Il raffrescamento a pavimento: cos'è e come funziona?

Il raffrescamento a pavimento: cos’è e come funziona?

Il raffrescamento a pavimento è una valida alternativa ai condizionatori, sia in ambito residenziale sia per l’installazione in uffici e attività commerciali. Scopriamo insieme cos’è e come funziona il raffrescamento a pavimento.

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Sistema di pannelli radianti con la serpentina per il riscaldamento e raffrescamento a pavimento
(Fonte: www.commercioidrotermosanitario.it)

Gli impianti a pannelli radianti sono ormai affermati nel mercato dei prodotti per riscaldamento, in quanto dotati di numerosi vantaggi. Negli ultimi anni però gli impianti a pavimento si stanno affermando anche nel campo del raffrescamento degli ambienti, rappresentando una valida alternativa ai climatizzatori o ai sistemi di climatizzazione ad aria; facendo scorrere nelle serpentine acqua refrigerata alla temperatura di 15-18°C è possibile assicurare agli ambienti un ambiente fresco e confortevole.
In questo modo, con il medesimo impianto a pavimento, è possibile effettuare sia il riscaldamento che il raffrescamento degli ambienti, inoltre utilizzando una pompa di calore, è possibile scaldare, raffrescare gli ambienti e produrre acqua calda sanitaria mediante una sola macchina.

Come funziona il raffrescamento a pavimento

Il raffrescamento a pavimento funziona per irraggiamento, sfruttando il principio fisico secondo cui un corpo caldo cede sempre calore a un corpo freddo. L’effetto di raffrescamento radiante permette di assorbire il calore presente nelle stanze quando la temperatura dell’ambiente supera la temperatura superficiale del pavimento. Lo scambio termico persona/ambiente circostante viene così regolato in maniera ottimale, per garantire una sensazione di benessere.
In pratica l’impianto di raffrescamento a pavimento funziona tramite la stesura di una serpentina in pvc dal diametro ridotto, la quale viene affogata genericamente nel massetto, sul quale in seguito posiamo il pavimento. Di fatto è lo stesso impianto col quale riscaldiamo casa in inverno. Il liquido vettore con cui funziona è l’acqua, la quale percorre i tubi della serpentina.

In inverno, con una temperatura di circa 35°, l’acqua cede calore all’ambiente riscaldandolo. In estate avviene il contrario. L’acqua, che viene immessa nel circuito a circa 16-18° circa, porta il massetto impiantistico ad una temperatura di circa 19°. Poiché il calore transita sempre dal corpo più caldo a quello più freddo, l’ambiente cede calore al massetto, rinfrescandosi.
E' importante sottolineare che stiamo parlando di sistemi con un'elevata inerzia, quindi adeguati quando nell'abitazione c'è un fabbisogno costante e omogeneo nel tempo.

Quali sono i componenti

Quando si valuta questa tipologia di impianto per la propria abitazione non vanno dimenticati alcuni utili consigli per il buon funzionamento. Per evitare queste problematiche gli impianti idonei sono previsti di componenti tali da essere isolati sia per il caldo sia per il freddo.

I componenti che servono nello specifico per il raffrescamento a pavimento sono:

  • Pannelli radianti, che puoi posare a pavimento, a soffitto o a parete
  • Collettori in materiale polimerico (in resina e non metallici) o in ottone/inox isolato per basse temperature
  • Sistema di termoregolazione, per adattare il funzionamento dell’impianto alle reali condizioni dell’ambiente
  • Sistema di deumidificazione dell’aria, per eliminare l’umidità ed evitare la formazione di condensa sulle superfici fredde.


Vantaggi del raffrescamento a pavimento


Un impianto di raffrescamento a pavimento presenta, quindi, numerosi vantaggi:

  • E' invisibile e a basso consumo
  • Ha un ingombro zero perché viene integrato nella struttura
  • E' assolutamente silenzioso
  • Permette la distribuzione omogenea della temperatura
  • Garantisce aria salubre e un elevato grado di benessere
  • Non c'è la movimentazione di polveri in ambiente.

Per questo, sempre più spesso, i pannelli radianti vengono preferiti ai climatizzatori ad aria per raffrescare gli ambienti e assicurare temperature gradevoli durante le stagioni più calde. Poter disporre di un unico impianto per la climatizzazione invernale ed estiva ha ripercussioni positive anche dal punto di vista dell’ingombro e della spesa.

Quali sono gli svantaggi e a cosa bisogna prestare attenzione

Il raffrescamento a pavimento non ha solo vantaggi ma ha anche qualche svantaggio a cui bisogna prestare attenzione ed essere consapevoli.

Le problematiche di cui ci dobbiamo preoccupare sono nel caso che si verifichi un guasto all’impianto. Una perdita della serpentina, per esempio, non è facilmente rilevabile. Talvolta per risolverla, potrebbe essere necessario demolire e rimuovere una considerevole porzione di massetto impiantistico. Il consiglio è quindi cercare ditte massimamente affidabili per l’installazione.

Inoltre valutiamo bene la realizzazione di un impianto di raffrescamento a pavimento in relazione agli standard energetici di casa nostra. Essendo una tecnologia che funziona con differenze di temperature morigerate sia in inverno sia in estate, ha bisogno di un involucro esterno ben isolato con un cappotto esterno altrimenti casa vostra in estate si riscalderà più rapidamente di quanto si raffreddi.

Per finire un altro fattore determinante di cui tenere conto è l’umidità dell’ambiente. Il clima in estate raggiunge picchi di umidità ragguardevoli. Nel momento in cui realizziamo un sistema a pavimento, ci curiamo di abbassare la temperatura, ma questo potrebbe far sì che l’umidità contenuta nell’aria sotto forma di vapore acqueo condensi.

Pertanto, è necessario installare così come avviene per il condizionatore, un sistema di deumidificazione dell’ambiente. In questo modo scongiurerete la formazione di condensa in particolare in prossimità del massetto, dove la probabilità è massima.

Leggi anche: Uso di impianti geotermici per il riscaldamento

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