Differenze tra vetro e vetro temperato

Differenze tra vetro e vetro temperato: come si riconosce e quali sono le caratteristiche


Il vetro temperato è un vetro monolitico che è stato sottoposto a lavorazioni o trasformazioni per poter essere utilizzato in edilizia. Vediamo in questo articolo quali sono le principali differenze tra vetro normale e vetro temperato e quali sono le loro maggiori applicazioni nei vari campi.

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Lastre di vetro temprato (Fonte: comefare.fixool.com)

Differenze tra vetro normale e vetro temperato: caratteristiche

Il vetro è un solido che è ricavato dalla polvere di vetro. Si tratta di una sottile sabbia composta per la maggior parte da dall’ossido di silicio oppure dall’ossidiana, particolare materiale il quale ha origine da eruzioni vulcaniche. Per ottenere il vetro solido, la sabbia viene fatta sciogliere grazie alle alte temperature di particolari forni che si trovano esclusivamente nei laboratori di vetreria. Il vetro si liquefa e viene messo dentro uno stampo e raffreddato. Se il vetro presenta anche un piccolo difetto, questo viene scartato perché compromette l’integrità della superficie. Il vetro ha diverse applicazioni in diversi campi, per esempio gli oggetti in vetro sono molto pregiati, soprattutto se sono realizzati a mano. Il design è un campo che utilizza molto questo materiale perché è adattabile e rendere diverse forme. I vasi in vetro di design sono molto pregiati grazie a un particolare studio di progettazione.

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Il vetro temprato è una tipologia particolare di vetro che vanta però caratteristiche superiori. Per realizzare questa tipologia di vetro, la lastra normale di vetro viene sottoposta a un trattamento processo termico che si chiama tempra. La lastra di vetro deve essere tagliate nelle giuste dimensioni e devono essere eseguite tutte le altre fasi di finitura prima di sottoporre il vetro a tempra. La lastra di vetro è messa in forno fino a raggiugere alte temperature e poi viene raffreddata dai 600°c ai 300°c, per ottenere uno shock termico che aumenta la resistenza di 6 volte. Questo procedimento crea una compressione superficiale tale da aumentare la resistenza meccanica e termica del materiale rendendolo notevolmente più flessibile e più facilmente sottoponibili alle diverse sollecitazioni.

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Un'immagine ingrandita di cosa accade a un vetro temprato
frantumato (Fonte: www.vetrocom.com)


Caratteristiche del vetro temprato

Come abbiamo detto precedentemente il vetro temperato o vetro temprato è così chiamato perché subisce un procedimento chiamato “tempra”. La tempra serve a rendere il vetro molto più resistente ed elastico, infatti:

  • ha una resistenza alla rottura 6-7 volte superiore a quella di una lastra di vetro non temperata;
  • resiste a temperature che si avvicinano ai 250 °C;
  • ha una resistenza meccanica all’urto 4 volte maggiore del vetro ricotto;
  • resiste a una certa pressione di piegatura.

Il vetro temprato però dopo questo procedimento il vetro non può essere lavorato ulteriormente, poiché si rischia di romperlo o spaccarlo. Il vetro temperato mantiene le sue caratteristiche a lungo negli anni, poiché resiste a urti e sollecitazioni.

Il vetro temperato è chiamato anche di “sicurezza” questo perché quando si rompe lo fa in tantissimi piccoli pezzi smussati e arrotondati. Proprio questa caratteristica lo rende un vetro di sicurezza impedendo di ferirsi alle persone che vengono in contatto con il vetro rotto, riducendo al minimo gli infortuni. Per verificare che sia stata effettuata una buona tempra, secondo la norma Europea UNI EN 12150, per un vetro di 6 mm e in un quadrato di 5 cm x 5 cm si dovrebbero ottenere circa quaranta frammenti.

Come riconoscere il vetro temprato?

Non è cosa semplice riconoscere un vetro temperato da uno normale. Secondo la normativa vigente, ogni vetro temperato dovrebbe avere una sua etichetta di identificazione, un marchio, inciso a laser, o in altro modo purché ne sia garantita la non rimozione. Una cosa che si può fare è ispezionare con molta attenzione i quattro angoli del vetro, alla ricerca del marchio di identificazione apposto dal fabbricante. Esso dovrebbe riportare sia il codice di sicurezza che l’informazione di chi l’ha prodotto. Nel caso in cui non dovreste riscontrare alcun logo, continuate la vostra ispezione, volgendovi all'esame dello spessore. Sappiate che il vetro temperato è molto più spesso di un vetro standard, fino a 5 volte.

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Inoltre nel vetro temprato, non vi troverete degli spigoli vivi, ma tutti risulteranno particolarmente smussati. Il vetro temperato, una volta colpito dalla luce, vi darà una distorsione delle immagini riflesse, diversamente dal vetro normale. Il processo di riscaldamento provoca in esso delle deformazioni, pur se di lieve entità, molto semplici da identificare. Vi basterà posizionare il vetro in orizzontale e osservarlo molto da vicino, in varie direzioni, per individuarne la presenza o meno, al suo interno, di segni di imperfezioni. Magari potranno essere delle piccole striature color biancastro oppure delle ondulazioni lievi della superficie, causate dall'uso dei rulli durante la fase di fabbricazione.

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Un’altra classica applicazione del vetro temprato sono
le pellicole per proteggere gli schermi dei telefonini (Fonte: www.cipcipstore.it)

Quali sono gli impieghi del vetro temprato?

Il vetro temperato a differenza del vetro normale è utilizzato per moltissime cose, soprattutto indoor:

  • è impiegato per costruire pareti divisorie all’interno della casa, pareti che servono a distinguere due spazi ma che contemporaneamente fanno passare molta luce.
  • in bagno è impiegato per la costruzione di box doccia. Essendo a stretto contatto con le persone il vetro temperato permette di non rendere gravi eventuali incidenti domestici.
  • il vetro temperato, per la sua particolare robustezza, trova largo impiego nella realizzazione di elementi senza struttura portante.
  • nei negozi, invece, è utilizzato per le vetrine grazie alla sua caratteristica di alta resistenza agli urti.
  • per la costruzione dell’esterno dei palazzi in vetro.
  • nei finestrini e parabrezza delle automobili.


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