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Barriere architettoniche condominio

Barriere architettoniche condominio: normativa, quando c’è l’obbligo e come fare

La propria casa dovrebbe essere sinonimo di accoglienza, benessere e accessibilità: una ovvietà non sempre effettiva nella pratica, costringendo le persone con disabilità a vivere male in casa propria. Questo vale sia per persone con disabilità ma anche per esempio per gli anziani che si muovono con difficoltà. In particolare affrontiamo il problema delle barriere architettoniche presenti nei condomini, quali sono le leggi di riferimento, a chi bisogna rivolgersi e cosa fare.

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Abbattimento barriere architettoniche (Fonte: www.vitasalutebenessere.it)

L’abbattimento delle barriere architettoniche è uno dei temi chiave nella progettazione di un ambiente sicuro, tanto pubblico quanto privato. Le normative a tutela delle persone con menomazioni temporanee o permanenti hanno fissato in parametri rigidi e chiari le linee guida da seguire per l’eliminazione di ostacoli di tale fattura, i quali troppo spesso vengono lasciati irrisolti.

Cosa sono le barriere architettoniche?

Le barriere architettoniche sono elementi che limitano o impediscono ai disabili di utilizzare uno spazio o un servizio. Una barriera architettonica potrebbe essere tale per alcune persone e non rappresentare una difficoltà per altre e le leggi in materia servono a definirle e a eliminare qualsiasi ambiguità. Per una definizione di barriera architettonica si può fare riferimento al Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1996, n. 503, che al punto 2 recita:

Per barriere architettoniche si intendono:

  1. gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea
  2. gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti
  3. la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.”
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Installazione di un ascensore in un condominio (Fonte: www.retecaad.it)


Superamento barriere architettoniche: normativa

Nel nostro paese, la legge di riferimento è la Legge 13/1989, insieme al suo regolamento di attuazione, il Decreto Ministeriale D.M. 14 giugno 1989, n.236. La legge identifica le “disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” e comprende anche gli edifici residenziali pubblici, di nuova costruzione o da ristrutturare. La Legge 13/89 prevede anche i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici già esistenti, destinati alle persone che hanno limitazioni di movimento.

Il Decreto attuativo identifica con precisione “le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata”.

I tre criteri fondamentali contenuti e descritti nel decreto sono accessibilità, adattabilità e visitabilità:

  1. Accessibilità: un edificio e le sue unità immobiliari e ambientali sono accessibili se anche le persone che hanno capacità motoria o sensoriale ridotta o impedita possono entrare e vivere gli spazi e utilizzare le attrezzature presenti in sicurezza e autonomia
  2. Visitabilità: i luoghi privati come la casa e il posto di lavoro sono visitabili se chi ha capacità motorie o sensoriali ridotte o impedite può raggiungere gli spazi di relazione e almeno un bagno
  3. Adattabilità: uno spazio viene modificato per renderlo accessibile e fruibile anche da persone che hanno capacità motorie o sensoriali ridotte o impedite.
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Installazione ascensore in un condominio (Fonte: www.edilportale.com)

Superamento barriere architettoniche in condominio

Quando l’edificio privato è un condominio e sono necessari lavori di superamento delle barriere architettoniche, oltre alla Legge 13/89 entra in gioco anche la Legge 220/2012, che ha adeguato i vecchi articoli del Codice Civile risalenti agli anni Quaranta, stabilito nuove regole per i condomini e normato gli interventi straordinari come l’abbattimento delle barriere architettoniche, definendo il processo di approvazione durante le assemblee condominiali.
La legge 13/1989 prevede e definisce i contributi ai quali può accedere chiunque voglia intraprendere un’opera di abbattimento delle barriere architettoniche in caso di presenza di persone con disabilità motoria e per i non vedenti. Anche l’installazione di montascale e miniascensori fa parte degli interventi che godono dei benefici economici, non solo all’interno di un’abitazione, ma anche nelle parti comuni di un edificio come per esempio le scale all’interno di un condominio.

I contributi sono a fondo perduto e si quantificano in base alla spesa prevista per gli interventi, vanno richiesti al comune di residenza, che effettua le verifiche previste per legge e, se non ci sono impedimenti,li eroga dopo l’emissione delle fatture che certificano gli interventi fatti e le spese sostenute. Nel caso specifico dell’installazione di un montascale o di una piattaforma elevatrice, si può far ricorso alle agevolazioni fiscali come le detrazioni IRPEF per le ristrutturazioni edilizie e le agevolazioni per il superamento delle barriere architettoniche. L’IVA è al 4% e la detrazione è pari al 19% per l’acquisto dei mezzi per la deambulazione, la locomozione, il sollevamento e l’accompagnamento delle persone con ridotte capacità di movimento autonomo.

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