Iva agevolata al 10 e al 4

Iva agevolata al 10 e al 4: quando, come e perchè

Per favorire ulteriormente la riqualificazione del patrimonio immobiliare, l'agenzia delle entrate, ha ridotto l'Iva da pagare su beni "finiti" e servizi. In particolare per l'acquisto dei beni "finiti" (ovverosia prodotti per l’impianto idraulico, di riscaldamento od elettrico, sanitari per i bagni, infissi ecc.) si pagherà un'aliquota Iva diversa in base alle opere che state eseguendo. Vediamo di fare chiarezza e di capire chi può usufruire Iva agevolata 10 e al 4.

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Iva agevolata al 10% e 4% (Fonte: www.maxricas.com)

Iva agevolata al 10%: come ottenerla e quando può essere applicata

L’Iva agevolata al 10% è un agevolazione prevista dal D.P.R. 633/1972, senza alcun limite di tempo, per i lavori di ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo, e con la Finanziaria 2010 è stata resa permanente anche per i lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria (che inizialmente esclusi dal beneficio dell’Iva agevolata).

Trattandosi di un regime agevolato previsto in presenza di determinate condizioni, il contribuente è tenuto a rilasciare una dichiarazione (ai sensi del D.P.R. 445/2000) con la quale attesta la sussistenza dei requisiti previsti per l’ottenimento del suddetto beneficio, cioè che sia rispettata la tipologia di lavori e che l’immobile, sul quale gli stessi insistono, sia ad uso abitativo privato.
L'Iva agevolata al 10% e al 4% si applica sia alle prestazioni di lavoro che all’eventuale fornitura di beni e materiali. Se, però, quest’ultimi costituiscono una parte significativa del valore complessivo della prestazione, e la prestazione riguarda un lavoro di manutenzione ordinaria o straordinaria, l’Iva agevolata al 10% si applica solo sull’importo risultante dalla differenza tra valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi. Su questi beni significativi, quindi, l’Iva agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

Quali sono i beni significativi

Il regime dell’Iva agevolata al 10% esplica i suoi effetti  sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali. Se trattasi di beni di valore significativo, l’aliquota ridotta si applica soltanto sul valore della prestazione. Tale limite di valore deve essere individuato sottraendo dall’importo complessivo della prestazione (rappresentato dall’intero corrispettivo dovuto dal committente) il valore dei beni significativi.

I beni significativi sono stati espressamente individuati dal decreto 29 dicembre 1999. Si tratta di:

  • ascensori e montacarichi
  • infissi esterni e interni
  • caldaie
  • video citofoni
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
  • sanitari e rubinetteria da bagni
  • impianti di sicurezza.


Iva agevolata al 4%

Il regime dell’Iva agevolata al 4% esplica i suoi effetti nei confronti di tutte le fatture derivanti da contratti di appalto relativi all’esecuzione di opere complessivamente necessarie per la costruzione della prima casa. In tal senso l’aliquota dell’Iva agevolata al 4% si applica alle spese derivanti dalla realizzazione delle opere murarie, dell’impianto elettrico, dell’impianto di riscaldamento, idrico e così via.

Per accedere all’aliquota agevolata dell’Iva per la realizzazione della prima casa è necessario che si concretizzino una serie di requisiti soggettivi (relativi al soggetto richiedente le agevolazioni) e oggettivi (ovvero relativi al fabbricato).

Tra i requisiti soggettivi emergono i seguenti:

  • l’acquirente non deve essere titolare esclusivo
  • L’immobile in questione deve essere ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha la residenza
  • Anche l’ampliamento della prima casa sconta l’applicazione dell’aliquota IVA del 4%,
  • Per ciò che riguarda il tema dei beni finiti il regime dell’agevolazione dell’IVA al 4% si applica quando l’acquisto di tali beni deve essere effettuato direttamente dal committente per la realizzazione della sua prima abitazione


In presenza di specifiche condizioni, l’Iva può essere applicata anche ad aliquota ulteriormente ridotta del 4%. La norma di riferimento è il D.P.R. 633/1972 che al n. 24, dell’allegata tabella A, parte II, prevede l’aliquota IVA del 4% per la cessione dei beni finiti nell’ambito di interventi edilizi agevolati.

In particolare, per usufruire dell’Iva agevolata al 4% devono sussistere tre condizioni:

  • l’oggetto della cessione deve riguardare beni “finiti”
  • i beni finiti devono essere utilizzati per uno degli interventi edilizi “agevolati” per i quali è prevista l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta 4% o 10%;
  • l’acquirente deve rilasciare una dichiarazione di responsabilità circa l’utilizzo dei beni finiti stessi; è inoltre opportuno che venga allegata la fotocopia del titolo abilitativo necessario per effettuare l’intervento edilizio (DIA, SCIA, Comunicazione Inizio Attività o Permesso di costruire).

Tale agevolazione è applicabile quando i beni finiti siano stati acquistati sia da un soggetto che effettua l’intervento in economia, sia da parte di chi esegue i lavori in appalto o subappalto. Naturalmente, anche in questo caso, l’acquirente (es.: subappaltante installatore) dovrà rilasciare al commerciante un’apposita dichiarazione di responsabilità che attesti la destinazione d’uso finale dei beni stessi (come puntualizzato dalla circolare Ministero Finanze n. 1/E del 2 marzo 1994).


A quali lavori è possibile applicare l’iva al 4%?

I lavori agevolabili nell’ambito dei quali l’acquisto delle inferriate può usufruire dell’aliquota Iva ridotta al 4% sono quelli relativi a:

  • alle nuovi costruzioni di abitazioni non di lusso qualora il committente abbia i requisiti di prima casa;
  • ai lavori di ampliamento casa non di lusso sempreché il committente possieda i requisiti “prima casa”;
  • Completamento costruzione casa non di lusso – se il committente possiede i requisiti “prima casa”;
  • Costruzioni fabbricati rurali ad uso abitativo (se ricorrono le condizioni previste da art. 9, D.L. 557/1993);
  • Costruzione casa non di lusso (se il committente è un’impresa che effettua la costruzione per la successiva vendita).


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