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Come funzionano gli inceneritori

Come funzionano gli inceneritori

L'inceneritore o termovalorizzatore è un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti, con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione. Gli impianti presenti al momento in Italia si trovano per lo più nelle regioni del Nord. Il processo si basa sull’incenerimento dei rifiuti da cui si ottiene energia elettrica. Da anni, queste strutture sono al centro dei dibattiti per quanto riguarda l’inquinamento.

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Termovalorizzatore di Brescia (Fonte: www.bresciaoggi.it)

Tipologie di inceneritori e di rifiuti

Gli inceneritori possono essere di quattro tipi:

  • a griglie, 
  • a letto fluido, 
  • a forno rotativo  
  • a focolare multi-step. 

La maggior parte degli impianti presenti in Italia e in Europa sono “a griglia”. Le principali categorie di rifiuti destinate agli inceneritori sono invece due: i rifiuti solidi urbani (piccoli imballaggi, carta sporca e stoviglie di plastica, ad esempio) e quelli speciali non pericolosi (derivanti da attività produttive di industrie e aziende). Prima di essere bruciati, i rifiuti possono essere trattati per separare ed eliminare le parti non combustibili (come vetro e metalli) e la frazione umida (l’organico). Le “ecoballe” che si ottengono sono definite “combustibile derivato dai rifiuti”.

Cos’è e come funziona un inceneritore

Un inceneritore è un impianto industriale di incenerimento, tramite combustione, dei rifiuti. E' essenzialmente composto da un forno all'interno del quale vengono bruciati i rifiuti, a volte anche con l'ausilio di gas metano che serve ad innalzare la temperatura di combustione nel caso il CDR non abbia sufficienti caratteristiche di potere calorifico; il calore prodotto porta a vaporizzazione l'acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, e il vapore così generato aziona una turbina che trasforma l'energia termica in energia elettrica. Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti è recuperato e utilizzato per produrre vapore, che poi genera energia elettrica o termica.

Il processo di smaltimento in un inceneritore a griglie si compone di sei fasi principali:

  1. Arrivo dei rifiuti
  2. Combustione
  3. Produzione del vapore
  4. Produzione di energia elettrica
  5. Estrazione delle ceneri
  6. Trattamento dei fumi

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Negli inceneritori i rifiuti diventano energia senza però eliminare il problema dell’inquinamento (Fonte: www.lastampa.it)


Inceneritore vs riuso e riciclo dei rifiuti

Il termine "termovalorizzatore" però, è in realtà inappropriato, oltre che fuorviante, per il semplice motivo che il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perché l'intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso (raccolta differenziata, trattamento e riciclo).

E' anche vero che pure il termine inceneritore potrebbe risultare "riduttivo", poiché in effetti gli inceneritori o termovalorizzatori producono anche energia, ma le caratteristiche peculiari di un inceneritore restano la combustione, con conseguente rilascio in atmosfera di inquinanti sottilissimi e dannosi alla salute, e la produzione di ceneri di scarto che, è bene ricordarlo, rappresentano in peso il 30% del rifiuto in ingresso bruciato. Ciò significa che comunque, al termine del processo di incenerimento, i rifiuti in entrata vengono eliminati solo per il 70% del loro volume, creando quindi un ulteriore problema, quello dello smaltimento delle ceneri stesse.
Per quanto riguarda le emissioni inquinanti, questi impianti sono dotati di sistemi di controllo che dovrebbero garantirne un rilascio ridotto, anche se permangono dei dubbi sull'effettiva efficacia della misurazione di tale impatto, poiché le altissime temperature (anche superiori ai 1.000°) utilizzate nel processo di combustione producono nano particelle finissime che sfuggono al controllo.

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Nuovo termovalorizzatore nel cuore di Copenaghen (Fonte: www.neveitalia.it)

Difetti degli inceneritori

Attualmente, nessun sistema di filtraggio oggi disponibile sul mercato è in grado di trattenere le particelle inquinanti (particolato) con diametro inferiore ai 2,5 nanometri: è questo il principale problema di qualunque inceneritore, ed allo stesso tempo la causa di un inquinamento "sconosciuto" (i misuratori di particelle inquinanti arrivano a misurare solo diametri superiori), che desta allarme presso i cittadini e la comunità scientifica.
L'utilizzo degli inceneritori come pratica di smaltimento può essere criticata soprattutto per l'idea sbagliata che trasmette, e cioè che sia più semplice sbarazzarsi dei rifiuti bruciandoli anziché valorizzarli. 

In realtà, agendo sulla prevenzione, la riduzione dei consumi e dei rifiuti e la raccolta differenziata, è facile dimostrare non solo che l'intero processo di riciclo è assolutamente più rispettoso dell'ambiente e della salute, ma anche economicamente più conveniente.




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