Orari per rumori in condominio

Orari per rumori in condominio

I rumori in condominio, sono una delle maggiori fonti di liti tra vicini. Vedremo quali sono quelli ammessi, le fasce di tolleranza, e quelli che sono considerati un vero e proprio reato. 

Al di là della sintetica disciplina contenuta nel codice civile, il regolamento di condominio non deve necessariamente prevedere degli orari di silenzio dei condomini. Pertanto, in assenza di appositi divieti approvati dai proprietari degli appartamenti (da votarsi all’unanimità), varrà la disciplina legale. Partiamo dunque da cosa prevede la legge in caso di rumori molesti condominiali.

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Rumori in condominio: cosa si può fare e cosa no (Fonte: www.condexo.it)

Rumori di condominio: cosa dice la legge?

Va chiarito subito che, per il codice civile, non esistono delle fasce orarie predefinite durante le quali poter fare rumori in condominio o meno. Spetta al buonsenso di ognuno capire quando poter eseguire determinati lavori o faccende, e quando no. Nel caso questo non avvenisse, a decidere è il giudice, che si esprime per ogni singolo caso. Non vi è infatti una legislazione che stabilisca una soluzione unica per tutti, cui attenersi. Entrano spesso in gioco proprio le regole condominiali, che possono stabilire regole specifiche per lo specifico condominio. Queste regole possono infatti stabilire orari in cui mantenere il silenzio assoluto, bandendo ogni rumore, compresi quelli che il codice civile ritiene tollerabili.



Il codice civile dice solo questo: il proprietario di un immobile (quindi anche un appartamento) non può contestare al vicino i rumori da questi prodotti se non superano la normale tollerabilità. Quindi, solo i «rumori intollerabili» possono essere vietati. Qui si ferma la legge e rimanda ogni ulteriore interpretazione al giudice. Da come facilmente si intuisce, il codice non dice nulla a riguardo di:
  • orari in cui fare silenzio;
  • orari in cui è possibile fare le pulizie di casa;
  • orari e i giorni in cui è possibile far venire le ditte per i lavori agli appartamenti;
  • soglie di decibel oltre le quali il rumore si considera intollerabile;
  • soglia del volume di televisione e stereo, ecc.

Queste valutazioni spettano al giudice il quale decide caso per caso, sulla base delle situazioni concrete. Possono influire sulla valutazione del giudice i seguenti elementi:
  • destinazione dell’immobile
  • collocazione dell’immobile
  • isolamento dell’immobile
  • orario dei rumori
Tali elementi fanno sì che il magistrato chiamato a decidere la controversia possa stabilire se il rumore si considera rientrante nella normale tollerabilità o meno.


Regole condominiali per rumori

La norma del codice civile viene in gioco solo se il regolamento di condominio non prevede regole diverse. Poiché però si tratterebbe di divieti che incidono sull’uso che il singolo condomino può fare della propria casa, tali regole devono essere approvate all’unanimità, diversamente non hanno valore.
Ben potrebbero aversi situazioni miste, dove il regolamento va a integrare la norma del codice civile, disciplinando specifiche ipotesi. In tali casi conviverebbero la disciplina generale (sull’intollerabilità dei rumori) e quella particolare del regolamento. È il caso, ad esempio, in cui siano indicati orari e giorni specifici durante i quali possono lavorare le ditte di ristrutturazione o viene consentito suonare gli strumenti musicali.

Il regolamento di condominio potrebbe peraltro stabilire specifici orari di silenzio dei condomini. Gli effetti sarebbero i seguenti:
  • nelle fasce orarie “di silenzio”, indicate dal regolamento, scatterebbe il divieto di produrre qualsiasi tipo di rumore, anche quelli tollerabili secondo il codice civile (ovviamente non si può impedire a una persona di camminare o di accendere un tv a basso volume);
  • nelle altre fasce orarie resta il limite generale del codice civile che vieta solo i rumori intollerabili.


Cosa fare e come posso difendermi in caso di rumori in condominio?

Non sempre se il vicino fa rumore è possibile presentare un esposto o una denuncia o querela. Difatti, solo quando il rumore viene percepito da tutto il circondario scatta il reato di disturbo del riposo delle persone ed è possibile chiamare i carabinieri o la polizia (si pensi al cane nel cortile che disturba i condomini dei palazzi attorno; alla festa sulla veranda e alla musica irradiata per tutta la strada; ecc.).
Quando invece il rumore dà fastidio solo ai proprietari del piano di sopra e di sotto, o ai dirimpettai, con esclusione di tutti gli altri condomini, non c’è alcun reato. In tale ipotesi l’unica soluzione è una lettera di diffida per l’interruzione dei rumori molesti e, in caso di indifferenza, una causa civile di risarcimento del danno.

L’amministratore di condominio può essere chiamato a intervenire solo se il regolamento prevede apposite norme sul rumore e non in tutti gli altri casi (il suo compito è infatti quello di far rispettare il regolamento e non la legge).

Leggi anche questo articolo: Regolamento Condominiale 2019



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