è decorato con statue, stemmi e decorazioni che celebrano la vittoria veneziana alla battaglia di Lepanto nel 1571.


Basilica Palladiana a Vicenza

La prima cosa da dire è che la Basilica Palladiana non è una basilica, nel senso che non è un luogo di culto. Palladio scelse questo nome per ricordare l’antica Roma in cui le basiliche erano i luoghi dove si gestiva la politica e gli affari importanti. Infatti quest’opera, che rappresenta la summa dell’architettura palladiana, prese il posto dell’antico Palazzo della Ragione. Per costruire questo capolavoro ci vollero 60mila ducati e tutta la pietra bianca di Piovene Rocchette, sull’Altopiano di Asiago. Con uno scalone in marmo si accede alla loggia superiore da cui si entra nella terrazza con la caratteristica copertura in rame a carena rovesciata.

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Basilica palladiana a Vicenza (Fonte: www.theartpostblog.com)

Teatro Olimpico di Vicenza

Il Teatro Olimpico di Vicenza è un vero incanto per gli occhi del visitatore ed ha una straordinaria importanza per l’arte europea. Fino al 1580, quando Andrea Palladio riceve l’incarico di costruirlo, non esistevano in Europa teatri stabili. Le rappresentazioni si facevano in luoghi improvvisati, come i cortili, le piazze o i saloni dei palazzi nobiliari. Purtroppo Palladio riuscirà solo a presentare i disegni ma non ne vedrà mai la realizzazione che sarà portata avanti da suo figlio Silla. Resta comunque evidente il suo genio nella progettazione. Ispiratosi ai teatri romani, Palladio progetta una cavea ellittica con gradinate e un colonnato con statue. Il vero capolavoro, però, è il palcoscenico con un proscenio su due ordini aperto da tre arcate e ritmato da semicolonne, con edicole, nicchie, statue e bassorilievi. Tutto concorre a dare uno straordinario effetto di profondità. Il capolavoro si completa con la prima rappresentazione nel Carnevale del 1585: viene scelto l’Edipo Re di Sofocle, e la scenografia riproduce le sette vie di Tebe. L’incarico viene affidato a Vincenzo Scamozzi che crea un piccolo miracolo nel miracolo riproducendo un gioco prospettico che aumenta ulteriormente l’effetto di profondità. La scenografia è così ben riuscita che nessuno ha avuto il coraggio di rimuoverla, e oggi è ancora lì.

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Teatro olimpico a Vicenza (Fonte: www.touringclub.it)

Corso Andrea Palladio a Vicenza

Prendendo una qualsiasi delle stradine alle spalle della Basilica Palladiana si incrocia il Corso Andrea Palladio, la strada principale di Vicenza, ovviamente intitolata al genio. Luogo di shopping e di passeggiate dei vicentini, in gran parte costeggiata da portici, il corso racconta la storia della città veneta con i palazzi quasi tutti progettati dal Palladio, le botteghe, i musei e le chiese.
I due estremi sono Piazza del Castello, da cui inizia il nostro itinerario, a Piazza Matteotti. Si susseguono Palazzo Thiene Bonin Longare, l’incompiuto Palazzo Porto Breganze, la Chiesa di San Filippo neri con due tele del Solimena, Palazzo Trissino – Baston oggi sede del Comune, collegato con un passaggio al Palazzo del Capitaniato in Piazza dei Signori. Avvicinandosi a Piazza Matteotti si incrociano di seguito Palazzo Ca’ d’Oro Chiesa di San Gaetano Thiene, la chiesa della Santa Corona in cui è conservata una spina della corona di Gesù che viene esposta al pubblico il venerdì Santo. In questa chiesa fu sepolto Andrea Palladio prima che le spoglie venissero trasferite nel cimitero maggiore di Vicenza. Il successivo Palazzo Leone Montanari è famoso per la straordinaria collezione di icone russe, la più grande del mondo al di fuori della Russia. Giunti a Piazza Matteotti meritano una visita approfondita due capolavori del Palladio: il Teatro Olimpico (vedi punto 3) e Palazzo Chiericati.

Palazzo Chiericati a Vicenza

Quando il nobiluomo Girolamo Chiericati dà a Palladio l’incarico di costruire il suo palazzo, all’artista vicentino viene concessa un’occasione che fino a quel momento gli era sfuggita: poter costruire un palazzo che affacciasse su uno spazio aperto, senza dover tener conto dei limiti che si era trovato ad affrontare con tutti gli altri palazzi cittadini stretti nelle strade. Palladio potè, così, non solo costruire in grandi dimensioni ma anche utilizzare soluzioni che di solito riservava alle ville e non alle residenze cittadine. Il palazzo è composto da un corpo centrale con due ali simmetriche leggermente arretrate, dotate di grandi logge al livello del piano nobile. Per difendere Palazzo Chiericati dalle frequenti inondazioni e dai bovini che ogni giorno si vendevano nel mercato della piazza, Palladio rialza la residenza su un podio a cui si accede dalla scalinata centrale. Oggi il palazzo ospita la Pinacoteca Civica di Vicenza. Nei secoli diversi lasciti hanno costruito il patrimonio del museo che oggi raccoglio opere di Tintoretto, Veronese, Van Dyck, Luca Giordano, Tiepolo, Cima da Conegliano. Ricca la collezione di arte contemporanea lasciata dall’editore vicentino Neri Pozza, tra cui opere di Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Ottone Rosai, Vedova, Mafai, Arturo Martini, Picasso. A queste si sono aggiunte le opere lasciante nel 2012 dal marchese Giuseppe Roi, con un centinaio tra dipinti, sculture e incisioni di Manet, Pisarro, Picasso, Sargent, Rosso, Boldini, Pisanello, Garofalo, Canaletto, Giambattista Tiepolo.

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Palazzo Chiericati a Vicenza (Fonte: www.vvox.it)

Villa La Rotonda a Vicenza

Negli ultimi 500 anni viaggiatori da tutto il mondo, illustri o meno, sono arrivati a Vicenza con l’obiettivo di ammirare da vicino Villa La Rotonda. Goethe, che se ne intendeva di bellezza, scrisse che “Forse mai l’arte architettonica ha raggiunto un tal grado di magnificenza” . Quando l’ecclesiastico vicentino Paolo Almerico gli chiede una dimora fuori città in cui ritirarsi, Palladio vede avverarsi uno dei suoi desideri: la possibilità di costruire una villa-tempio anche se poi nei suoi libri la collocherà nei palazzi realizzati e non nelle ville. La villa ha quattro facciate uguali con scalinate, sei colonne e un timpano triangolare. La sala centrale è circolare (da cui prende il nome la villa) e sovrastata da una cupola. Tutta la costruzione rimanda al Pantheon di Roma, che, per la prima volta nella storia, venne preso come riferimento per la realizzazione di un edificio civile. La decorazione degli interni, susseguitasi per secoli, non è meno splendida degli esterni. Il culmine si raggiunge nella grande sala centrale, con una balconata che arriva fino alla cupola affrescata con allegorie della vita religiosa. La parte bassa è decorate con finte colonne e giganteschi figure di dei della mitologia greca.

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Villa "La Rotonda" di Andrea Palladio a Vicenza (Fonte: www.villalarotonda.it)

La Loggia Valmarana a Vicenza

Percorrendo il Corso Palladio all’altezza di Piazza Castello, una piccola deviazione nei Giardini Salvi permette di scoprire uno scorcio meno conosciuto ma molto bello di Vicenza: la Loggia Valmarana. Si racconta che molti amori vicentini siano nati e si siano giurati amore eterno in questo scorcio romantico della città. Placidamente poggiata sull’acqua della roggia Seriola, la Loggia Valmarana fu progettata da Andrea Palladio o da un suo allievo molto bravo e attento allo stile del maestro. Le sei colonne ed il frontone triangolare che si riflettono nell’acqua ne fanno uno dei soggetti più fotografati di Vicenza, Secondo la volontà di Leonardo Valmarana, che ne commissionò la costruzione, doveva essere un luogo di incontro di intellettuali e artisti. Si arriva alla loggia attraversando i Giardini Salvi, recentemente risistemati.

Villa Valmarana "ai Nani" a Vicenza

La prima cosa che ci si chiede quando si visita la villa è “Cosa ci fanno tutte queste statue di nani sul muro di cinta?”. In effetti, queste sculture in abiti settecenteschi sono una presenza strana che, secondo la leggenda, erano i custodi di un’infelice fanciulla, figlia del signore della villa e affetta da nanismo. Per non farla dispiacere, il padre assumeva solo custodi e servitori nani: il giorno che la ragazza vide un principe di altezza normale, si lanciò dalla torre e i nani rimasero pietrificati allo sguardo della morta. Seppur simpatica, non è la leggenda ad attrarre i visitatori alla villa ma gli affreschi interni di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. A Villa Valmarana padre e figlio si spartiscono gli ambienti: il padre affresca la Palazzina e il figlio la Foresteria, anche se in alcuni ambienti lavorano insieme. Giambattista, ormai maturo, sceglie di dipingere i grandi temi epici: Ifigenia in Aulide, Iliade, Eneide, Orlando Furioso, Gerusalemme Liberata. Il figlio Giandomenico, più giovane e con uno stile diverso, affresca la Stanza Cinese, la Stanza dei Contadini, la Stanza delle Stagioni, la Stanza del Carnevale. La Stanza degli dei dell’Olimpo con la celebre Venere, però, è opera del padre.

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Villa Valmarana a Vicenza (Fonte: it.wikipedia.org)




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