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Come risparmiare sul riscaldamento: consigli utili

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Visto il periodo nero di crisi economica e finanziaria che affronteremo nei
prossimi mesi e il relativo caro bollette vediamo in questa breve guida
qualche consiglio utile su come risparmiare sul riscaldamento e ridurre i
consumi energetici.

riscaldamento
Come risparmiare sul riscaldamento (foto di geralt – Fonte:
pixabay.com)

Come risparmiare sul riscaldamento?

La domanda anche se è abbastanza ovvia ma non banale perchè si è abituati
quando fa freddo ad accendere la caldaia e i termosifoni e basta. In realtà
risparmiare sul riscaldamento è una questione impotante e sempre più
attuale non solo dal punto di vista economico per ridurre i consumi e quindi
la spesa finale in bolletta, ma anche per ridurre le emissioni inquinanti in
atmosfera.

Oggi il problema del riscaldamento globale e dei
cambiamenti climatici è sempre più attuale e una questione urgente da affrontare. Quindi il
concetto fondamentale è migliorare l’efficienza per ridurre consumi, sprechi e
abbassare la bolletta. Vediamo in questa breve guida cosa fare e quali
accorgimenti adottare per risparmiare sul riscaldamento in casa.

La stagione invernale e il problema di riscaldare la casa

Quando finisce l’estate e arriva l’autunno arrivano anche i primi freddi si
inizia ad accendere anche il riscaldamento. Una delle voci che incidono
maggiormente sulla gestione della casa è proprio la spesa inerente il
riscaldamento della casa che in questo periodo è ancora maggiormente
sentita a causa del caro energia e della situazione che l’Europa sta
affrontando. In attesa di una riconversione globale alle energie rinnovabili
nel nostro piccolo è possibile adottare tutta una serie di misure che
permettono di ridurre anche sensibilmente i consumi e quindi la spesa
finale.

La cosa essenziale da fare è quella di evitare lo spreco di calore e utilizzare
impianti efficienti in classe energetica elevata. Quindi per ridurre i consumi
si possono adottare interventi strutturali come applicare il
cappotto termico, cambiare gli infissi e la caldaia con una
caldaia ad alta efficienza, ma anche fare tutta una serie di piccoli accorgimenti che nel loro
insieme portano ad un significativo risparmio che fa bene alle tasche e
all’ambiente.

Cosa si intende per dispersione termica

La dispersione termica è un termine che sta a indicare la quantità di
calore prodotto all’interno dell’abitazione che riesce a fuoriuscire
attraverso le pareti e i serramenti. Quindi la dispersione termica è tutto il
calore che viene perso e non trattenuto. Più si riesce a ridurre questo valore
è più efficiente sarà il sistema in termini di costi e di inquinamento
atmosferico. Ricordiamo infatti che un edificio di costruzione datata con
vecchi sistemi costruttivi, serramenti vecchi e impianti obsoleti consuma
molto di più con una dispersione termica maggiore di un edificio nuovo con
impianti ad alta efficienza energetica. Più si disperde calore e più si
consuma e più si inquina.

I punti più critici da risolvere sono le dispersioni attraverso gli infissi,
attraverso la copertura e le pareti e attraverso i famosi
ponti termici.
(per approfondire cosa sono i ponti termici
clicca qui). Se vogliamo dare delle percentuali per capire meglio possiamo dire che le
dispersioni avvengono per:

  • pareti e facciate (60%);
  • copertura (25%);
  • infissi (10%);
  • porte (5 %).

Questi problemi vengono presto risolti sostituendo i vecchi infissi con
vetrocamera bassoemissiva, applicando un cappotto termico alle pareti perimetrali e isolando la
copertura, meglio se ventilata. Infine installare una
caldaia a condensazione
(magari con impianto a riscaldamento) o comunque una caldaia in classe
energetica A+ o pompa di calore.

Si può tollerare e quindi definire una dispersione termica accettabile quando
la perdita di calore è di 1 grado; se la perdita di calore tra interno ed
esterno è di 3 gradi l’edificio è coibentato male se invece la perdita è di 5
gradi o più allora l’edificio non è affatto coibentato e isolato
termicamente.

Come verificare quanto disperde l’edificio

Abbiamo appena visto che la dispersione termica ottimale deve essere di 1
grado centigrado, se dovesse essere di più allora per ridurrei i consumi e gli
sprechi energetici bisogna assolutamente intervenire. Questa cosa è possibile
verificarla da soli senza la necessità di chiamare un tecnico. Per farlo è
molto semplice, basta portare la temperatura della casa a 20 gradi. La sera
dopo cena si abbassa la temperatura del termostato e si controlla quanto segna
la mattina dopo che dovrebbe essere appunto 1 o 2 gradi in meno. Un altro
controllo semplice che si può fare è quella di toccare pavimenti e pareti e
valutare al tatto temperatura e umidità. Se toccandoli risultano essere freddi
e umidi allora non sono isolati. Nello specifico l’umidità oltre a essere
antiestetica può essere molto dannosa per la salute per che si respirano le
spore e col tempo tende ad ammalorare intonaco e mattoni.

Come ridurre la dispersione di calore: consigli pratici

In alternativa o in aggiunta agli interventi strutturali che abbiamo detto in
precedenza è possibile comunque intervenire (soprattutto nelle vecchie
abitazioni) con piccoli accorgimenti che messi assieme non risolvono
certamente il problema ma contribuiscono in maniera talvolta significativa a
ridurre i consumi di calore e energia.

Il primo interventi che si può fare è posizionare degli
spessori di tessuto o gommapiuma alla base della porta d’ingresso e
delle porte finestre per non far passare l’aria nello spazio che c’è tra la
portafinestra e il pavimento. In aggiunta molto utile può essere anche
posizionare dei paraspifferi per finestra con del nastro autoadesivo in
schiuma lungo i bordi di finestre e portefinestre.

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larghezza 3 mm di spessore
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Anche se sembrerà strano un altro consiglio pratico e utile è quello di
arieggiare e aprire per pochi minuti più volte al giorno le finestre per far
cambiare e circolare l’aria
, soprattutto nelle ore più calde e se possibile tenere aperte persiane e
tende per far entrare il sole che scalderà così pareti e pavimenti. Se la
pavimentazione è di colore scuro è ancora meglio così
intrappolerà più calore che lo rilascerà poi lentamente nelle ore
notturne.

Bisogna assolutamente evitare di coprire e mascherare in qualsiasi modo i
termosifoni oppure mettere delle mensole sopra e se sono posizionati in
nicchia sarebbe bene chiudere le nicchie dietro i termosifoni con un pannello
di polistirolo o aerogel (per approfondire
leggi qui).

Siccome all’interno dei termosifoni si possono formare delle
bolle d’aria è buona cosa (almeno una volta all’anno) sfiatare i
termosifoni, svuotando l’aria e l’acqua aprendo la valvolina che di solito è
posizionata in alto a destra. Ovviamente deve sempre essere fatta la normale
manutenzione ordinaria della caldaia con la prova dei fumi per
controllare l’efficienza dell’impianto.

Per quanto riguarda i pavimenti se sono in pietra o piastrelle, nel periodo
invernale si potrebbero posizionare dei tappeti che oltre ad arredare la casa
contribuiscono a isolare e mantenere più caldo l’ambiente. Un’accortezza
potrebbe essere quella di procurarsi un deumidificatore in quanto la
sensazione di freddo a volte è dovuta proprio all’umidità presente
nell’aria; in poche parole anche se la temperatura del termosifone è elevata
se c’è umidità nell’aria continueremo a sentire freddo. Il deumidificatore
quindi elimina l’umidità e di conseguenza la sensazione di freddo.

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Agevolazioni fiscali per l’efficientamento energetico

Alla luce di quanto abbiano detto in questo articolo oltre agli interventi
strutturali e ai piccoli accorgimenti che si possono adottare per risparmiare
sul riscaldamento invernale è possibile usufruire di alcuni Bonus che il
Governo ha messo a disposizione per migliorare l’efficienza energetica degli
edifici. Gli incentivi fiscali presenti per la casa sono:

  • per le ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico (detrazione fiscale
    del 50%);
  • per il bonus mobili e grandi elettrodomestici (detrazione Irpef 50%);
  • Ecobonus con interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica
    degli edifici (detrazione Irpef del 65%;
  • SuperBonus 110% con interventi trainanti (cappotto termico esterno, la
    sostituzione del vecchio impianto di climatizzazione e l’installazione di
    nuovi infissi più performanti) e trainati (interventi minori che portano a
    un efficientamento energetico).

Conclusioni

Traendo le conclusioni di questo argomento abbiamo visto quali possono essere
alcuni accorgimenti semplici, pratici e veloci da realizzare per contener ei
consumi e risparmiare così sul riscaldamento. Risparmiare significa spendere
meno soldi in bolletta e inquinare meno l’ambiente. Il problema maggiore
sussiste sulle abitazioni costruite prima degli anni ’90 dove è necessario
intervenire con lavori strutturali e per questo è possibile usufruire dei vari
Bonus messi a disposizione dal governo.

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