Il fattore di luce diurna, Normativa

Il fattore di luce diurna: cos’è, come si calcola e qual è la normativa


Il fattore medio di luce diurna è il rapporto tra l'illuminamento così come misurato in un punto dell'ambiente interno e quello misurato all'esterno, su una superficie orizzontale esposta alla volta celeste senza alcuna ostruzione in una condizione di cielo coperto.

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L’importanza della giusta illuminazione naturale e del fattore medio di luce diurna (Fonte: www.mansarda.it)

Cos’è e a cosa serve

Nel Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975 si definiscono alcuni standard minimi abitativi, tra cui l’altezza dei soffitti, i metri quadrati complessivi e delle singole stanze a seconda della destinazione d’uso. Viene anche fissato un parametro che riguarda l’illuminazione naturale degli interni: il fattore luce diurna medio.

Il fattore di luce diurna medio è il parametro che ha lo scopo di valutare l’illuminazione naturale diurna degli ambienti chiusi. Gli apporti di luce naturale di cui può beneficiare uno spazio confinato sono:

  • Luce diretta imputabile a fonti naturali esterne (Sole, cielo);
  • Riflessi imputabili a superfici esterne;
  • Riflessi multipli dati da superfici interne.

È una misura espressa in percentuale, la normativa richiede un fattore minimo per considerare il locale adatto alla destinazione. I valori minimi variano a seconda della destinazione d’uso. Per i locali residenziali è il 2%.

Controllo dell’illuminazione naturale: il fattore medio di luce diurna

Il parametro che misura l’illuminazione naturale all’interno di un ambiente è il fattore medio di luce diurna definito dal rapporto, espresso in percentuale, tra l’illuminamento medio degli spazi interni di un edificio e l’illuminamento contemporaneamente presente su una superficie orizzontale situata all’esterno che riceva, senza irraggiamento solare diretto, la luce dell’intera volta celeste. Il fattore medio di luce diurna, pur essendo notevolmente influenzato da diverse variabili, consente di quantificare in modo sufficientemente attendibile il livello di illuminazione naturale all’interno dei locali di un edificio.

Esistono due metodi di valutazione di questa prestazione:

  1. La prova in opera
  2. Il calcolo analitico.

1) Valutazione mediante prova in opera

Il valore del fattore medio di luce diurna di un locale viene determinato eseguendo contemporaneamente due misure dell’illuminamento con un apparecchio, detto luxmetro: la prima all’interno del locale in esame, per ricavare l’illuminamento interno medio; la seconda all’aperto su una superficie orizzontale in modo che il luxmetro possa essere investito, in assenza di irraggiamento solare, dalla luce proveniente dall’intera volta celeste, per ricavare l’illuminamento esterno.

Il fattore medio di luce diurna Ƞm risulta quindi:
Ƞm= Ei/Ee x 100

2) Valutazione mediante calcolo

Il fattore medio di luce diurna Ƞm può essere calcolato applicando la seguente relazione:
Ƞm = Ɛi (ti x Ai x ɸi)/ S x (1 - rm )

Dove:
ti = coefficiente di trasparenza del vetro della finestra (ti = 0.8 per serramenti con un solo vetro, ti = 0.6 per serramenti con doppi vetri)

Ai = area della parte vetrata della finestra, cioè al netto dei montanti e delle traverse del serramento, espressa in mq

S = area delle superfici interne dell’ambiente, espressa in mq

Rm = coefficiente medio di rinvio delle superfici interne del locale

Ɛi = fattore finestra, corrispondente al rapporto tra l’illuminamento della finestra e la radianza del cielo

ɸi = coefficiente di riduzione del fattore finestra, conseguentemente all’arretramento della finestra rispetto al filo della facciata.

E’ importante sottolineare che le condizioni di illuminamento degli ambienti dipendono anche dai colori adottati all’interno del locale, oltre che dalle dimensioni e dalla posizione delle finestre. Spesso, anzi, la scelta dei colori più appropriati è la strada più corretta per evitare vetrature troppo estese, con conseguenti problemi di contenimento delle dispersioni.

Normativa: prescrizioni di legge riguardanti l’illuminazione e la ventilazione dei locali

Il D.M. 5-7-1975 impone che ciascun locale di abitazione goda, oltre che delle superfici minime richieste, di un fattore medio di luce diurna maggiore o uguale al 2%. Per gli stessi ambienti è anche richiesto ai fini della ventilazione che il rapporto tra l’area delle finestre e l’area del pavimento del locale sia maggiore o uguale a 1/8 (rapporto aeroilluminante RAI).

Per avere un quadro completo della normativa relativa al requisito del fattore di luce diurna medio per l’edilizia residenziale, scolastica e ospedaliera si dovrà fare riferimento a tutte le seguenti fonti normative:

  • Decreto ministeriale Sanità 05/07/1975;
  • Decreto ministeriale 18/12/1975;
  • Circolare Ministero Lavori Pubblici n° 13011 22/11/1974.

Leggi anche questo articolo: L'importanza della giusta illuminazione

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