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Organizzazione del cantiere

Organizzazione del cantiere: edilizia in sicurezza

Secondo l’articolo 89 e l’allegato X del  D. Lgs. 81/2008, un cantiere temporaneo o mobile, corrisponde ad un qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile. Questi cantieri “temporanei” (opere transitorie, funzionali alla realizzazione dell'opera di ingegneria) che possono essere fissi o mobili e che ospitano una grande varietà di attività e spesso la coesistenza di attività e aziende diverse, devono avere un’idonea organizzazione. E, in questo senso, “ogni cantiere rappresenta un caso a sé che va accuratamente studiato, analizzato e progettato prima della sua organizzazione”.

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Edilizia in sicurezza per l’organizzazione del cantiere (Fonte: www.labformazione.it)

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L’organizzazione del cantiere e la sicurezza dei lavoratori

Le peculiarità di un cantiere edile sono chiaramente evidenziate nella vigente legislazione sulla sicurezza dei lavoratori la quale, tra l’altro, definisce 2 figure ad hoc: il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione. La stessa scelta del nome coordinatore  indica dove è posta la maggiore necessità di attenzione ai fini della tutela della salute dei lavoratori. La dinamicità del cantiere e la contemporanea presenza di competenze afferenti a differenti organizzazioni, fanno sì che esso risulti un luogo intrinsecamente pericoloso, ben al di là delle specifiche attività che vi si svolgono. Queste ultime, si noti, risulteranno tanto più ripetitive, con conseguentemente maggiore prevedibilità degli eventi potenzialmente dannosi per i lavoratori, quanto maggiore sarà il loro contenuto specialistico.

L’introduzione della doppia figura del coordinatore chiarisce come differente sia la natura del coordinamento stesso da esercitare:

  • in fase di progettazione, il coordinamento tra i progettisti sarà evidentemente finalizzato ad una adeguata pianificazione delle lavorazioni, volta in particolar modo alla individuazione della più conveniente (anche ai fini della sicurezza) successione di esse e delle più opportune tecniche costruttive
  • in fase di esecuzione, il coordinamento richiesto sarà chiamato a tener conto di tutte le specificità che si evidenzieranno nella conduzione e nello sviluppo delle lavorazioni in relazione alle imprese reali chiamate a svolgere tali lavorazioni e di tutte le condizioni al contorno, nonché della necessità di frequenti aggiornamenti dovuti, ad esempio, a ritardi o avverse condizioni meteo.

Per entrambe le attività di coordinamento, il modificarsi fisico del contesto durante lo sviluppo dell’opera costituisce ulteriore aggravio di cui tenere conto durante le attività di analisi e pianificazione.

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La sicurezza nei cantieri edili (Fonte: www.polizialocale.com)

Come si organizza il cantiere?

Nella fase di progettazione e sistemazione delle aree di cantiere, a partire dalla planimetria del sito “si determinano l'area operativa del cantiere, la viabilità, le infrastrutture e gli edifici circostanti”. Senza dimenticare l'importanza di “eventuali vincoli inerenti l'area circostante (ad es.: presenza di linee elettriche adiacenti il cantiere, ecc.) relativamente ai quali il Coordinatore durante la Progettazione dell’opera (CSP) ha “l'obbligo di indagare, prioritariamente alla redazione del PSC. Ovviamente il CSP, in questa fase iniziale, dovrà aver ricevuto ogni informazione inerente i dati di progetto e dovrà avere chiara la consistenza delle risorse, in termini di uomini e mezzi, funzionali alla realizzazione dell'opera”. E “la distribuzione delle diverse aree, all'interno del cantiere, deve garantire l'operatività delle lavorazioni da svolgere al suo interno, in funzione della sicurezza dei lavoratori e, naturalmente, della produzione del cantiere stesso”.
Il documento, che si sofferma su vari aspetti pratici (oreografia del terreno, condizioni climatiche, presenza di acqua e energia, ...), mette poi l’accento sulle interazioni del cantiere con il sito ed il contesto ambientale, con riferimento “all'impatto del cantiere sul luogo di esecuzione dei lavori, in termini di analisi del possibile interscambio di rischi interferenti tra le attività previste in cantiere e le diverse attività preesistenti”.

Programmare l’attività cantieristica significa:

  • organizzare temporaneamente le lavorazioni nelle diverse fasi
  • organizzare l'agibilità dello spazio di cantiere
  • organizzare approvvigionamenti e movimento dei materiali
  • organizzare la manodopera

Quali competenze bisogna avere?

Gestire l'organizzazione del lavoro nel cantiere richiede delle competenze tecnico professionali e delle abilità minime. Le abilità minime sono le seguenti:

  • Programmare l’attività cantieristica in ragione delle necessità tecniche e nel rispetto della programmazione finanziaria dell’opera
  • Definire procedure di esecuzione dei lavori nel rispetto del piano generale della sicurezza
  • Monitorare i rischi della sicurezza relativa all'ambiente di lavoro
  • Verificare il grado di osservanza degli standard di sicurezza

Le conoscenze essenziali sono invece:

  • Organizzazione e funzionamento del cantiere edile
  • Metodologie per la pianificazione e controllo dei progetti
  • Tecniche di gestione delle risorse umane e di organizzazione dei cantieri
  • Tipologie e prestazioni delle macchine e delle attrezzature
  • Principi di gestione economico-finanziaria e metodologie per la redazione e l’utilizzo dei libri contabili
  • Principi comuni e aspetti applicativi della legislazione vigente in materia di sicurezza nei cantieri
  • Regole e modalità di comportamento generali e specifiche nei cantieri
  • Misure preventive, protettive e integrative rispetto a quelle contenute nei PSC


Il BIM, il 4D e l’organizzazione del cantiere

La metodologia BIM può essere convenientemente applicata alla gestione dei cantieri e alla sicurezza dei lavoratori. Ecco le modalità e i possibili scenari.

La metodologia BIM, come noto, chiede di realizzare il modello della costruzione mediante la creazione dei modelli virtuali relativi alle varie professionalità coinvolte. Oltre ai noti modelli (strutturale, architettonico, impiantistico) altri modelli potrebbero essere richiesti, secondo UNI 11337, da specifici obiettivi fissati per ciascuna fase di lavoro prevista. Certamente da annoverare tra essi è il modello del cantiere. Sino ad oggi l’attività di progettazione del cantiere è risultata essenzialmente statica e di carattere documentale, avvalendosi, talvolta di ausili grafici o tridimensionali. Ma l’utilizzo delle tecnologie BIM apre le porte ad una modalità di operare concettualmente differente per vari motivi.


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