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Carlo Scarpa, l’architetto veneziano

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Carlo Scarpa, considerato uno dei maestri del ‘900 nella sua carriera artistica ha realizzato capolavori assoluti di architettura a Venezia e non solo.

Carlo Scarpa-architettura-altivole-tomba Brion
L’interno dei propilei della Tomba Brion, a San Vito di Altivole (TV) una delle opere più belle e affascinanti di Carlo Scarpa (foto di Valerio_D – Fonte: flickr.com)

Chi era Carlo Scarpa

Carlo Scarpa (1906-1978) è stato un architetto veneziano che ha rivoluzionato il modo di fare e pensare l’architettura e l’arte: nella sua vita ha ideato e progettato di tutto, dagli spazi museali alle mostre, padiglioni, abitazioni private, edifici pubblici, spazi interni e spazi esterni, fino agli oggetti di design.

Scarpa amava moltissimo il dettaglio architettonico ed era sempre alla ricerca della bellezza e della poesia e la trasmetteva ai suoi allievi. Infatti è stato professore dell’Istituto Universitario di Architettura a Venezia divenendo poi anche magnifico Rettore. Affascinato dall’architettura di Wright e dal Giappone negli anni attuò un suo stile particolare giocando sapientemente con la luce, i volumi, i vuoti, il dettaglio e i materiali. Proponiamo un breve video di un’intervista a Aldo Businaro che fa un breve ritratto dell’uomo Carlo Scarpa prima ancora del magnifico architetto e genio quale è stato.

Il mediocre non ci interessa, il bello lo conosciamo, andiamo alla ricerca del sublime.

Cit. Carlo Scarpa.

Le 3 fasi dell’opera di Carlo Scarpa

Carlo Scarpa nell’arco della sua vita ha saputo realizzare una vastissima gamma di opere di architettura a Venezia, ma anche in altre parti del mondo. E’ difficile descrivere in poche righe la bravura, l’arte, la poesia e la magia delle opere realizzate e non, dei disegni, degli scritti e della vita di Carlo Scarpa, un architetto artigiano che ha acquisito uno stile personale, usando sapientemente e magistralmente materiali come la pietra, il legno, il mattone e il vetro.

E’ difficile non rimanere ammirati e stupiti in senso positivo di fronte alle sue opere, visitando i suoi musei, i suoi giardini, le sue case e allestimenti si respira un senso di bellezza e armonia uniche. Vediamo ora un elenco delle sue opere più belle e importanti. 

Possiamo distinguere l’intera opera dell’architetto veneziano Carlo Scarpa in tre fasi principali:  

1) Eredità wrightiana e cultura artistica

In questo primo periodo, l’attenzione di Scarpa è rivolta alle esperienze che si intrecciano nell’ambito delle arti figurative, e in particolare della cultura figurativa orientale e giapponese trovando la traduzione architettonica in Frank Lloyd Wright, il maestro che portò anche in Europa un rinnovamento dei linguaggi architettonici e figurativi.

Wright infatti rappresenta una risposta architettonica a un desiferio di nuova spazialità che si manifestava nell’ambito delle arti figurative. In questi stessi anni Bruno Zevi pubblica il suo libro “architettura organica” ma l’opera del Giovane Carlo Scarpa ha saputo distinguersi fra quelle di tanti altri che hanno cercato di imitare Wright. Fra le opere di Carlo Scarpa di questo periodo ci sono:

  • Ristrutturazione di Cà Foscari (1935-37) e riordino dell’Aula Magna (1954-56) a Venezia;
  • Tomba per la famiglia Capovilla (1943-44), Venezia, cimitero di San Michele in Isola;
  • Sistemazione delle Gallerie dell’Accademia, Venezia;
  • Banca Cattolica del Veneto (1947-48), Tarvisio (UD);
  • Casa Giacomuzzi (1947-50), Udine;
  • Casa Bortolotto (1950-52), Udine;
  • Casa Romanelli (1950-55), Udine;
  • Tomba Veriti (1951), Udine, cimitero di San Vito;
  • Ingresso e patio-giardino alla Biennale (1952), Venezia, Giardini di Castello;
  • Sezioni storiche del Museo Correr (1953), Venezia, piazza San Marco.
Giardini-Biennale-Venezia-Carlo Scarpa
Patio-giardino Pad. Italia 1952,Venezia, Giardini della Biennale
(foto di dodoyf – Fonte: flickr.com)

 

2) Verso un’architettura critica

L‘architettura di Scarpa focalizza nel secondo periodo quel progetto come intervento critico che ne contrassegna la personalità architettonica. E’ il momento della progettazione degli spazi museali, di allestimenti per mostre, di architetture composite dove l’edificio si confonde con e opere che ospita. Fra le opere di questo secondo periodo ci sono:

  • Sistemazione museale di Palazzo Abatellis a Galleria egionale di Sicilia (1953-54), Palermo;
  • Padiglione del Venezuela (1954-56), Venezia, Biennale, Giardini di Castello;
  • Sala consiliare dell’Amministrazione provinciale (1955-56), Parma piazzale della Pace;
  • Sistemazione di un campeggio a Fusina (1957), Venezia Fusina;
  • Ampliamento della Gipsoteca Canoviana (1955-57), Possagno (TV) piazza Canova;
  • Casa Veritti (1955-61) Udine, viale Duodo;
  • Restauro e allestimento del Museo di Castelvecchio (1956-64) Verona, Castelvecchio;
  • Negozio Olivetti (1957-58) Venezia, piazza San Marco;
  • Chiesa villaggio ENI (1959) Borca di Cadore (BL);
  • Riordino quadreria del Museo Correr (1957-60) Venezia, piazza San Marco;
  • Tomba Zilio (1960) Udine, cimitero di San Vito;
  • Fondazione Querini Stampalia. Sistemazione del patio terra e del giardino (1961-63) Venezia, Castello;
  • Negozio Gavina (1961-63) Bologna;
  • Museo Revoltella (1963-86) Trieste, viale Diaz;
  • Cantina presso l’Istituto Enologico (1964) Trento, San Michele all’Adige;
  • Sistemazione di casa Balboni (1964-74) Venezia;
  • Casa Zentner (1964-68) Zurigo;
  • Casa De Benedetti-Bonaiuto (1965-72) Roma;
  • Ingresso Istituto Universitario di Architettura IUAV (1966, 1969, 1972) Venezia, Tolentini;
  • Sistemazione del Monumento alla Partigiana di Murer (1968) Venezia, Giardini di Castello.

 

Negozio Olivetti-Venezia-Carlo Scarpa-architettura-interni
Interno del Negozio Olivetti in piazza San Marco a Venezia
(foto di Corey moxon – Fonte: flickr.com)

3) L’identità ritrovata degli anni maturi

Carlo Scarpa sente in questo periodo, interrotto durante la visita in Giappone, la propria solitudine ed avverte la responsabilità del suo personale contributo alla cultura architettonica.

I suoi progetti diventano sempre più maturi ed essenziali acquisendo una capacità compositiva di materiali, forme e luce mai viste prima e difficili da imitare. La “maniera scarpiana” riguarda soprattutto le opere del secondo periodo, non quelle del terzo. Anche se apparentemente vulnerabile, l’architettura di Scarpa è composta per durare nel tempo: si fa più evidente nei progetti di questi anni la matrice classica del sistema compositivo di Scarpa che resiste alle tentazioni delle avanguardie.

Fra le opere di questo terzo periodo ci sono:

  • Tomba monumentale Brion (1969-78) San Vito d’Altivole (TV);
  • Fondazione Masieri (Masieri Memorial), (1970-83) Venezia, Dorsoduro;
  • Museo delle Armi al Castello (1971) Brescia, Castello;
  • Sistemazione della sede centrale e degli annessi della Banca Popolare di Verona (1973-81) Verona;
  • Casa Borgo (1974) Vicenza, via del Quartiere;
  • Sistemazioni esterne di villa Palazzetto (1974-75) Monselice (PD);
  • Casa Ottolenghi (1974-79) Località Mure di Bardolino (VR);
  • Ingresso della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia (1976-78);
  • Palazzo Steri (1977-88) Palermo, piazza Marina;
  • Altare e pavimento della chiesa del Torresino (1978) Padova, piazza Torresino;
  • Tomba Galli (1978) Nervi (GE);
  • Banca Popolare (1978) Gemona (UD), piazza Garibaldi.

 

tomba Brion-Carlo Scarpa-acqua-architettura
Un particolare della cappellina della Tomba Brion
(foto di NAME=NICK – Fonte: flickr.com)

Una lezione del prof. Francesco Dal Co su Carlo Scarpa

Carlo Scarpa è stato ed è uno dei grandi Maestri dell’architettura moderna e contemporanea fornendo moltissimi insegnamenti per le generazioni future di architetti.

In questa bellissima lezione del prof. Francesco Dal Co, possiamo cogliere l’essenza dell’uomo, dell’architetto e delle sue opere.

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