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Come ridurre i rifiuti domestici

Come ridurre i rifiuti domestici: si può e si deve fare

Basta davvero poco per ridurre i rifiuti domestici e produrne tutti meno. Ridurre i rifiuti domestici quelli che ciascuno di noi, ciascuna famiglia, ciascuna casa o ufficio, produce ogni giorno, è un traguardo che ormai è alla portata di tutti, con nuovi stili di vita intitolati alla regola aurea di “non sprecare”. Vediamo in questo articolo come ridurre i rifiuti domestici.

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Come ridurre i rifiuti domestici (Fonte: www.ideegreen.it)

Come ridurre i rifiuti domestici: consigli pratici

Bisogna dire che per prima cosa il modo più intelligente e corretto per ridurre la produzione di rifiuti domestici sta negli usi e nelle abitudini che ogni cittadino e che ognuno do noi ha, per esempio cercando di fare una spesa intelligente, sprecare di meno e lavorare sulla raccolta differenziata, che ormai ogni comune chi più chi meno la fa. Ma al di là della raccolta differenziata e degli inceneritori la cosa da fare è cambiare le nostre abitudini anche alimentari.  E quindi, si può immaginare che ogni italiano possa provare a diminuire la sua produzione di rifiuti di 100 chilogrammi l’anno.

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ENEA 8 buone pratiche per ridurre i rifiuti domestici (Fonte: www.casaeclima.com)

 Ecco alcuni consigli pratici su come ridurre i rifiuti domestici:

  1. Partire dalla spesa. Come ridurre i rifiuti passa innanzitutto da una spesa intelligente, una buona abitudine che in molte famiglie, purtroppo, è andata smarrita. Basterebbe quando si fa la spesa acquistare quello che è strettamente necessario e usare una o due buste di plastica rigida o di tela da usare ogni volta che si fa la spesa senza acquistare ogni volta alla cassa le buste di carta o plastica. Infatti il risparmio comincia dalle nostre abitudini e una di quelle più odiose è di usare tantissime buste di plastica quando se ne può fare tranquillamente a meno. Un buon modo per dare un taglio a questo spreco è utilizzare sacchetti di stoffa che oltre ad essere riutilizzabili tutte le volte che vogliamo sono anche più resistenti. Scegliere prodotti con il marchio europeo (Ecolabel), il marchio di certificazione concesso ai prodotti che nel loro ciclo di vita hanno prodotto il minor impatto ambientale.
  2. Meno imballaggi. Cominciamo a comprare i prodotti sfusi, in molti negozi alla spina è possibile e in questo modo si risparmia sugli inutili imballaggi. Infine il “riutilizzo” dovrebbe diventare il nostro mantra. Al lavoro, ad esempio, portiamo la bottiglietta d’acqua da casa, riempiendola ogni volta, invece di acquistarla tutti i giorni. Con questi negozi dove puoi comprare prodotti sfusi avrai tre risultati: un risparmio nella spesa, la certezza di acquistare prodotti di qualità, e una riduzione dei rifiuti.
  3. Usate acqua del rubinetto. Le nostre città possono vantare una straordinaria acqua del rubinetto. Non acquistare acqua imbottigliata comporta un notevole risparmio in termini di imballaggi e non solo. Un altro modo per non sprecare tantissima plastica è avvalersi dei sistemi di filtraggio dell’acqua che si stanno difendendo sempre di più sul mercato.
  4. Meno usa e getta e più oggetti riciclabili. C’è stato un momento nel quale sembravamo prigionieri dell’usa e getta: dagli utensili da cucina agli spazzolini, passando per i rasoi e gli oggetti per l’igiene. Adesso finalmente stiamo iniziando a capire che l’usa e getta quando non è indispensabile, rischia di trasformarsi in un vero spreco. A forza di moltiplicare gli oggetti che poi puntualmente facciamo finire nella spazzatura, si rischia di aumentare il conto degli acquisti. E sicuramente si contribuisce alla montagna di rifiuti da smaltire. Ora in Europa finalmente con una nuova legge verrà bandita definitivamente dal 2020 la plastica usa e getta.
  5. In cucina usa gli avanzi. Anche sul cibo possiamo risparmiare, sprecare meno e ridurre così i rifiuti. Innanzitutto cerchiamo di non comprare di più di quello che serve e quello che avanza o lo si mangia il giorno dopo oppure si possono inventare nuovi piatti, torte salate o altro per riutilizzare il cibo che altrimenti andrebbe buttato via, un po’ come facevano una volta le nostre mamme o nonne, quando c’era forse più fame e meno soldi, e non si buttava via nulla.
  6. Riduci il volume del rifiuto. La riduzione dei rifiuti domestici riguarda, oltre che la loro quantità, anche la loro voluminosità. Comprimere il volume della spazzatura, pressando ad esempio le bottiglie di plastica o le lattine, permette ai cassonetti di contenere una maggiore quantità di rifiuti e ai mezzi di trasporto della nettezza urbana di fare un numero minore di viaggi.
  7. Scegli prodotti durevoli, riparabili e intercambiabili. Moltissimi oggetti che acquistiamo e usiamo quotidianamente hanno un ciclo di vita breve: quando si rompono, il più delle volte non sono riparabili, oppure la loro riparazione risulta più costosa dell’acquisto di un pezzo nuovo (es. stampanti per computer). In altri casi, a usurarsi è solo una parte dell’oggetto, ma non è prevista la sua sostituzione e, dunque, diviene necessario riacquistare l’intero prodotto. È importante dunque fare attenzione alla qualità del prodotto e alla possibilità di sostituirne o ripararne le singole componenti.
  8. Preferisci il vuoto a rendere. Si tratta di un sistema che consente di ridurre la produzione di rifiuti con un notevole risparmio di materie prime. Generalmente, il vuoto a rendere è previsto per i contenitori in vetro di bevande analcoliche, acqua, latte ecc.
  9. Scegli il “formato famiglia”. Uno stesso prodotto è spesso disponibile in diverse soluzioni per l’acquisto: per le merci che non hanno scadenza a breve termine evita di acquistare prodotti “monodose” in quanto necessitano di essere confezionati singolarmente, causando una maggiore produzione di rifiuti da imballaggio da smaltire. Preferisci, ad esempio, il formato “famiglia” che consente non solo di ridurre la quantità di imballaggi, ma anche di conseguire un notevole risparmio economico.
  10. Infine acquistare verdura e frutta sfusa e non quella confezionata nelle vaschette di plastica. Fare lo stesso con gli affettati, le carni e i formaggi. Acquistare il latte dai distributori alla spina, riutilizzando le bottiglie in vetro e usate sempre le pile ricaricabili anziché quelle usa e getta.



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