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Come risanare il calcestruzzo ammalorato: tecniche e soluzioni

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Le pareti perimetrali sono particolarmente soggette a deterioramenti
causati da aggressioni provocate dalle condizioni ambientali e da altre
cause concomitanti. Questi deterioramenti non interferiscono sul
comportamento statico, ma producono spesso il
degrado, più o meno rapido e più o meno vistoso, dell’aspetto della
superficie esterna. 

Limitando l’esame al degrado delle
pareti in calcestruzzo armato
sono soggette all’aggressione delle
armature metalliche
non sufficientemente protette dal
copriferro
e al conseguente distacco del calcestruzzo di ricoprimento a causa delle
coazioni interne indotte dall’ossidazione. Vediamo quindi cosa fare
in questi casi e
come risanare il calcestruzzo ammalorato.

ponte morandi-genova-calcestruzzo ammalorato
Ponte Morandi a Genova dopo il crollo causato dal calcestruzzo
ammalorato
(foto di mattiaranieri0 – Fonte: pixabay.com)

Cos’è il copriferro

Il copriferro
è la distanza dell’armatura di acciaio dalla superficie del
calcestruzzo.
Questa distanza deve essere sufficiente a
proteggere l’armatura dall’aggressione degli agenti ambientali, ma
non deve essere troppo grande per non favorire eventuali distacchi del
lembo superficiale del calcestruzzo. Le “linee guida” prescrivono
che il
copriferro
abbia i valori minimi indicati e che sia specificato in tutte le tavole di
progetto e nella relazione di calcolo della struttura. Per realizzare il
copriferro
sono spesso usati appositi distanziatori che garantiscono l’esatto
posizionamento dell’armatura metallica rispetto alla superficie della
cassaforma.

Ripristini superficiali del calcestruzzo armato

Il ripristino superficiale degli elementi di calcestruzzo ammalorato
ha lo scopo di ricreare l’aspetto superficiale tipico dei getti di
calcestruzzo, di ridare un’adeguata copertura all’armatura metallica e di
ricostituire un’efficace aderenza tra metallo e malta di
ripristino, in modo da garantire la protezione dalle aggressioni
dell’ambiente.

Le fasi di ripristino sono le seguenti:

  • rimozione delle parti ammalorate mediante scalpellatura fino allo
    scoprimento dei ferri dell’armatura e al raggiungimento della parte
    integra del
    calcestruzzo;
  • esecuzione del trattamento per la protezione dell’armatura e per
    l’aggrappo della malta, costituito da spalmatura di prodotti
    specifici;
  • applicazione di malte cementizie speciali per il risarcimento dello
    spessore delle parti asportate e per la rasatura superficiale;
  • applicazione di verniciatura protettiva dopo l’indurimento della
    malta di rasatura.

 

Nel caso di interventi su superfici piuttosto estese o su supporti
difficili, è opportuno ricorrere all’impiego di malte a ritiro compensato
fibrorinforzate oppure all’inserimento di apposite reti di piccola maglia,
che favoriscono l’adesione alla superficie di fondo e la lavorabilità
dello strato di ripristino.

Come effettuare un corretto ripristino del calcestruzzo degradato

Come abbiamo capito è importante intervenire immediatamente per
ripristinare il calcestruzzo ammalorato onde evitare problemi ben più seri
e più gravi. Questo materiale eccezionale che ha rivoluzionato il modo
dell’edilizia e delle costruzioni in genere in realtà è anche molto
“fragile” e ha bisogno di molte cure e attenzioni. Vediamo in questo video
come effettuare un corretto ripristino del calcestruzzo degradato.

Come intervenire sui pilastri in calcestruzzo ammalorati

Gli interventi
che vengono eseguiti sui
pilastri di calcestruzzo armato ammalorati
possono essere ricondotti a due tipi:

1) consolidamento della sezione resistente dei pilastri: è un’operazione che si rende necessaria per aumentare la resistenza dei
pilastri in presenza di sollecitazioni maggiori di quelle previste dal
progetto o di insufficiente resistenza del calcestruzzo
esistente. 

Può essere effettuato con due tecniche:

  • senza aumento della sezione resistente;
  • con aumento della sezione resistente.

 

2) Ripristino superficiale:
viene effettuato sui pilastri soggetti a distacchi del calcestruzzo di
ricoprimento dell’armatura metallica. Questi distacchi sono provocati
dalle coazioni interne che accompagnano l’aumento di volume delle barre di
acciaio quando si arrugginiscono a causa delle infiltrazioni di acqua e di
agenti aggressivi presenti nell’atmosfera.

Come risanare i pilastri in calcestruzzo ammalorato mediante fasciatura con
malta armata

Una tecnica
molto comune per
risanare il calcestruzzo ammalorato
è quella che prevede la rimozione dell’eventuale intonaco e l’esecuzione
di fori passanti in ciascuno dei quali viene inserita una
barra di acciaio ad aderenza migliorata.
Viene poi eseguita una energica bagnatura seguita da colatura di boiacca
di cemento fino alla saturazione dei fori e all’inglobamento delle
barre. 

Successivamente vengono applicati profilati angolari di acciaio sui
vertici della sezione e viene spruzzato uno strato di malta armata con
rete elettrosaldata fino ad ottenere uno spessore aggiunto di almeno 4
cm.

Tipologie di malte per risanare il calcestruzzo ammalorato

Esistono in commercio diversi tipi di malte per il risanamento corticale delle strutture in calcestruzzo
ammalorato, ognuna specifica per l’intervento da eseguire e con diverse
caratteristiche tecniche, come la duttilità, la resistenza meccanica e la
permeabilità. È molto importante tenere sotto controllo le
strutture in calcestruzzo a vista
e fare una manutenzione periodica sia che si tratti di edifici
privati sia che si tratti di edifici o opere pubbliche come ponti,
viadotti, etc. è passato esattamente un anno dal triste e tragico crollo
del ponte Morandi a Genova proprio a causa del
calcestruzzo ammalorato
dovuto all’incuria e alla mancata manutenzione. 

Queste malte per
risanare il calcestruzzo ammalorato
sono:

  • malta cementizia bicomponente
    a basso modulo;
  • malta tissotropica a media resistenza;
  • malta tissotropica fibrorinforzata resistente ai
    solfati;
  • malta a ritiro controllato fibrorinforzata;
  • malta cementizia colabile, fibrorinforzata con fibre
    inorganiche, a ritiro compensato. 

 

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