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Antoni Gaudí l’uomo che ha tradotto i sogni in architettura

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Volevo da tanto parlare di questo geniale individuo che ha segnato indelebilmente la storia dell’architettura e oggi ho deciso di dedicargli un articolo intero.
Sicuramente uno degli architetti più stravaganti che siano mai esistiti, Gaudí ci ha regalato una selezione di opere architettoniche assolutamente straordinarie e uniche nel loro genere.
Quanto ci si trova davanti ad uno dei suoi lavori sembra di essere catapultati in un altro universo, in un altro tempo quasi in una favola. 
Mi innamorai perdutamente di Gaudí e delle sue opere quando andai in vacanza a Barcellona, ricordo che giravo per la città costantemente in attesa di vedere uno dei suoi lavori sbucare da dietro l’angolo.
In questo articolo voglio parlarvi un pochino di lui, e farvi scoprire alcune delle opere che hanno davvero fatto la differenza nella storia dell’architettura.

“La linea retta è la linea degli uomini, quella curva la linea di Dio.”   Antoni Gaudí

 

Foto di LoggaWiggler, Fonte:Pixabay.com

La vita di Antonio

Partiamo cercando di conoscere un pochino il nostro personaggio.
Gaudí nacque a Reus il 25 giugno 1852.
Da subito si rivelò molto riservato ma gentile con i suoi cari. Era molto religioso e praticante, ma non si sposò mai. Viene riconosciuto come uno dei massimi esponenti del Modernismo.
Cresce tra le montagne dove può contemplare e memorizzare tutti i segreti della natura ritrovando l’essenza e il senso dell’architettura. 
Quando si trasferisce a Barcellona inizia a frequentare diversi corsi di architettura e anche a svolgere dei lavori in alcuni studi di architetti. 
Una volta conseguita la laurea in architettura inizia a dedicarsi alla creazione di quelle fantastiche opere che tutti amiamo e che sono state dichiarate, in gran parte, Patrimonio dell’Umanità.
Durante l’Esposizione Universale a Parigi incontra Eusebi Güell che negli anni gli commissionerà molte delle sue opere più famose e importanti.
Gaudí inizia ad affermarsi nel mondo dell’architettura e moltissimi personaggi importanti gli commissionano diverse opere arrivando poi ad essere nominato, a soli 31 anni, architetto capo della costruzione del Tempio espiatorio della Sagrada Família di Barcellona. (Opera che concilia arte, architettura e vita)
Il 7 giugno 1926 , mentre si dirigeva verso il cantiere della Sagrada Família, viene investito dal primo tram messo in circolazione a Barcellona. Portato d’urgenza in ospedale, non viene riconosciuto perché privo di documenti e vestito come un mendicante. morirà li il 10 giugno 1926 a 73 anni.
Verrà poi seppellito nella cripta della sua amata Sagrada Família.
Un epilogo decisamente tragico per questo genio dell’architettura che non è riuscito a portare a termine il progetto principe della sua carriera.
Ma vediamo ora alcune delle opere più importanti della sua carriera.
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Casa Batllò

Quest’opera venne commissionata da Josep Battló, un ricco industriale di stoffe, a Gaudí.
Inizialmente Battló chiese a Gaudí di demolire un edificio del 1877 già esistente e costruirvi una casa nuova, più moderna ma l’architetto riesce a convincerlo per una ristrutturazione che avrebbe:
  • aggiunto un quinto piano per la servitù
  • ingrandito il sotterraneo
  • modifiche degli interni (modifiche al patio, al piano nobile e il rifacimento delle facciate esterne)

Partiamo parlando della facciata che da sulla strada, che è la più conosciuta.

E’ stata lavorata in pietra arenaria grigia con motivi vegetali in corrispondenza del piano terra e del primo piano. A livello del piano nobile troviamo una tribuna.
L’andamento a forme concave e convesse ricorda una struttura ossea, la casa viene infatti spesso chiamata Casa delle Ossa.
Dal secondo piano la facciata viene impreziosita mediante l’utilizzo di ceramiche policrome alternate ad elementi di forma discoidale con varie sfumature di colore.
La copertura è senz’altro l’elemento più emblematico dell’intera struttura, grazie al suo andamento sinuoso ricorda un drago mentre per il suo rivestimento a squame ricorda un serpente.
Parliamo di un’opera decisamente innovativa e unica nel suo genere, ricordo che quando la vidi dall’altro lato della strada, svettare in mezzo agli altri edifici pensai subito che fosse una delle cose più belle che avevo visto in vita mia.
Foto di 495756, Fonte:Pixabay.com

Sagrada Família

Nel 1883 il giovane Gaudí subentra al posto dell’architetto Villar ,in seguito alle sue dimissioni , nella direzione del cantiere della Sagrada Família. Decide però di non seguire l’impostazione neo-gotica del suo predecessore.
Il progetto prevedeva la costruzione di tre facciate, ognuna dedicata ad un aspetto della vita di Cristo, dalla nascita alla morte, in quanto il tempio era pensato come un libro che potesse essere letto da tutti i fedeli. La facciata est, nota come la Facciata della Natività, fu realizzata in gran parte da Gaudí stesso.
Il progetto prevedeva 18 campanili, 4 per ogni facciata, raffiguranti gli apostoli, mentre al centro si doveva trovare la torre dedicata a Gesù e attorno le altre 4 torri dedicate agli evangelisti; per finire, sopra all’abside dove esserci la torre dedicata alla Vergine.
Nel 1926, alla morte dell’architetto, ne erano state costruite solo tre ad oriente.
Nel 1936 i lavori vengono sospesi a causa della guerra civile spagnola, e in seguito a questa verranno persi progetti e modelli in gesso realizzati da Gaudí. 
Nel 1944 il cantiere verrà riaperto e tutt’oggi è un cantiere in costruzione.
Foto di  Ludwig Willimann, Fonte: Pixabay.com

Parco Güell

Negli anni in cui cominciarono i primi esperimenti sulle città giardino, Eusebi Güell decide di realizzarne un prototipo adatto alla borghesia catalana. 
Egli immagina una città-giardino lussuosa e recintata da un robusto muro perimetrale che si può superare solo con ingressi controllati.
Egli affida l’incarico della costruzione della sua idea a Gaudí che potrà avvalersi di 15 ettari di terreno sul fianco di una collina che si sviluppa lungo la Sierra di Collserola.
Si tratta di una porzione di terreno molto esposta al sole, con vista sul mare, le montagne e la città.
In questo progetto Gaudí da prova delle sue capacità di architetto paesaggista, riuscendo ad interpretare sia le potenzialità sia le criticità del terreno.
Egli cerca di essere fedele alla sua linea romantica mischiandola però al naturalismo mediterraneo.
Nelle aree libere del complesso arricchisce la scarsa vegetazione con:
  • Pini
  • Carrubi
  • Querce
  • Palme
  • Gelsomini
  • Ginestre
  • Rosmarino
  • Timo
  • Glicine
  • Rampicanti liberi

Il percorso del parco si estende dall’entrata del piazzale-mercato coperto da un tempio dorico (con colonne straordinarie e mosaici sul soffitto), tramite la grande scalinata doppia, e poi da questo alla superiore piazza del teatro greco. (17 metri di dislivello)

Il visitatore che entra nel parco vede aprirsi davanti a sé un’imponente scalinata rivestita di ceramica, composta da due rampe simmetriche spezzate in tre parti.
Gaudí lascia tra queste uno spazio popolato da figure e punti di sosta, che consentono all’acqua di scorrere dall’alto verso il basso e riemergere a sorpresa in corrispondenza di fontane.
Nella parte bassa della scalinata troviamo un giardino giapponese in scala, nella zona intermedia lo stemma della Catalogna e nella parte più alta la celebra iguana, mitica guardiana delle acque.
In questo caso parliamo di un’opera mastodontica nel sue essere e assolutamente unica al mondo.
Foto di Michelle Maria, Fonte: Pixabay.com

Per concludere

Per concludere è bene dire che probabilmente non nascerà mai più un genio del calibro di questo architetto straordinario che ha saputo regalarci opere uniche nel loro genere e piene di innovazione e meraviglia per le loro forme strabilianti, i colori vivaci e la loro simbolicità.
Se non siete mai stati a Barcellona vi consiglio vivamente di andarci per poter godere appieno delle opere di Antoni Gaudí e della città che merita di essere vista almeno una volta nella vita.


 
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