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Cosa fare nel caso di ritrovamenti archeologici?

Cosa fare nel caso di ritrovamenti archeologici?

L'Italia è il paese con il maggior numero di beni protetti dall'Unesco, ciò è dovuto anche a una delle maggiori concentrazioni di reperti archeologici al mondo. Molti di questi si trovano ancora nascosti nel sottosuolo delle nostre città, ma anche in zone di campagna, o comunque in località dove un tempo si sono affermate forme di comunità e di vita sociale, con il conseguente accumulo di oggetti di vita quotidiana così importanti per noi. Ovviamente non bisogna nascondersi il problema dell'impossibilità di tutelare un così vasto patrimonio nella sua interezza, con tutti i vincoli burocratici e di legge che spesso sono conseguenza di un ritrovamento. Cosa fare, dunque, nel caso di ritrovamenti archeologici e a chi rivolgersi?

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Cosa fare in caso di ritrovamento di reperti archeologici (Fonte: www.baritoday.it/)

Cosa fare nel caso di un ritrovamento archeologico?

Prima di tutto è buona regola è fotografare e lasciare il reperto esattamente dove si è rinvenuto, cercando sia di garantire che non venga danneggiato, sia di mantenere il riserbo sulla scoperta. Un oggetto antico, per quanto possa apparire integro o in buone condizioni, è fragile. Spostandolo si potrebbe correre il rischio di privare tutti noi di una enorme quantità di informazioni.

In seguito, il cittadino deve provvedere a denunciarne entro 24 ore il ritrovamento alle forze dell'ordine, alla Soprintendenza oppure al sindaco del Comune di appartenenza. È severamente vietato qualsiasi tipo di intervento di pulizia sul reperto archeologico. Lavarlo, strofinarlo, anche spolverarlo da polvere e terra rischierebbe di cancellarne per sempre le informazioni utili alla sua datazione, ed è bene che di questo aspetto si occupi chi ne ha la competenza professionale. Lo scopritore ha però facoltà di rimuovere il reperto, per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione, sino alla visita dell´autorità competente e, ove occorra, di chiedere l´ausilio della forza pubblica. Le spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.

In ultimo, è molto importante sapere che lo Stato tiene in grande considerazione l'autore di una scoperta di un reperto archeologico, ed è pertanto prevista una ricompensa per chiunque scopra un oggetto antico e ne faccia regolare denuncia, attraverso un premio in denaro o con una parte degli stessi ritrovamenti.

Cosa succede se si ritrova un reperto archeologico in cantiere?

Il ritrovamento durante i lavori edili di reperti archeologici rientra tra le cause di forza maggiore e comporta la sospensione dei lavori ai fini dell’acquisizione del parere della competente Sovraintendenza.

Nell’ambito della gestione dei lavori, il protocollo introduce una innovativa figura, il cosiddetto ‘archeologo di cantiere’: un profilo professionale altamente specializzato capace di assicurare il monitoraggio dei lavori sul campo sotto la supervisione della stazione appaltante dei lavori. La presenza di professionalità specifiche per la disciplina archeologica all’interno di Anas intende facilitare il processo di risoluzione dell’interferenza archeologica grazie alla gestione unificata dei rapporti e dei processi tra le Istituzioni coinvolte e sarà possibile coniugare riduzione dei costi, tutela del patrimonio, contenimento temporale dell’intervento archeologico.

Quali sono le principali sanzioni per violazioni in materia di rinvenimenti di reperti archeologici?

Secondo l´art. 175 del Codice è punito con l´arresto fino ad un anno e l´ammenda da euro 310 a euro 3.099:
  • chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di cose indicate all´art. 10 senza concessione, ovvero non osserva le prescrizioni date dall´amministrazione;
  • chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto dall´art. 90 comma 1, le cose indicate nell´art. 10 rinvenute fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea.

Secondo l´art. 176 è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 31 a euro 516,50 chiunque si impossessa di beni culturali appartenenti allo Stato. La pena è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 310 a euro 1.033 se il fatto è commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dall´art. 89. La pena applicabile è ridotta da uno a due terzi qualora il colpevole fornisca una collaborazione decisiva o comunque rilevante per il recupero dei beni illecitamente sottratto o trasferiti all´estero.

Secondo l´art. 178 è punito con la reclusione da tre mesi a quattro anni e con la multa da euro 310 a euro 3.099:
  • chiunque, al fine di trarne profitto, contraffa, altera o riproduce un´opera di pittura, scultura o grafica, ovvero un oggetto di antichità o di interesse storico o archeologico;
  • chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in commercio, o detiene per farne commercio, o introduce a questo fine nel territorio statale, o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti;
  • chiunque, conoscendone la falsità, autentica opere o oggetti contraffatti, alterati o riprodotti;
  • chiunque, mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizioni di timbri o etichette o con qualsiasi altro mezzo, accredita o contribuisce ad accreditare come autentici oggetti contraffatti, alterati o riprodotti conoscendone la falsità.

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