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Archipendolo: cos’è e a cosa serve

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L’archipendolo (o archipenzolo) è uno strumento di livellazione
antico che non si usa più perchè sostituito da strumenti più efficaci e
precisi. Vediamo meglio di cosa si tratta e dove veniva utilizzato.

archipendolo
Archipendolo (foto di andreas 160578 – Fonte: pixabay.com)

Cos’è l’archipendolo

L’archipendolo (o archipenzolo) è un antico strumento utilizzato da
architetti e capo mastri per livellare il terreno e costruire gli edifici.

Per chi è del settore, sa benissimo che oggi ingegneri, geometri e
architetti dispongono di una serie di
strumenti dalla tecnologia avanzata sia per rilevare, sia per
disegnare in modo da costruire con una precisione assoluta.

Quando si
cammina lungo le strade delle nostre città osservando i vecchi palazzi a
qualcuno gli sarà venuto in mente una domanda del tipo: come hanno fatto a
costruire quel palazzo con le facciate così dritte?

Beh la risposta è che
una volta, secoli fa, erano più attenti e precisi di noi ma anche che
utilizzavano l’archipendolo, il più antico strumento di livellazione per
individuare l’orizzontalità di una retta.

A cosa serve l’archipendolo

L’archipendolo veniva utilizzato fin dal XVIII secolo per fare i
rilievi dei palazzi, oggi sostituito con tacheometri, teodoliti, livelle
laser, etc.

Nonostante l’archipendolo sia uno strumento antico permetteva di
realizzare edifici perfettamente allineati e in bolla con un
ridottissimo margine di errore. In realtà l’archipendolo è uno strumento
completo e serviva per svolgere tre funzioni importanti:

  • creare un piano perfetto;
  • controllare la perfetta verticalità di un edificio;
  • utilizzato come squadra nella realizzazione di pareti e murature.

Com’è fatto l’archipendolo

L’archipendolo è uno strumento molto semplice ma efficace, formato da una
struttura in legno a formare un triangolo isoscele e da un
filo a piombo collegato al vertice del triangolo. Il legno deve essere duro
e resistente per durare nel tempo. Le tre aste di legno che formano
l’archipendolo devono formare un triangolo isoscele e quindi le due aste
devono avere lunghezza uguale e fra l’arta A-B e B-C vi sia un angolo di
90°. L’angolo potrebbe anche essere diverso ma così facendo non si potrebbe
più utilizzare questo strumento come squadra. Ecco perchè
l’archipendolo ideale forma un triangolo isoscele perfetto.

Come usare l’archipendolo

Per disegnare delle linee orizzontali si appoggiava lo strumento sul
piano stabilito in modo che il filo a piombo coincidesse con il segno
verticale presente sull’asta trasversale del triangolo; in questo modo in
filo è a piombo e perfettamente verticale, in quanto lavora per forza di
gravità.

Quando il filo passa per la metà dell’asta viene disegnata una
retta orizzontale parallela al piano d’appoggio. Guarda questo video per
vedere come si usava.

come usare l'archipendolo

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