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Agrivoltaico: cos’è e come funziona

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La nuova frontiera del fotovoltaico si chiama agrivoltaico che consiste
nel coniugare l’agricoltura assieme all’impianto fotovoltaico in ottica della
sostenibilità ambientale e di un’agricoltura 2.0. Vediamo cosa significa
agrivoltaico, quali sono i benefici, i requisiti e i vari contributi.

agrivoltaico
Agrivoltaico: cos’è e come funziona (foto di mrganso – Fonte:
pixabay.com)

Cosa significa agrivoltaico

Tutti ormai conoscono e sanno cos’è un impianto fotovoltaico ma forse pochi
anno cosa significa agrivoltaico. L’agrivoltaico è in pratica una
soluzione innovativa e sostenibile che consente di produrre energia elettrica
gratuitamente sfruttando l’energia proveniente dal sole direttamente sul campo
coltivato. Con l’agrivoltaico si prevede la combinazione di energia solare e
agricoltura.

E’ la stessa cosa del fotovoltaico tradizionale, solamente che i
pannelli invece di essere collocai sopra i tetti delle abitazioni o degli
edifici sono collocati a terra sul campo di terra. In questo modo i contadini
oltre a coltivare i terreni sono in grado di produrre energia pulita per la
propria azienda e per immetterla nel mercato.

Un sistema che sta andando molto in voga negli ultimi tempi, nell’ottica di un
risparmio energetico e di una sempre maggiore attenzione alla
sostenibilità ambientale.
L’agricoltura 2.0 prevede quindi oltre a vari sistemi (come l’irrigazione a
goccia, etc.) anche il sistema agrivoltaico.

Come funziona l’agrivoltaico

A livello di impiantistica l’agrivoltaico funziona esattamente come un comune
impianto fotovoltaico domestico, dove il pannello cattura l’energia solare che poi viene immessa in una batteria, trasformata in energia elettrica e poi
immessa nel sistema.

Con l’agrivoltaico colture e pannelli convivono assieme: i pannelli
vengono fissati a una struttura metallica sopraelevata rispetto al piano
campagna su un sottobosco di piante; in questo modo si hanno due livelli: il
primo quello delle colture e il secondo quello dei pannelli. Ovviamente
il numero e la posizione dei pannelli fotovoltaici è studiata attentamente in
modo da non togliere luce alle coltivazioni e di catturare la maggior quantità
possibile di raggi solari.

Questa tecnica risale al 1981 grazie all’intuizione di Adolf Goetzberger e
Armin Zastrow ed era stata pensata per ambienti caldi e aridi, ma solo in
tempi più recenti ha preso piede anche nel nostro paese mentre il termine
“agrivoltaico” è stato coniato solamente nel 2011.

Agrivoltaico: vantaggi e svantaggi

Il fotovoltaico abbinato all’agricoltura porta molti benefici. I
vantaggi che derivano dall’agrivoltaico come è facile intuire sono
diversi come ad esempio il fatto di ottenere energia pulita e gratuita senza
aver bisogno di ulteriore spazio perché sfrutta già il campo agricolo. Lo
stesso campo genera quindi denaro sia attraverso la coltivazione che l’energia
solare. Inoltre la superficie a disposizione è molto elevata e quindi
l’impianto essendo di grandi dimensioni può produrre grandi quantità di
energia pulita.

Inoltre i sistemi agrivoltaici sono in grado di aumentare la resa delle
colture agricole, ridurre il consumo di acqua e i costi di produzione di
energia.

Di contro però come per tutte le cose ci sono anche degli aspetti negativi. Il
primo aspetto limitante è che non tutti i tipi di terreno sono adatti ad avere
un sistema agrivoltaico e poi bisogna fare i conti con le leggi che riguardano
la produzione agricola che variano da Paese a Paese e da regione a regione.

L’agrivoltaico in Italia

Com’è la situazione nel nostro paese in merito all’agrivoltaico? Come
accennavo all’inizio anche nel nostro paese si parla sempre di più di
agrivoltaico e alcune aziende agricole hanno già iniziato a installare
impianti di questo tipo.

A tal proposito Enea nel 2021 ha instituito una nuona rete per la
sostenibilità per portare lo
sviluppo su vasta scala dell’agrivoltaico in Italia. E’ stata quindi
creata una rete nazionale aperta a imprese, istituzioni, università e
associazioni di categoria per promuovere questa forma di energia coltivando i
terreni e producendo energia elettrica contemporaneamente.

L’obiettivo che si è prefissato Enea consiste in:
“arrivare alla definizione di un quadro metodologico e normativo, di linee
guida per la progettazione e valutazione degli impianti, di strumenti di
supporto ai decisori e di contribuire alla diffusione di conoscenze e
promuovere le eccellenze italiane nei settori delle nuove tecnologie per
l’energia rinnovabile, dell’agricoltura e del paesaggio”.

Agrivoltaico: requisiti e caratteristiche

Le recenti linee guida del ministero definiscono caratteristiche e
requisiti che i sistemi agrivoltaici devono avere per essere definiti tali e
per poter accedere agli incentivi fiscali e ai fondi del PNRR.

Sempre più i paesi europei stanno puntando sulle energie pulite per
contrastare i cambiamenti climatici e per raggiungere l’obiettivo della
decarbonizzazione del sistema energetico. L’agrivoltaico è una delle ultime
frontiere delle energie rinnovabili da integrare con altri sistemi
tradizionali come eolico e fotovoltaico.

Per essere definiti tali e per poter accedere ai contributi del PNRR gli
impianti agrivoltaici devono avere determinati requisiti. In base a
quanto stabilito dal d.lgs 199/2021, gli impianti devono rispettare le
disposizioni del
decreto “Semplificazioni Bis”
o DL 77/2021 e le condizioni saranno stabilite con un apposito decreto del
Ministro della transizione ecologica.

I requisiti che un impianto agrivoltaico deve rispettare sono:

  1. REQUISITO A: Il sistema è progettato e realizzato in modo da adottare
    una configurazione spaziale ed opportune scelte tecnologiche, tali da
    consentire l’integrazione fra attività agricola e produzione elettrica e
    valorizzare il potenziale produttivo di entrambi i sottosistemi;
  2. REQUISITO B: Il sistema agrivoltaico è esercito, nel corso della vita
    tecnica, in maniera da garantire la produzione sinergica di energia
    elettrica e prodotti agricoli e non compromettere la continuità
    dell’attività agricola e pastorale;
  3. REQUISITO C: L’impianto agrivoltaico adotta soluzioni integrate
    innovative con moduli elevati da terra, volte a ottimizzare le prestazioni
    del sistema agrivoltaico sia in termini energetici che agricoli;
  4. REQUISITO D: Il sistema agrivoltaico è dotato di un sistema di
    monitoraggio che consenta di verificare l’impatto sulle colture, il
    risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di
    colture e la continuità delle attività delle aziende agricole interessate;
  5. REQUISITO E: L’impianto agrivoltaico è dotato di un sistema di
    monitoraggio che, oltre a rispettare il requisito D, consenta di verificare
    il recupero della fertilità del suolo, il microclima, la resilienza ai
    cambiamenti climatici.

Conclusioni

Questi sono i vari requisiti imposti. Per definirsi agrivoltaico un impianto
deve rispettare i requisiti A e B, mentre per essere definito “impianto
agrivoltaico avanzato”, in base a quanto stabilito dall’articolo 65, comma
1quater e 1-quinquies, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, deve rispettare
i requisiti A, B, C, D. In questo caso l’impianto in oggetto può ottenere gli
incentivi statali usufruendo delle varie tariffe elettriche.

Infine se l’impianto soddisfa tutti i requisiti A, B, C, D, e E può accedere
oltre agli incentivi statali anche ai contributi del PNRR.

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