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Come scegliere il deumidificatore: guida completa all’acquisto

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Molto spesso capita di avere umidità in casa, soprattutto in bagno o in cucina, o nelle stanze orientate a nord e a ovest. Per eliminare l’umidità in casa un buon rimedio è quello di mettere un deumidificatore.

Vediamo quali caratteristiche bisogna considerare per scegliere al meglio il proprio deumidificatore.

come-scegliere-deumidificatore
Foto di Bru-nO – Fonte: pixabay.com

Come funzionano deumidificatori e climatizzatori

I deumidificatori sono in grado di eliminare l’umidità in eccesso presente nell’aria, facendola condensare sotto forma di acqua e raccogliere in un apposito contenitore.

In ogni caso anche se si usa il deumidificatore (utile anche per asciugare i panni dopo la lavatrice) è sempre bene aprire le finestre ogni tanto, soprattutto durante o
dopo aver cucinato oppure dopo essersi fatti la doccia.

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Come scegliere un deumidificatore: guida ai modelli

I deumidificatori possono essere distinti in due categorie:

  1. fissi;
  2. portatili.

I deumidificatori fissi sono quelli che si attaccano alle pareti (classico split) e di solito hanno anche la funzione di climatizzazione. Questi modelli sono certamente più efficaci ma anche più costosi e non si possono spostare.

Se si vuole contenere la spesa e si ha la necessità di deumidificare una singola stanza per volta allora si possono utilizzare i deumidificatori portatili, che sono generalmente anche più economici.

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Deumidificatore portatile per camera da letto
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Questa però non è l’unica classificazione. In base al processo fisico utilizzato per togliere l’umidità dall’aria si possono distinguere due tipologie:

  1. Deumidificatori essiccativi o passivi;
  2. Deumidificatori meccanico-refrigerativi.

Deumidificatori essiccativi o passivi

In questo caso la deumidificazione dell’aria avviene per mezzo di materiali essicanti
come ad esempio il gel di silice. Tramite una ventola, l’aria viene convogliata verso il materiale essicante che reagendo chimicamente fa condensare in acqua l’umidità presente nell’aria.

Questo genere di deumidificatori ha una buona efficacia anche se, periodicamente, è necessario svuotare il contenitore dell’acqua. Inoltre, una volta che il materiale assorbente è saturo, bisogna sostituirlo.

Per questo motivo questi modelli vanno bene in ambienti dove è presente poca quantità di umidità. Hanno però il vantaggio di essere molto economici.

Deumidificatori meccanico-refrigeranti

In questo caso invece il processo che toglie umidità all’aria avviene meccanicamente: una ventola presente nel deumidificatore spinge l’aria verso una serpentina di raffreddamento.

Una volta che l’aria va in contatto con la serpentina il vapore acque presente condensa e l’acqua raccolta in un serbatoio che si svuota da solo attraverso una
tubazione. Questi sistemi lavorano molto bene anche con elevati livelli di umidità (maggiori del 45%) e con alte temperature.

Questo tipo di deumidificatori, essendo più complesso ed efficace, ha anche un costo maggiore che può arrivare anche a 500€. Ovviamente non ha senso utilizzarli in zone geografiche con climi troppo rigidi.

Cosa valutare prima dell’acquisto

Alla luce di quanto detto prima di acquistare un deumidificatore che sia adatto alle tue esigenze è opportuno valutare e fare attenzione ai seguenti aspetti:

  • il volume dell’ambiente da deumidificare;
  • la temperatura alla quale l’apparecchio lavora;
  • l’ingombro e il peso dell’apparecchio se prevedi di usarlo in stanze
    diverse;
  • l’umidità massima asportabile (numero di litri in 24 ore);
  • il volume del serbatoio e/o la presenza di un tubo per scaricare
    l’acqua;
  • la possibilità di regolare in automatico il grado di umidità;
  • la presenza di filtri per purificare l’aria;
  • la possibilità di lavare i filtri.

Manutenzione dei deumidificatori: a cosa prestare attenzione

Parlando dei deumidificatori portatili per singolo ambiente o per zone ristrette dell’abitazione l’unica cosa da fare attenzione è quando si riempie la vaschetta d’acqua. In genere i modelli più evoluti sono dotati di sensore che controlla il livello dell’acqua e quando la vaschetta si riempie il deumidificatore si spegne e una spia segnala che è necessario svuotare il serbatoio.

Questo tende a riempirsi impiega mediamente dalle 8 alle 12 ore ma ovviamente dipende dal modello scelto e dalla quantità di umidità presente nell’aria.

Volendo invece di svuotare la vaschetta periodicamente è possibile collegare un tubicino esterno per il drenaggio dell’acqua. Particolare attenzione bisogna averla per i filtri; è meglio scegliere quelli lavabili in modo da pulirli a inizio e fine stagione e sostituirli periodicamente.

L’acqua che fuoriesce dal deumidificatore può essere utilizzata per il ferro da stiro.

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