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Cosa sono le comunità energetiche e come partecipare

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Le comunità energetiche (Energy Community) consentono di accedere, usufruire, condividere e scambiare energia proveniente da fonti rinnovabili e finalmente presto potranno diventare una realtà anche in Italia. Le comunità energetiche.

Scopriamo di più su cosa sono le comunità energetiche e come partecipare in queste comunità.

cosa sono le comunità energetiche
Foto di Solarimo – Fonte:
pixabay.com

Cosa sono le comunità energetiche: l’esempio di Patagonia

Il marchio per abbigliamento sportivo e da montagna Patagonia ha realizzato il film “We the power” diretto da David Garrett Byars, che racconta come si sono sviluppate e diffuse le comunità energetiche in Europa spiegando molto bene cosa fanno, i progetti e le difficoltà riscontrate lungo il percorso, gli obiettivi e i principi fondativi.

Le comunità energetiche (o Energy Community) sono di fatto un sistema di produzione e diffusione dell’energia rinnovabile fatta dai cittadini che fanno parte della “comunità”, temine che indica appunto comunione e condivisione per il bene reciproco. Il fenomeno di queste comunità è nato già da tempo in Europa, nei paesi in cui la sensibilità ambientale e sostenibile è sempre stata un passo avanti, e ben presto questo modello si sta diffondendo un pò dappertutto e anche in Italia. L’aumento della sensibilità dell’opinione pubblica a questi temi e i recenti eventi naturali che contraddistinguono cataclismi sempre più evidenti e marcati impone una certa regolamentazione da parte dei Governi e decisioni politiche a livello globale.

Nella piccolo comunità di cittadini si sono riuniti per fare rete creando un network per la produzione di energia con l’utilizzo di fonti di energia alternativa (eolico e fotovoltaico) in modo da diventare completamente indipendenti dalle compagnie energetiche. In questo modo si vengono a creare benefici di tipo sociale, economico e ambientale per la comunità e per l’ambiente.

L’obiettivo delle comunità energetiche è quello di arrivare a una transizione ecologica diffusa sul territorio, autonoma e democratica perchè regolata dai cittadini e non dal potere politico o delle aziende multinazionali energetiche.

Come funzionano le comunità energetiche rinnovabili

Come abbiamo visto le comunità energetiche rappresentano una rivoluzione energetica e sono un’ottima opportunità messa appunto dai cittadini per i cittadini in modo da ottenere e utilizzare energia pulita sfruttando le fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) e per essere indipendenti. Questo apre nuovi scenari per il futuro delle nostre città per un mondo più pulito ed equo.

In Europa e precisamente nel nord Europa le prime comunità sono nate negli anni ’80 quando si cominciò a parlare per la prima volta di ambiente dopo il disastro avvenuto nel 1986 a Cernobyl. Recentemente con le disposizioni introdotte dal decreto Milleproroghe all’art.42 bis, le comunità energetiche potranno diventare una realtà anche nel nostro paese. Queste di fatto sono un nuovo modello di produzione, diffusione e consumo di energia rinnovabile. 

Le comunità energetiche in Italia

In Italia le comunità energetiche sono state previste dal D.L. Milleproroghe che recepisce la Direttiva Europea n.2001 del 11/12/2018 (detta RED II) all’articolo 42bis. Per realizzare una comunità energetica si devono rispettare i seguenti 4 punti:

  1. Obiettivo: l’obiettivo delle comunità energetiche con l’autoconsumo collettivo di energia, è quello di ottenere per i cittadini e per il territorio locale benefici di carattere economico, sociale e ambientale;
  2. Accesso: la partecipazione alla comunità è aperta a tutti, a chi possiede un impianto e chi no (detti consumer). I punti di immissione e prelievo di energia devono avvenire su reti elettriche che fanno capo alla stessa cabina di trasformazione Media/Bassa tensione;
  3. Impianti: i possessori di impianti con
    sistema di accumulo
    (prosumer) per condividere l’energia devono produrla con impianti con potenza inferiore a 200 kW e la condivisione deve avvenire sulla rete esistente;
  4. Contratto: ci deve essere un regolare contratto di diritto privato che regola i rapporti di condivisione dell’energia. I consumer sono liberi di uscire dalla comunità rispettando però gli onorari ai prosumer descritti nel contratto.

L’auspicio è che la produzione di energia “pulita” con fotovoltaico ed eolico proveniente quindi da fonti
rinnovabili aumenti sempre di più e che le comunità energetiche si moltiplichino anche nel nostro paese in tutto il territorio nazionale. Secondo una stima condotta dal Politecnico di Milano, se le comunità energetiche si dovessero diffondere in Italia nei prossimi anni avremmo una riduzione di 3,6 milioni di tonnellate di CO2 che si traduce poi in un beneficio economico per i partecipanti alle comunità di circa 2 miliardi di euro all’anno.

Come creare una comunità energetica in Italia

Creare una comunità energetica in Italia è un obiettivo ambizioso ma fattibile. L’energia rinnovabile sta diventando sempre più accessibile e conveniente, e molte persone sono interessate a diventare attori attivi nel mercato dell’energia.

Il primo passo per creare una comunità energetica è la scelta di un’area geografica adatta. Idealmente, la comunità dovrebbe essere situata in un’area con una forte presenza di fonti rinnovabili, come il vento, il sole o l’acqua. Inoltre, l’area dovrebbe avere un’infrastruttura adeguata per consentire la distribuzione dell’energia rinnovabile tra i membri della comunità.

La progettazione e la costruzione di impianti di produzione di energia rinnovabile sono una parte essenziale del processo di creazione di una comunità energetica. Gli impianti possono essere di vario tipo, come impianti solari, eolici o idroelettrici, a seconda delle condizioni dell’area geografica prescelta. Inoltre, l’installazione di sistemi di stoccaggio dell’energia è essenziale per garantire la continuità dell’energia fornita ai membri della comunità, anche quando le fonti rinnovabili non sono disponibili.

Un altro aspetto importante è la regolamentazione e l’amministrazione della comunità energetica. La creazione di una società cooperativa può essere un’opzione valida per gestire la comunità, in modo tale che i membri possano partecipare attivamente alle decisioni prese e alla gestione dell’energia prodotta e distribuita. Inoltre, la regolamentazione del mercato dell’energia rinnovabile in Italia sta diventando sempre più favorevole alle comunità energetiche, il che rende più facile la loro creazione e gestione.

Infine, il coinvolgimento della comunità locale è fondamentale per il successo della comunità energetica. L’educazione e la sensibilizzazione della comunità sui benefici delle fonti rinnovabili e sulle opportunità offerte dalle comunità energetiche possono aumentare l’adesione dei membri alla comunità stessa. Inoltre, la partecipazione attiva della comunità può portare a un maggiore senso di appartenenza e di responsabilità verso la comunità stessa e l’ambiente circostante.

Per approfondire clicca qui.

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