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Cosa sono i chiusini: tipologie e usi

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Chiusini, elementi essenziali nell’ambito delle infrastrutture civili e stradali, coprono e proteggono l’accesso a servizi sotterranei come le fognature o i sistemi di drenaggio. La loro scelta e installazione richiede un’attenzione particolare a diversi fattori, tra cui materiali, dimensioni, e resistenza al traffico.

Immagine rappresentante un chiusino in strada

Una panoramica sui chiusini: tipologie e usi

Come anticipato, i chiusini (spesso erroneamente chiamati tombini) sono le coperture poste a chiusura di pozzetti di fognature o acquedotti. Possono presentarsi in diverse forme (circolari, rettangolari o quadrati) e in diversi materiali, ognuno adatto a esigenze diverse:

  • Chiusini carrabili: progettati per aree soggette a passaggio di veicoli, resistono a carichi elevati.
  • Chiusini in ghisa: diffusi per la loro durabilità e resistenza, disponibili in varie dimensioni e pesi.
  • Chiusino sifonato in ghisa: ideale per prevenire cattivi odori, spesso usato in ambienti urbani.
  • Chiusini in ghisa a riempimento: permettono una finitura personalizzata con lo stesso materiale del pavimento circostante.
  • Chiusini in ghisa ermetici: garantono una chiusura impermeabile, ideali per zone a rischio inquinamento.

I chiusini inoltre sono classificati in base alla zona di impiego e al conseguente carico di rottura. A seconda della zona di impiego del chiusino, corrisponde una classe di resistenza al di sotto della quale non si può scendere. Ad esempio per le zone pedonali, ciclistiche o assimilabili sono necessari chiusini di tipo A15 o B125, mentre per quelle soggette a carichi particolarmente elevati, come ad esempio pavimentazioni di porti e aeroporti, serviranno quelli di tipo E600 o F900.

Come aprire un chiusino

L’apertura di un chiusino, vitale per manutenzione e ispezione di tombini e fognature, può variare a seconda del modello, del materiale dello stesso e dal tipo di posizionamento (se in appoggio o incernierati):

  • Chiusini e caditoie leggere/di piccole dimensioni: possono essere aperti manualmente attraverso l’aiuto di semplici leve o ganci
  • Chiusini pesanti/di grandi dimensioni: per evitare di farsi male o di rovinare il chiusino è consigliabile l’utilizzo di un carrello aprichiusini che facilita il sollevamento senza alcun sforzo .
  • Chiusini in ghisa o altro materiale ferroso: possono essere aperti attraverso l’utilizzo di  magneti di sollevamento applicati ad un carrello.
Spesso può capitare di trovare chiusini bloccati dall’ossidazione, dal gelo o semplici impurità, catrame depositate tra coperchio e il telaio. In questi casi sarà necessario precedere il sollevamento con una apposita pulizia delle cerniere e fessure.

Chiusini, caditoie, tombini e pozzetti: capire le differenze

Facciamo ora chiarezza sui diversi termini spesso utilizzati come sinonimi o in maniera errata, al posto dei chiusini. I tombini sono i canaletti/cunicoli sotterranei che permettono lo scorrimento delle acque (sia chiare che scure) sotto al piano stradale.

Anche chiusini e caditoie, nonostante siano spesso confusi, hanno funzioni diverse. I chiusini coprono accessi verticali a servizi sotterranei, garantendo sicurezza e protezione. Le caditoie, invece, sono griglie o coperture poste sui canali di scolo per le acque piovane, pensate per il drenaggio stradale e non forniscono accesso diretto ai sottoservizi. 

Ancora diversi sono invece i pozzetti: cavità nel terreno con la funzione di raccogliere le acque o consentire l’ispezione e la manutenzione dei tombini o di altri cunicoli sotterranei. Possono essere costruiti a servizio di acquedotti, fognature (nere e bianche), oltre che linee elettriche e telefoniche.

I chiusini in Ghisa lamellare o sferoidale

La Normativa UNI EN 124 1995 stabilisce che il materiale più idoneo per realizzare i chiusini e le caditoie per uso stradale, è la ghisa. Ma le ghise non sono tutte uguali e ognuna ha caratteristiche diverse a seconda della applicazione considerata.

Possiamo avere due tipi di ghisa che di differenziano per la struttura interna:

  1. la ghisa lamellare: la grafite libera (carbonio) si trova sotto forma di lamelle;
  2. la ghisa sferoidale: la grafite libera (carbonio) si trova sotto forma di noduli o sferoidi.

Una volta si utilizzavano chiusini in ghisa di forma rettangolare semplicemente appoggiati nella loro sede. Il problema di questi chiusini era che cadevano nel pozzetto una volta aperti.

Questi chiusini sono stati sostituiti con chiusini in ghisa rettangolari o quadrati ma incernierati in un punto in modo da evitare che possano cadere. Spesso se ne trovano anche di forma circolare.

La ghisa sferoidale è comunque l’evoluzione di quella lamellare e si ottiene trasformando le lamelle di grafite in sferoidi. Oggi i chiusini sono quasi tutti in ghisa sferoidale in quanto più sicura. Elimina infatti i rischi di propagazione delle possibili rotture che si possono creare nelle tradizionali lamelle, evitando così una situazione di pericolo alla circolazione. Inoltre la ghisa sferoidale è molto più resistente alla corrosione ed è facilmente lavorabile.

Tipologie di chiusini in ghisa secondo la normativa

Secondo la Normativa UNI EN 124 del 2015 i chiusini in ghisa sono divisi in classi diverse in base al luogo dove possono essere impiegati.

La scelta della classe appropriata ricade sotto la responsabilità del progettista, e nel dubbio è il caso di scegliere la classe superiore.

Si suddividono nelle seguenti classi: A 15 – B 125 – C 250 – D 400 – E 600 – F 900.

  • GRUPPO 1 (classe A15 Minima, carico di rottura > 15kn – 1,5 tonn.) Impiegati in zone che possono essere utilizzate esclusivamente da pedoni e ciclisti.
  • GRUPPO 2 (classe B125 Minima, carico di rottura > 125kn – 12,5 tonn.) Per utilizzo in zone nelle quali possono accedere mezzi molto leggeri: marciapiedi, zone pedonali, aree di sosta e parcheggi multipiano per automobili.
  • GRUPPO 3 (classe C250 Minima, carico di rottura > 250kn – 25 tonn.) Per utilizzo in parcheggi di autovetture, piazzali, siti industriali ed aree con movimentazione lenta.
  • GRUPPO 4 (classe D400 Minima, carico di rottura > 400kn – 40 tonn.) Per utilizzo in zone accessibili ad autovetture e camion, incluse carreggiate stradali, banchine ed aree pedonali.
  • GRUPPO 5 (classe E600 Minima, carico di rottura > 600kn – 60 tonn.) aree soggette a forti carichi per asse, per esempio pavimentazioni di porti e aeroporti.
  • GRUPPO 6 (classe F900 Minima, carico di rottura > 900kn – 90 tonn.) aree soggette a carichi per asse particolarmente elevati, per esempio pavimentazioni di aeroporti.

Conclusione

I chiusini svolgono un ruolo cruciale nelle infrastrutture urbane e stradali, garantendo sicurezza e accessibilità ai servizi sotterranei. La loro scelta dipende da vari fattori, inclusi materiale, carico sopportabile e specifiche esigenze di installazione. Capire le differenze tra le varie tipologie è fondamentale per una gestione efficace del territorio urbano e non e selezionare quello più adatto e sapere come maneggiarlo correttamente assicura durabilità e funzionalità nel tempo.

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