Registro rifiuti

Registro rifiuti: cos’è e come si compila?

Il registro rifiuti di carico/scarico è un vero e proprio registro di contabilità dei rifiuti e costituisce prova della tracciabilità dei rifiuti, della loro produzione e del loro invio a recupero o smaltimento; vi sono annotati i movimenti di carico e scarico dei rifiuti.

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Tutto quello che c’è da sapere sul registro rifiuti (Fonte: www.noloeambiente.it)

Cos’è il registro rifiuti?

I registri di carico e scarico dei rifiuti devono essere numerati e vidimati dalle Camere di Commercio. La Camera di Commercio competente per la vidimazione dei registri di carico e scarico è quella della provincia in cui ha sede legale l'impresa o quella della provincia in cui è situata l'unità locale presso la quale viene tenuto il registro di carico e scarico (D.Lgs. 4/2008 e D.Lgs. 152/2006).

Quando di parla di carico si intende quando un rifiuto viene prodotto, quando un’azienda si “carica” di un qualsiasi rifiuto e per movimenti di scarico quando il rifiuto viene conferito ad un trasportatore e quindi quando esce dalla ditta di produzione. I movimenti di carico devono essere annotati entro dieci giorni lavorativi dalla data di effettiva collocazione di un rifiuto nel deposito temporaneo, mentre i movimenti di scarico devono essere annotati entro dieci giorni lavorativi dalla data di prelievo dei rifiuti da parte del trasportatore. Il registro rifiuti di carico/scarico prima del suo utilizzo deve essere vidimato alla Camera di Commercio dove ha sede l’unità locale del produttore dei rifiuti e conservato a cura del produttore dei rifiuti per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione.

Chi ha l’obbligo di tenere il registro rifiuti

Sono obbligati alla compilazione e tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti:

  1. gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi di cui alle lettere c) e d) del comma 3 dell'articolo 184 e di rifiuti speciali non pericolosi da potabilizzazione e altri trattamenti delle acque di cui alla lettera g) del comma 3 dell'articolo 184
  2. gli altri detentori di rifiuti, quali enti e imprese che raccolgono e trasportano rifiuti o che effettuano operazioni di preparazione per il riutilizzo e di trattamento, recupero e smaltimento, compresi i nuovi produttori e, in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa navale o ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto ai sensi dell'articolo 188-ter, comma 1, ultimo periodo
  3. gli intermediari e i commercianti di rifiuti


Com’è fatto un registro rifiuti?

Il registro rifiuti è composto da una prima facciata dove bisogna inserire i dati generali del produttore di rifiuti, come:

  • Ditta: bisogna inserire il nome, la ragione sociale dell’azienda (Malu srl),
  • Residenza o domicilio: indicare la sede legale della ditta (Via Artigianale 15-17),
  • Codice fiscale: indicare il codice fiscale dell’azienda (02471290987)
  • Ubicazione dell’esercizio: inserire i dati relativi alla vostra Unità Locale,
  • Attività svolta: barrare l’attività che interessa tra quelle proposte,
  • Tipo di attività: non va compilata da tutti ma solo in caso di imprese che effettuano operazioni di recupero e smaltimento,
  • Registrazione: inserire il numero e la data della prima registrazione (al momento della prima registrazione) e il numero e la data dell’ultima registrazione quando si compila l’ultima registrazione del registro carico/scarico,
  • Caratteristiche del rifiuto: sono solo dati informativi e non c’è nulla da compilare. Sono elencati tutti i possibili tipi di rifiuti e le loro caratteristiche fisiche.

Poi c’è la sezione relativa alle operazioni di carico dove bisogna barrare l’operazione di riferimento, in questo caso un carico e la data dell’operazione in corso, per esempio se è la prima volta che si sta producendo un rifiuto nell’anno 2019, l’operazione di rifermento sarà 1/19. Fatto questo bisogna indicare il CER, ovvero lo specifico codice di identificazione che indica cosa si sta producendo e la sua relativa descrizione, come da catalogo europeo. Subito sotto bisogna indicare lo stato fisico del rifiuto che può essere: 1. Solido pulverulento, 2. Solido non pulverulento, 3. Fangoso palabile, 4. Liquido. Poi se il rifiuto è pericoloso bisogna indicare anche la classe di pericolosità (HP) corrispondente al rifiuto. Infine nella terza colonna inseriamo la quantità del rifiuto prodotto, è consigliabile scriverlo in kilogrammi.

Per finire c’è la sezione relativa allo scarico che è leggermente più complessa di quella di carico, anche se le prime tre colonne rimangono quasi identiche si deve avere l’accortezza di collegarlo ad un formulario di riferimento. Nello spazio” Riferimento operazioni di carico” è necessario richiamare il numero del registro riferito all’operazione di carico dello stesso rifiuto. In altre parole devo segnare quali operazioni di carico, precedentemente avvenuti, sto scaricando con quella manovra.

Tutte le pagine del registro rifiuti devono essere numerate in ordine crescente, a volte con la vidimazione capita che le pagine si incollino, è importante non saltarne nessuna. Purtroppo nei registri rifiuti non sono ammessi errori o mancanze, se dovesse esserci un controllo, il produttore di rifiuti può andare incontro a gravi sanzioni sia legali che penali.

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